CAMPUS CO.BO: UN’OCCASIONE PER GIOVANI CALCIATORI

A pensarci bene per molti giovani calciatori nel periodo estivo ci sono giorni nella vita in cui non succede niente, giorni che passano senza nulla da ricordare, senza lasciare una traccia, quasi non si fossero vissuti, per altri giorni di ansia, di attesa, per conoscere il futuro colore della casacca da indossare nella prossima stagione. Per altri ancora c’è la buona occasione che ha proposto lo Stage – Campus organizzato dalla CO.BO a Rivisondoli. Ora per rassicurare chi leggendo il seguito di questo articolo, può pensare che io sia parte di un qualche giro che porta avanti il piano di qualcuno mi preme dire, per dovere culturale, che per istinto mi sento libero. Quindi non cerco di convincere nessuno, ho semplicemente ricevuto dalla CO.BO un gentleman agreement, quindi libero di scrivere quanto voglio. Bene, posso dire allora, che il Campus ha mollato le cime e la nave è salpata con un’organizzazione perfetta, con istruttori di primo piano, pieni di straordinario talento e professionalità quali Primo Berlinghieri, Lorenzo Colombo, Salvatore Garritano, Luca D’Ulisse, Tommaso Di Biccari, Fabio Ferri e Simone D’Angelo. Per non parlare del giovane allenatore dei portieri Lorenzo Colombo che, apriti cielo, ha tanta precisione nel calciare da fare invidia al portiere della nazionale tedesca Neuer. Nel Campus nessuna solita psicologia d’accatto o vertigini filosofiche, ma tanta serietà, impegno e lavoro che fa venir fuori ai ragazzi i loro veri valori. Usare il cuore e il cervello per imparare a convivere, per condividere con gli altri questa importante esperienza. Tutti i dirigenti della CO.BO, in testa Danilo Bonini e Livio Colombo mi hanno dato la conferma di essere capaci di esplorare con un linguaggio semplice i mondi interiori e complicati di ognuno dei ragazzi partecipanti, ed i giovani calciatori hanno capito ed apprezzato questi segnali e lavorano duramente cercando di rubare, di carpire ed imparare qualcosa di nuovo, qualche segreto dai loro bravissimi istruttori. Tutto sotto gli occhi di un importante osservatore dal curriculum glorioso come Antonio Mazzagatti. Nell’intimo, alcuni di loro, sentono come un clacson che li avvisa della scoperta di un mondo nuovo che per i più bravi potrebbe essere rappresentata dal professionismo.
Vittorio Patruno




