Primavera, Lazio – Vicenza 0-0

LAZIO (4-2-3-1): Adamonis; Spizzichino, Dovidio, Miceli, Petro; Portanova, Folorunsho; Bezziccheri, Rezzi, Javorcic; Rossi.
A disp.: Borrelli, Spurio, Cardoselli, Muzzi, Al-Hassan.
All.: Andrea Bonatti.
VICENZA (4-4-2): Rossi; Boesso, Gambasin, Russo, Anzolin; Zortea, Sbrissa, Carniato, Vanzan; Dieye, Mezzina.
A disp.: Zironelli, Parker, Pegoraro, Zorresi, Ferro, Manes, Crestani, Paiolo.
All.: Pasquale Luiso.
Arbitro: Ilario Guida (sez. di Salerno). Ass.: Mansi-Vingo.
Mastica amaro la Lazio. Il ‘Fersini’ rifila il secondo pareggio consecutivo in casa, la partita finisce a reti bianche. La Lazio ringrazia il Vicenza per gli errori di Dieye che a più riprese si divora il vantaggio. A conti fatti la squadra di Bonatti guadgna un punto, ma perde tanto altro. Due giocatori, Petro per infortunio e Folorunsho per espulsione. Così come perduta è l’occasione di avvicinare la capolista Hellas Verona, impegnata nel pomeriggio contro il Latina. Gli occhi lucidi per la rabbia del numero 8 biancoceleste al ritorno negli spogliatoi sono l’emblema di una giornata uggiosa.
Per un infortunato che rientra ce ne sono altri sei che restano in infermeria. Out Ceka, Beqiri, Spiezio, Bari, Sarac ed Ennali, la panchina della Lazio è davvero corta. Ecco allora che ci si affida ancora di più agli undici titolari. Adamonis tra i pali, difesa a quattro con Dovidio e Miceli centrali. Linea di trequarti a tre con Bezziccheri, Rezzi e Javorcic ad agire alle spalle di capitan Rossi, unica punta.
È un avvio coraggioso quello del Vicenza, il dente avvelenato per l’ultima sconfitta subita si fa sentire. Ma la Lazio marca subito il territorio, Formello è casa biancoceleste e Rossi e compagni vogliono imporre il gioco. Bello lo schema sulla punizione al 13’ e interessanti le incursioni da parte prima di Javorcic e poi del capitano laziale. Ma mister Bonatti in panchina si agita, vuole di più. Chiede maggiore movimento e costruzione sulle fasce, rimprovera i suoi a più riprese. Cerca il gol, bisogna sbloccare il match. Il Vicenza si sta affacciando un po’ troppo dalle parti di Adamonis. Un bel destro di Rezzi dalla trequarti fa tremare Rossi, il portiere veneto, a una decina di minuti dal duplice fischio. Il parziale però rimane lo stesso.
Sono subito brividi per la Lazio. Nel giro di pochi minuti Dieye spaventa Adamonis e anche tanto. Il numero 9 del Vicenza riesce pure a metterla dentro in un paio di occasioni, i biancocelesti si salvano solo grazie al fuorigioco. Se già non lo soddisfaceva il primo tempo, non può certo sorridere ora mister Bonatti che in panchina si agita sempre di più. Soprattutto adesso che oltre a venir meno le occasioni da gol, perde un’altra pedina. Petro infatti rimane a terra dopo un duro scontro di gioco con il centravanti biancorosso ed è costretto ad abbandonare il campo. Al suo posto Spurio. Per un attacco che non riesce a concretizzare c’è una difesa che sventa pericoli. Prima Miceli ferma di nuovo Dieye, poi un miracolo di Adamonis alla mezzora sventa un colpo di testa Gambasin davvero velenoso. Per fortuna, il numero nove vicentino non è giornata e sbaglia anche un calcio di rigore. La Lazio rimane in gioco e deve dire grazie alla dea bendata. Alla fine sono i nervi a farla da padrone. E ad avere la peggio sono Rossi e compagni. Folorunsho, espulso per somma di ammonizioni. Un Vicenza nettamente superiore si porta a casa un punto che le sta stretto.
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