Campionato Berretti, Catania – Akragas 3-3

Reti: pt 31° Arena, 42° Condorelli su rigore; st 2° Minacori (A), 13° Culotta (A), 42° Rosalia, 47° Sacomando (A)
CATANIA: Fabiani; Algiati (22°st Zannini), Calì, Lombardo, Giuffrida, Rosalia, Papaserio, Condorelli (22°st Pecorino), Napolitano (22°st Bulla), Arena (7°st Di Grazia), Di Stefano.
A disposizione: Buemi, Florio; Del Popolo, D’Arrigo, Palermo, Camuti, Marchese, Licciardello.
Allenatore: Pulvirenti.
AKRAGAS: Ameli; Chiparo, Petrucci (19°st Tilotta), Noto S. Sacomando, Passanante, Malluzzo, Savarino (46°st Onolfo), Noto G. (12°st Culotta), Minacori, Tripoli (12°st Scibetta).
A disposizione: Moncada; Curseri, Romè, Costa, Condello, Clemente, Mannina, Brancato.
Allenatore: Sclafani.
AMMONITI: Lombardo (CT), Malluzzo, Savarino e Tilotta (A).
ARBITRO: Orlandi di Siracusa.
ASSISTENTI: Saracino di Ragusa e Bonaccorso di Catania.
Primo pareggio stagionale per la Berretti del Catania, che incrementa il vantaggio sul Trapani secondo in classifica (adesso a -2) ma non sfrutta l’opportunità di andare ben oltre, considerando il 2-0 alla fine del primo tempo contro l’Akragas, infine capace d’imporre il 3-3. Rossazzurri efficaci nell’ultimo quarto d’ora della frazione iniziale: a segno Arena, a coronamento di un fraseggio veloce rifinito dall’assist di Di Stefano, e Condorelli su rigore. I primi 15 minuti della ripresa sono però di marca agrigentina: Minacori e Culotta rimettono in carreggiata gli ospiti. Nel finale, il Catania trova il gol del 3-2 con Rosalia ma all’ultimo respiro è Sacomando, a realizzare il pareggio. Mister Pulvirenti commenta: “Una gara caratterizzata da “onde”, quella odierna. Nel primo tempo l’Akragas ha lavorato sotto la linea della palla anche con 11/11, difendendo negli ultimi quaranta metri di campo: c’erano pochi spazi a disposizione però, nonostante tutto, in alcune situazioni siamo riusciti ad entrare e colpire, come in occasione del primo gol. Dopo il 2-0 si è percepita la voglia degli agrigentini di non mollare e, negli spogliatoi, ci siamo detti che i primi dieci minuti della ripresa sarebbero stati importanti: nel prosieguo non abbiamo avuto accortezza e quello spirito di adattamento che è necessario quando una gara cambia copione. Non siamo stati risoluti, bisognava essere più determinati nell’uno contro uno ed invece eravamo “morbidi”, così gli avversari hanno accorciato le distanze prima e pareggiato poi. a seguito di una nostra disattenzione su palla inattiva. Tutto ciò deve farci riflettere: non ci siamo fatti trovare pronti al cambiamento della partita. I cambi hanno rinvigorito la squadra, ci siamo ricompattati, siamo andati alla ricerca del vantaggio e lo abbiamo trovato su palla inattiva a pochi minuti dalla fine. Pensavamo che la gara fosse conclusa ma sulla classica “palla della disperazione”, l’ultima, i biancazzurri sono stati più furbi e determinati di noi, siglando il 3-3. Dobbiamo riflettere: per vincere è sempre doveroso interpretare correttamente e rapidamente le diverse fasi del match, adeguandosi”.




