La Juve allegriana ed il ritorno a terra. Di Giuseppe Marchetta

A volte bisogna ritornare alla terra, all’Humus, ossia a quel complesso di sostanze organiche presenti nel suolo che è di fondamentale importanza per la nutrizione dei vegetali. Lo aveva chiaro un tal Francesco, nato ad Assisi qualche secolo fa, che s’era spogliato di tutto, ma non della dignità, per poter vivere a più diretto contatto con la sostanza più profonda del Reale: la Natura e la sua nuda e cruda terra. E nella nuda terra alfin volle esser sepolto. Ne emerse all’epoca una personalità profonda e permeante, direi rigenerante tutta l’umanità e la cultura del suo tempo e per i secoli a venire. Ed è da questo Humus che deriva il termine Humilitas, ovvero Umiltà. Questa umiltà vorrebbe ritrovare Allegri e la sua Juve, che a sua volta dovrebbe cioè ritornare alle origini, a quel motto originale e storicamente fondante la mentalità vincente di Madama per cui: “la vittoria è del forte che ha Fede!”. Ma la domanda é: qui chi ha veramente fede oggi? chi ha fede, chi crede fermamente nell’Ideale ultimo!? oggi credo solo il grande Pavel Nedved, che per la Coppa dalle grandi orecchie darebbe la vita. E lui la grande voce dell’Ideale in casa bianconera e lui deve aver parlato in settimana al gruppo. Deve aver richiamato all’Umiltà ed alle origini di questo nobile club che si noma Gioventù. Bisogna esser giovani ed umili per poter ripartire, per tornare a cercare qualcosa di più grande e bello, per tornare a generare qualcosa di bello e grande, per tornare ad essere belli e grandi e pieni di vitalità ed entusiasmo contagioso. Certo non è facile, non è stato facile assorbire lo schiaffone, all’indomani della presuntuosa ma scialba prestazione di Madrid, di fronte ai tori colchoneros. Allegri è stato chiaro: per arrivare all’appuntamento di ritorno con l’Atletico, non bisognerebbe giocarsela subito, dando soddisfazione a ciò che ribolle in pancia. Occorre invece andare per gradi e ritrovare entusiasmo, come dovendo riempire una bottiglietta d’acqua goccio per goccio, giornata per giornata, chè la bottiglia, oggi come oggi, è vuota! occorre ritrovare voglia ed entusiamo. Occorre ritrovare la propria anima. Per questo bisogna ritornare all’origine, alla nuda terra e ritrovare la giusta Umiltà. Humilitas. Oggi s’è vista una Juve poco men che vuota, in molti suoi singoli a cominciare da Ronaldo, rimasto bello e vistoso ma senz’anima. Non rivediamo più da un po’ di tempo i migliori Mandzukic, Matuidi, Pjanic ed Alex Sandro sembra presenza superflua da troppo tempo. Per ora forse si sta trovando un poco d’umiltà e sacrificio, i bianconeri son tornati a soffrire sulle rive del Reno italico e gagliardo. Allegri lo sapeva, si sarebbe dovuti passare attraverso sofferenza e spirito di sacrificio. Non può usare fantasia, primo perchè non è ha molta da vendere, secondo perchè ha gli uomini contati, specie a centrocampo. Cosi al Dall’Ara schiera il solito alberello di Natale, con il Berna mezzala a destra e Cancelo esterno destro alto, ovvero con Perin; De Sciglio, Bonucci, Rugani, Alex Sandro; Bernardeschi, Bentancur, Matuidi; Cancelo, Mandzukic, Ronaldo. Mihajlovic risponde con il suo 4-2-3-1 e Skorupski; Mbaye, Danilo, Helander, Dijks; Poli, Pulgar; Edera, Soriano, Sansone; Santander. Arbitra il Sig. Calvarese di Teramo. Il quale all’improvviso fischia forte e subito parte il Frecciarossa dalla Stazione Centrale, ma pure la partita, che qui a Bologna è partitissima. 1′ problemi per Mandzukic che ha subito una botta al fianco. 2′ aggressivo il Bologna: doppia folata dei rossoblù. Bravo Bonucci a liberare dopoché Dijks aveva saltato De Sciglio. 3′ colpo di tacco di Santander sul primo palo, il pallone termina alto. 5′ spintone di Bernardeschi su Poli: c’è il fallo. 6′ ammonito Pulgar che scalcia Ronaldo. 9′ scatto di Ronaldo bravo a tenere in campo un suggerimento lungo di Bernardeschi e a guadagnare il corner. 11′ tiro di Sansone che contolla e spara dal limite. Pallone fuori di mezzo metro.14′ prova ancora Soriano, dopo errore di Bonucci. Questa volta fa muro Rugani. 15′ controllo e conclusione dal limite di Santander, alta. 16′ ammonito Bentancur per entrata in ritardo su Santander. 18′ fallo di Mandzukic in ritardo su Pulgar, ha rischiato il giallo. 20′ Bernardeschi prova a imbucare. Matuidi non arriva di poco sul pallone. 21′ scatto di Mandzukic: anticipato da Skorupski alle spalle della retroguardia del Bologna. 22′ cross di Sansone: Perin s’accartoccia e blocca a terra. 24′ mancino affilato dai 30 metri di Edera, il pallone termina largo di mezzo metro. 29′ destro secco Santander che si gira spalle alla porta e spara: pallone largo di niente. 32′ super giocata di Bernardeschi che si mangia Poli con una sterzata. Entra in area dalla destra ed esplode un mancino a giro sul palo lungo che termina fuori di nulla. 