Primavera Novara, alla scoperta di Andrea “Leo” Leontini

Primavera Novara, alla scoperta di Andrea “Leo” Leontini
Nell’estate 2009 il Novara ufficializzò Massola come nuovo responsabile del settore giovanile che arrivò dal Legnano. Con lui approdarono in azzurro diversi ragazzi tra cui Andrea “Leo” Leontini, classe 1997. Un amore verso il pallone scoccato all’età di sei anni, nella Sommese (squadra del suo paese). Dopo soli 4 mesi venne scelto dagli osservatori dell’Inter e li rimase per tre anni e mezzo giocando come difensore centrale. L’Inter poi lo mandò a maturare al Legnano e da lì arrivò a Novara. Sette anni in azzurro incominciati dai giovanissimi nazionali di mister Fusaro e arrivati alla Primavera di Gattuso passando per il biennio di Allievi Naz. Di mister Terni e l’anno vincente del campionato “Dante Berretti”.
Un giocatore polivalente “riesco a ricoprire sia il ruolo di difensore centrale che quello di mediano; diciamo che devo ancora capire qual è la mia reale collocazione. Nel Legnano ho iniziato a giocare come centrocampista, ruolo ricoperto anche l’anno scorso in Berretti. Quest’anno invece sono uno dei tre centrali di difesa. Tecnicamente so usare entrambi i piedi e mi reputo un giocatore veloce e bravo nel gioco aereo”.
Andrea l’anno scorso si è laureto “campione d’Italia” categoria berretti “un traguardo fantastico e meritato perché siamo stati un gruppo forte, coeso e meritato. Sospinti da un grande Gattuso e dal suo staff, non abbiamo mai mollato, convinti di poter arrivare alla finale. Il mio rammarico è quello di non aver giocato nelle finali di Salò perché infortunato. Dalla tribuna però non ho mai smesso di tifare per i miei compagni e alla fine ho festeggiato con loro”.
Come per tutti gli azzurrini anche per Andrea quest’anno si è sentito lo scotto della categoria superiore “rispetto al campionato Berretti questo torneo è diverso. E’ sicuramente più tecnico, difficile perché ci confrontiamo contro società di valore importante. Nel girone d’andata abbiamo trovato qualche difficoltà mentre nella seconda parte ci siamo tolti qualche soddisfazione. Per essere un gruppo nuovo penso che non ci siamo comportati male. Ora dobbiamo finire a testa alta questo finale di stagione”.
Anche lui ha dei suoi idoli dai quali cerca di carpire i propri segreti “essendo sia difensore che centrocampisti, seguo da vicino Leonardo Bonucci, difensore della Juventus. Nel Novara invece cerco d’imparare da Nicolas Viola, giocatore che si avvicina di più alle mie caratteristiche”.
Gruppo allenato da mister Gattuso “tecnico molto preparato che ci tratta come suoi figli. Devo molto a lui perché mi sta facendo maturare ulteriormente e mi sta dando molta fiducia. Sono il giocatore con più minutaggio. Gattuso da una mano a tutti, cerca di trasmetterci la sua indole e ci stimola parecchio”.
Come ogni giovane calciatore anche Andrea ha i propri sogni nel cassetto “spero di diventare un professionista, giocare in serie B e vestire la maglia del Novara che da sette anni mi ha adottato. Se penso più in là beh il mio traguardo è quello di raggiungere la Juventus, squadra che tifo fin da piccolo. Ora devo continuare a lavorare sodo, sono un 1997 e bisognerà vedere cosa succederà la prossima stagione quando diventerò un fuoriquota. Spero di rimanere in azzurro e dare il mio contributo in Primavera con la speranza qualche volta di ricevere la chiamata in prima squadra”.
Una vita da pendolare la sua “vivo a Somma Lombardo e frequento l’ultimo anno dell’ITIS. Dal lunedì al venerdì, dopo pranzo, prendo il treno e vengo a Novara ad allenarmi. Usufruire di Novarello per noi è fantastico perché qui ci sono strutture che ti aiutano a crescere, a maturare, a diventare un vero calciatore”.
Una vita la sua senza troppi grilli per la testa “non ho neanche troppo tempo per fare altro. La mia quotidianità si articola tra scuola e calcio. Il mio tempo libero lo passo con la mia ragazza che vive nella mia stessa città. Non sono un amante di discoteche, preferisco stare tranquillo a casa con lei o uscire con gli amici”.
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