Serie A, Lazio-ChievoVerona 1-2

Marcatore: 49′ Vignato (C), 52′ Hetemaj (C), 67′ Caicedo (L)
LAZIO (3-5-2): Strakosha; Patric (38′ Parolo), Acerbi, Radu (15′ Luiz Felipe); Marusic, Milinkovic, Badelj (57′ Correa), Luis Alberto, Durmisi; Caicedo, Immobile.
A disp.: Proto, Guerrieri, Wallace, Bastos, Romulo, Jordao, Cataldi, Lulic, Neto.
All.: Simone Inzaghi.
CHIEVOVERONA (4-3-1-2): Semper; Depaoli, Bani, Cesar, Barba; Leris, Rigoni (68′ Dioussé), Hetemaj; Vignato (76′ Kiyine); Meggiorini, Stepinski (83′ Pellissier).
A disp.: Brigantini, Caprile, Tomovic, Frey, Andreolli, Ndrecka, Piazon, Karamoko, Pucciarelli, Grubac.
All.: Domenico Di Carlo.
Arbitro: Daniele Chiffi (sez. Padova)
Assistenti: Rocca – Posado
IV uomo: Rapuano
V.A.R.: Maresca
A.V.A.R.: Di Vuolo
NOTE. Ammoniti: 40′ Depaoli (C), 55′ Rigoni (C), 73′ Dioussé (C)
Espulsi: 35′ Milinkovic (L), 95′ Luis Alberto (L)
Recupero: 2′ pt; 5′ st.
La Lazio getta al vento un’occasione d’oro per avvicinarsi alla Champions League ed esce sconfitta per 2-1 in casa contro il Chievo Verona già retrocesso. L’espulsione di Milinkovic-Savic compromette la partita dei biancocelesti, i gol di Vignato al 4’ della ripresa e di Hetemaj al 6’ fanno il resto. A poco serve la rete di Caicedo al 22’ st che riapre i conti. La squadra di Inzaghi non approfitta del pareggio del Milan e resta a quattro punti dal quarto posto, in attesa dello scontro diretto tra Inter e Roma. Il Chievo si presenta a Roma senza paura e per non regalare nulla. La Lazio invece sembra non comprendere appieno l’importanza della gara in chiave Champions, anzi si mostra estremamente sottotono tanto da meritare i fischi del suo pubblico.
Un’unica vera occasione per la squadra di Inzaghi, il cambio forzato di Radu per infortunio già al 15’ e l’ingenuità imperdonabile di Milinkovic-Savic viziano un deludente primo tempo da parte dei padroni di casa. Al 34’ il serbo, dopo aver subi’to un fallo da Stepinski, reagisce scalciando contro l’avversario. L’arbitro Chiffi non ha dubbi nell’estrarre il cartellino rosso diretto. L’acuto arriva nel recupero, al 46’ Durmisi serve il subentrato Parolo che sgancia il tiro: soltanto la parata reattiva dell’esordiente in Serie A Semper gli nega il vantaggio.
Più coraggiosa la squadra veneta, non male la conclusione di Meggiorini in avvio e l’iniziativa personale di Leris. La Lazio non si sarebbe aspettata una partita così difficile, che riesce a diventare addirittura impossibile nel secondo tempo. Al 49’ Vignato segna il gran gol che sblocca la partita, il primo in Serie A per il classe 2000, in area sul palo lungo. I biancocelesti vanno in confusione, dopo due minuti i veronesi trovano anche il gol del raddoppio: al 51’ Hetemaj manda in rete con un colpo di testa. La sveglia alla squadra di Inzaghi la dà l’entrata in campo di Correa, che cambia completamente la gara dopo lo choc dell’uno-due in pochi attimi. L’argentino, partito dalla panchina perché non al meglio fisicamente, riversa il gioco in avanti. Al 67’ diventa decisivo, servendo a Caicedo l’assist che favorisce la rete dell’1-2 che riapre i conti. Poi sfiora due volta il gol che sarebbe valso un pareggio anche meritato: all’83’ se lo divora di testa e al 91’ scuote il palo con sfortuna. Alla fine, il risultato dell’Olimpico rappresenta l’ennesima occasione sprecata da parte della Lazio.
Al termine del match con il ChievoVerona, il tecnico biancoceleste Simone Inzaghi è intervenuto ai microfoni di Lazio Style Channel, 233 di Sky:
“Sono deluso, questo è un passo indietro che non ci voleva. Abbiamo commesso una grande ingenuità, è inaccettabile in una gara così importante. Il Chievo ha svolto la sua prestazione, noi dovevamo preservare la calma senza andare in inferiorità numerica. Abbiamo pagato questo cartellino rosso, quando si affronta una squadra in undici con dieci uomini la maggior parte delle volte si perde.
Ai ragazzi dirò che dobbiamo mantenere lucidità e calma. Tra tre giorni ci giochiamo la possibilità di arrivare in finale affrontando il Milan in trasferta. Abbiamo commesso delle ingenuità che abbiamo sempre pagato, ora dovremo essere lucidi e concentrati. La partita di oggi era bloccata, purtroppo ci siamo innervositi. Non siamo stati calmi senza mantenere le giuste distanze ed, in seguito, l’espulsione ha indirizzato la gara. Dobbiamo rimanere lucidi e pensare solo alla gara di mercoledì, il campionato non ci aspetterà ma abbiamo l’obbligo di riaprire il discorso qualificazione in Europa. Momentaneamente, però, dobbiamo accantonare il campionato e pensare alla Coppa Italia.
Nei prossimi giorni lavoreremo per prepararci al meglio per trovare concentrazione e lucidità, è un obbligo per noi”.
Nel post partita di Lazio-ChievoVerona, il centrocampista biancoceleste Marco Parolo è intervenuto ai microfoni di Lazio Style Channel, 233 di Sky:
“Dobbiamo restare in corsa affrontando ogni gara al massimo, oggi non lo abbiamo fatto ma colpa è di tutti. Ci siamo svegliati dopo due schiaffi. C’è stata la reazione da parte della squadra, ma non c’è stato lo spirito giusto per affrontare la compagine clivense. A volte ci dimentichiamo chi siamo e cosa vogliamo, dobbiamo solo chiedere scusa per quanto accaduto.
La testa e la voglia decidono tutto. Una grande squadra può anche non schiacciare l’avversario dall’inizio, ma serve un’altra mentalità e non bisogna rilassarsi prima di aver segnato due o tre gol. Questo è il limite della squadra: pensavamo di averlo arginato, ed invece è emerso nuovamente, abbiamo sbagliato.
La gara di mercoledì è fondamentale per la stagione, sarà difficile sfidare il Milan in uno stadio ostico. Dobbiamo accettare ogni critica e rispondere in campo con voglia. Siamo stati nervosi in campo, quando vai sotto contro una squadra già retrocessa capisci d’aver sbagliato qualcosa e questo ti porta a compiere gesti sbagliati. Avevamo comunque voglia di riprendere la partita. In dieci contro undici stavamo provando a prendere le misure ed i clivensi ci hanno colpiti in quel momento: non siamo stati lucidi nel disporci subito nel modo corretto e loro sono stati bravi a capitalizzare le due occasioni che hanno costruito inizialmente.
C’è delusione e rabbia, parlare a caldo si rischia solo di esagerare. Domani saremo più lucidi e riusciremo ad analizzare quanto accaduto nel modo corretto”.




