Final Four Berretti: Arezzo – Catania 2-0

RETI: st 18′ Bonfini, 44′ Galantini.
AREZZO (3-4-1-2): 1 Garbinesi; 2 Kouadio, 3 Bonfini, 5 Bernadini; 6 Minocci, 4 D’Abbrunzo, 8 Benucci, 7 Rampelli; 10 Bismark; 9 Iacuzio (43′ st 19 Galantini), 11 Borsi (11′ st 16 Dai Pra).
A disp.: 12 Maffetti, 13 Testi, 14 Pauselli, 15 Arcaba, 17 Brunetti, 18 Zammuto, 20 Cusin, 21 Magara, 22 Romagnoli.
All.: Alessandria.
CATANIA (4-3-1-2): 1 Biondi; 2 Biancola, 5 Longo, 6 Bonaccorsi, 3 Dadone (15′ st 13 Noce); 8 Schisciano, 4 Di Grazia (41′ st 15 Papaserio), 7 Di Stefano; 10 Rizzo (25′ st 18 Fulvi); 9 Napolitano, 11 Graziano.
A disp.: 12 Spataro, 14 Migliaccio, 16 Biondi K., 17 Santoro, 19 Asero.
All.: Pulvirenti.
ARBITRO: Balice di Termoli.
NOTE: ammonito Kouadio.
La semifinale comincia con tanto agonismo e poca fluidità di gioco. Le squadre si temono e combattono su ogni pallone, c’è adrenalina tra i ventidue e il terreno sintetico non è granché. Anzi, rende complicato anche il passaggio più semplice.
Il Catania, schierato con il 4-3-1-2, all’inizio è più manovriero. Va al tiro Napolitano dall’interno dell’area e Garbinesi dice no. Gli amaranto giocano con tre centrali di difesa, quattro mediani e Bismark dietro due punte. Il ghanese però resta fuori dalla manovra e così l’unica conclusione amaranto di una certa pericolosità lo scaglia Benucci dalla distanza: Biondi si rifugia in corner. In chiusura di tempo, micidiale ripartenza catanese: Graziano si presenta a tu per tu con Garbinesi che con una parata super salva porta e risultato.
Dopo dieci minuti della ripresa, Alessandria ha l’intuizione giusta: entra Dai Pra per Borsi, Iacuzio scala sulla trequarti e Bismark avanza il raggio d’azione. Proprio lui conquista il corner che origina il gol: Biondi si salva sul primo colpo di testa di D’Abbrunzo, ma sul secondo angolo consecutivo, Bonfini stacca sul primo palo in anticipo e la infila in rete. Amaranto avanti.
Per il Catania è una mazzata grossa, dentro un secondo tempo in cui prevale la fisicità dell’Arezzo. Garbinesi non rischia mai e resta spettatore, mentre Kouadio s’inventa un coast to coast a dieci dalla fine che viene neutralizzato in extremis dai rossoblù. Ma il raddoppio è solo rimandato: al 44′ Bismark sfonda in velocità e crossa in mezzo per Galantini, appena entrato, che firma il 2-0 e manda gli amaranto alla finalissima scudetto.
amarantomagazine.it




