Primavera Tim Cup, Lazio – Napoli 3-2 d.t.s.

Marcatori: 9′ Bezziccheri, 17′, 73′ Liguori, 92′ Spizzichino, 119′ Rossi
LAZIO (4-2-3-1): Adamonis; Spizzichino, Miceli, Dovidio, Ceka; Bari, Folorunsho; Bezziccheri, Rezzi, Javorcic; Rossi.
A disp.: Borrelli, Alia, Spiezio, Petro, Cardoselli, Portanova, Muzzi, Al Hassan.
All.: Andrea Bonatti.
NAPOLI (4-3-3): Schaeper; Schiavi, Granata, Milanese, D’Ignazio; Mattera, Otranto, Acunzo; Russo, Negro, Liguori.
A disp.: Marfella, Riccio, Migliaccio, Esposito, Abdallah, Daddio, De Simone, Conte, Della Corte.
All.: Giampaolo Saurini.
ARBITRO: Aristide Capraro (sez. di Cassino). Ass.: Meozzi-Vingo.
Sono serviti 119 minuti ma alla fine è la Lazio a cantare vittoria. Turno passato, la Coppa Italia continua. E in più è sconfitto anche il tabù Napoli. Una vittoria di cuore e carattere, sudata e meritata. Apre le danze Bezzicheri, Spizzichino rimette in gioco i biancocelesti e alla fine, sempre lui, capitan Rossi segna il gol vittoria. Una partita in cui succede di tutto, infortuni, ammonizioni, risse ed espulsioni. Ma quello che conta alla fine sono gli abbracci di tutta la panchina della Lazio e gli applausi di tutto il ‘Fersini’. Agli ottavi ci sarà ancora il Palermo. È una partita importante e Bonatti decide di cambiare un po’ le carte in tavola. Si scende al ‘Fersini’ con il 4-2-3-1, e tra i pali esordisce Adamonis che vince il ballottaggio con Borrelli. Linea difensiva a quattro con Spizzichino, Miceli, Dovidio e Ceka. Bari e Folorunsho agiscono davanti alla difesa. Trequarti con Bezziccheri, Rezzi e Javorcic. Capitan Rossi prima punta.
O dentro o fuori. Lazio e Napoli si giocano il loro proseguo in Coppa Italia, chi perde è fuori. Rossi e compagni sembrano averlo ben chiaro in testa e dopo nove minuti la palla è già dentro. Ceka è bravo a dimenarsi nella difesa napoletana e portarsi avanti palla al piede. Vede Bezziccheri a centro area, lo serve e il numero 10 laziale non sbaglia. Lazio già in vantaggio. Troppo bello per essere vero. La risposta del Napoli non si fa attendere troppo, per la precisione sette giri d’orologio. I biancocelesti sbagliano un disimpegno e Liguori colpisce. 1-1, tutto da rifare. È tutto qui il primo tempo. Tante occasioni, qualche nervosismo ma il parziale non cambia.
Una ripartenza coi nervi leggermente tesi da entrambe la parti. La posta in gioco è alta e la tensione non manca. Nei primi cinque minuti sono già due le ammonizioni. Uno per parte, Ceka per la Lazio, Schiavi per il Napoli. I biancocelesti pressano alto, cercano di limitare il Napoli. Bonatti mette forze fresche in campo, fuori Folorunsho per Portanova. Ma è la formazione di Saurini a trovare il vantaggio. Negro si imbuca nella difesa biancoceleste, il numero 11 partenopeo scatta sul filo del fuorigioco e batte Adamonis. Serve uno scossone. Il tecnico laziale prova a darlo, mischiando le pedine in campo. Entra Al Hassan al posto di Bari, poi ancora Muzzi che rileva Javorcic. Bisogna segnare. E quando tutto sembra perduto, al 92’, ecco la rete del pareggio. La difesa del Napoli sbaglia clamorosamente un retropassaggio, Spizzichino si fa trovare pronto e riapre tutto. La Lazio c’è. Allo scoccare della fine Rossi sfiora il gol vittoria. Supplementari.
Non vuole dare punti di riferimento all’avversario Bonatti. È per questo che spesso gli esterni di centrocampo laziali si scambiano di posto. Si lotta da una parte e dall’altra, nessuno intende salutare la Coppa. Rossi tenta anche la rete di rovesciata, ma niente. Il risultato non si sblocca, il primo tempo supplementare si chiude in parità. La ripresa si mette male per la Lazio, Ceka rimane a terra dolorante e abbandona campo e compagni in barella. Si gioca 10 contro 11, ma la differenza non si nota. Al 119’ l’uomo della provvidenza colpisce ancora. Rossi sugli sviluppi di un calcio d’angolo battuto da Miceli si fa trovare pronto e ancora una volta regala la vittoria ai compagni. Nel finale la tensione è alle stelle, rissa in campo. Ma è tutto bene quel che finisce bene. La Lazio passa il turno e festeggia. Cuore e carattere, in questo successo non manca niente.
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