35′ sulla punizione tesa in mezzo di Pulgar, Perin libera coi pugni. 38′ sale il forcing Juve. 40′ Santander prova il tiro da metà campo, conclusione completamente sbilenca. 41′ sponda aerea di Santander, Sansone di volo spara altissimo. 41′ libera Rugani dopo il grande affondo di Dijks sulla destra. 43′ fermato Matuidi in area. Sull’assist di Cancelo, si è liberato del difendente utilizzando troppo il braccio. Poi Calvarese manda tutti a riposo. Allegri è un poco stizzito ché vede i suoi ancor sbiaditi e svuotati di temperamento ed energie. Il Miha invece gongola ché i suoi stan sfiorando gol ed impresa. Quindi si riparte. 48′ allungo in fascia destra di Mandzukic che prova ad andare via col tacco ma si trascina il pallone sul fondo. 49′ giù Mandzukic al limite dopo intreccio con Helander: per il direttore di gara è fallo in attacco, incredibile. 50′ calcio di Mbaye su Ronaldo. Ci stava il giallo, non estratto da Calvarese: ancora incredibile ma vero. 54′ accelerazione Sansone che arriva al limite e spara, deviazione di Rugani in corner. 55′ dopo una mischia in area, Alex Sandro salva a un metro dalla linea su Mbaye. 57′ Sansone da dietro su Bentancur, niente giallo che ci stava. 63′ non trova spazio la Juve che fa circolare il pallone molto lentamente. 67′ Dybala sfrutta una respinta corta di Helander su affondo e cross di Matuidi da destra e spiazza Skorupski: 0-1 e palla al centro! 72′ testino di Mandzukic debole, facile per Skorupski. 74′ ammonito Sansone che protestava per un contatto con Bernardeschi. 81′ Juve in controllo. I bianconeri hanno addormentato bene il match dopo il vantaggio. 85′ diagonale di Soriano dal limite, largo di un paio di metri. 88′ storie tese tra Mbaye e Ronaldo. I due si tamponano in area. Cristiano dice qualcosa al rossoblù. 89′ Dijks s’accentra e calcia centralmente. 90’+1′ tiro di Sansone al limite ed a giro che termina sulla faccia esterna del palo dopo il tocco di Perin, bravo a stendersi in tuffo sulla sua sinistra ed a smanacciare anche sulla ribattuta. 90+3′ contropiede personale di Ronaldo che ribalta il fronte, si presenta in area sulla sinistra e tira radente e teso sul primo palo: Skorupski risponde alla conclusione col piede. 90+4′ brutto fallo di Orsolini su Dybala ma non arriva inspiegabilmente il cartellino. E qui chiude il sipario su di un match spavaldamente e cholinianamente giocato dal Bolo e conquistato con umiltà e sacrificio da quel che rimane d’una Juve ancor svuotata e moscia.
Amen
PAGELLE JUVENTUS:
PERIN 7: salva il risultato oltre il 90′ con grande tempismo e zoffiano senso della posizione. Bravo pure nelle uscite alte.
DE SCIGLIO 6: gioca con un poco di temperamento in più che a Madrid.
BONUCCI 5: lento nell’impostazione e nei recuperi difensivi.
RUGANI 4,5: tenta spesso l’anticipo azzeccandolo mai e risultando alfin falloso.
ALEX SANDRO 4: ormai lontano parente del giocatore visto nella prima stagione bianconera. Appare moscio atleticamente, non salta mai il diretto avversario, non giunge mai al cross, rientra affannosamente, svuotato nell’anima e nella spinta ideale. Il suo atteggiamento inconcludente porta Allegri a sostituirlo prima dello scoccare dell’ora di gioco con Dybala, ossia addirittura un attaccante.
DYBALA 7,5: entra, cambia il volto della partita e segna il gol risolutivo. Cosa chiedere di più ad un subentrante?
BERNARDESCHI 6: gioca da mezzala, trovandosi a buon agio. Deve imparare ad esser più concreto e preciso sul più bello.
BENTANCUR 5: male nel primo tempo da centromediano metodista, si riprende un poco alla distanza, quando entra Pjanic e l’uruguagio riesce a ripartire palla al piede. Non sarà mai un metronomo di centrocampo, poichè ha passo, fisico ed impostazione da mezzala pura.
MATUIDI 5: un passettino in più rispetto a Madrid, ma solo in termini di podismo. Rimane sgangherato nel portar palla e nel cross.
CANCELO 6,5: ci si domanda come faccia Allegri talvolta a prescindere da lui. Tecnicamente unico nel suo ruolo d’esterno a tutto campo, con giocate sublimi ed accelerazioni imperiose.
RONALDO 5: appare sfiduciato e nervoso: la scoppola di Madrid ne ha ridotto la spinta morale, la fiducia nell’Ideale.
MANDZUKIC 5: anche per lui un passettino in più rispetto all’incubo di Madrid. Siamo ancor lontani dalla linfa migliore.
ALLEGRI 6: inserisce il pilota automatico come quasi sempre. Certo ha riportato a fatica i suoi con i piedi a terra, anzi, in humus.
ARBITRO (SIG: Calvarese di Teramo) 5: come il tedesco Zwayer a Madrid, consente il gioco duro, e spesso oltre i limiti di regolamento, degli avversari di Madama. Che sia stata inaugurata nel calcio una nuova linea di tendenza di stampo nichilista?
Voster
Giuseppe Marchetta




