Primavera, Napoli – Lazio 1-2

Marcatori: 45′ Russo, 66′ Ceka, 69′ Al Hassan
LAZIO (4-4-2): Adamonis; Spizzichino, Miceli, Petro, Ceka; Bezziccheri, Bari, Folorunsho, Portanova; N’Diaye, Al-Hassan.
A disp.: Rus, Spiezio, Spurio, Cardoselli, Muzzi, Javorcic, Rezzi.
All.: Andrea Bonatti.
NAPOLI (4-3-3): Schaper; Schiavi, Granata, Milanese, D’Ignazio; Acunzo, Otranto, Abdallah; Della Corte, Gaetano, Russo.
A disp.: Marfella, Mazzella, Bartiromo, Senese, Calabrese, Napolitano, Daddio, De Simone, Negro, Ritieni, Catavere.
All.: Giampaolo Saurini
Arbitro: Luigi Carella (sez. Bari). Ass: De Palma – Pizzi
Cinque vittorie consecutive in campionato. La Lazio, in rimonta, espugna il campo del Napoli e si conferma prima insieme a Hellas Verona e Sampdoria. Come mille giorni fa. Dopo un successo a testa, la resa dei conti tra Saurini e Bonatti è a tinte biancocelesti. Russo porta avanti i suoi nel finale di primo tempo, nella ripresa in tre minuti Ceka ed Al Hassan la ribaltano. E i biancocelesti tornano a vincere in Campania quasi quattro anni dopo dall’uno a zero firmato Danilo Cataldi. La corsa non si ferma.
A Napoli per restare più in alto di tutti. A mille giorni di distanza dall’ultima volta. Era la Lazio del primo Inzaghi che a maggio del 2014 batteva la Juve Stabia e si presentava in vetta alle Final Eight. Dal tecnico piacentino al suo successore bresciano: Andrea Bonatti. Biancocelesti di nuovo primi, stavolta a pari punti con Hellas Verona e Sampdoria, ma avanti per gli scontri diretti. Al ‘Sant’Antimo’ una prova importante: contro una squadra in ripresa e preparata per affrontare la Youth League. Per la seconda volta in stagione (la prima nella sconfitta di Latina), la Primavera non ha poi neanche il suo capitano. Alessandro Rossi è convocato con la prima squadra per la sfida al Chievo. “Proveremo trame di gioco offensive diverse”, aveva promesso Bonatti. In Campania si vede una squadra corta e aggressiva con Portanova a fare praticamente l’attaccante aggiunto ad Al Hassan. Sugli esterni Bezziccheri e N’Dieye, alla sua seconda partita consecutiva dopo l’arrivo in prestito dal Renate. Ramon Muzzi parte inizialmente dalla panchina. Così come Negro nel Napoli, spauracchio con quattro reti all’attivo in carriera ai biancocelesti. Il primo tempo sembra avviato sullo zero a zero. Ritmi bassi, gioco spezzettato e grande equilibrio. Sono quaranta cinque minuti soporiferi. Ma, a pochi secondi dal recupero, gli azzurri colpiscono alla prima vera occasione. Cross di Della Corte dalla destra, Russo si inserisce sul secondo palo e di testa manda le squadre negli spogliatoi sull’uno a zero.
La ripresa restituisce una sfida più emozionante. Ritmi alti e occasioni. La partita finalmente si accende. E cambia nel giro di tre minuti. La Lazio, all’improvviso, esce dal guscio e la ribalta. Un tiro sporco e il primo gol assoluto con la maglia biancoceleste di Irlian Ceka vale il pareggio. Centottanta secondi e arriva anche il due a uno. Bezziccheri la mette sulla testa di Al Hassan, il portoghese imprime potenza al pallone e non sbaglia. Eppure era stato il Napoli ad avere la grande opportunità per il raddoppio. L’errore, quasi a porta vuota di Russo, è però praticamente una scossa per Folorunsho e compagni. La formazione di Saurini prova allora a riportarsi in avanti, attaccando con tutti i propri mezzi a disposizione. La Lazio con sacrificio tiene e porta a casa tre punti pesanti. L’ultimo brivido è su un colpo di testa a lato di Granata. In vetta alla classifica resta ancora una corsa a tre. Dopo il successo dell’Hellas Verona nell’anticipo di Trapani (2-1), anche la Sampdoria sbanca il campo del Brescia per due a zero. Tre squadre a 33 punti, tre squadre per unico obiettivo. Mille giorni dopo è comunque ancora primo posto.
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