Colognola ai Colli – Barbisano Eclisse Trofeo Regione Veneto di Prima Categoria
È il Colognola ai Colli ad alzare il Trofeo Regione Veneto di Prima Categoria. Nella finalissima disputata allo stadio “Walter Martire” di Dolo, la formazione veronese supera per 1-0 il Barbisano Eclisse e completa una stagione da incorniciare, a pochi giorni dal successo in campionato.
La sfida dai ritmi intensi ma equilibrati, con le due squadre attente a non concedere spazi. Il primo tempo si chiude così a reti inviolate, con grande agonismo in campo e tanto pubblico sugli spalti. L’episodio decisivo arriva al 7’ della ripresa: Gazzo si incarica di una punizione dalla distanza e trova una traiettoria perfetta. Il pallone colpisce la parte bassa della traversa e termina in rete, regalando il vantaggio al Colognola ai Colli. Il Barbisano Eclisse prova a reagire con generosità e riesce anche a trovare il gol del possibile pareggio, annullato però per posizione di fuorigioco. Nel finale la formazione trevigiana spinge fino all’ultimo, ma il risultato non cambia. Al triplice fischio può esplodere la festa del Colognola ai Colli, protagonista di una stagione memorabile. Applausi anche per il Barbisano Eclisse, autore di un percorso importante e di una prova combattiva fino alla fine. “Un’altra partita terminata sotto i migliori auspici – commenta il presidente del Comitato Regionale Veneto Bepi Ruzza -. Abbiamo visto gioia, abbiamo visto un po’ di sofferenza, però credo che tutte e due le squadre siano contente perché il Colognola ha vinto coppa e campionato e avendo vinto anche il campionato il Barbisano ha la possibilità di accedere alla categoria superiore. Quindi dovrebbe essere un momento di festa”. Anche la vicepresidente e consigliere nazionale Ilaria Bazzerla ha voluto richiamare i valori dello sport, criticando alcuni cori violenti e provocatori uditi sugli spalti. “Bisogna dar atto, però, che una parte del tifo non ha accettato le provocazioni e quindi si è comportato sportivamente, come piacerebbe fosse sempre così nei nostri stadi dei dilettanti. Non si possono accettare delle offese che vanno oltre a quello che sta succedendo in campo o quando si mette in ballo la provenienza, e anche con delle frasi violente, solo frasi per fortuna. Quindi va benissimo il tifo, si tifa la propria squadra anche con della goliardia, degli slogan. Ma il resto nei nostri campi non lo vorremmo mai sentire. Neanche nei campi dei professionisti, ma qua a maggior ragione, ci sono tanti ragazzini e famiglie che vedono queste partite ed è proprio un peccato”.




