CO.BO. che numeri!!!

Se si inizia a non credere ed a sprecare giovani talenti anche nel calcio, significa essere alla frutta, è l’indice dell’avvicinamento alla fine del calcio, quando in altre nazioni, Spagna e Germania su tutte, i giovani, anche giovanissimi calciatori, rappresentano una formidabile ed incontenibile forza propulsiva, tanto da essere impiegati in squadre anche di prima fascia e, tanto per rimanere in termini culinari, costituiscono il loro tiramisù.
In Italia sono poche le società divorate dal fuoco di far bene con i giovani, tra queste la CO.BO. società detentrice di questa fornace nella quale brucia la voglia di cercare giovani talenti su cui puntare, e che credendo nella meritocrazia rappresenta un viatico, un vero passaporto per la vita calcistica di tanti giovani meritevoli, magari ignorati da altri.
E’ certo lo stadio evolutivo di questa società che grazie ad una struttura quasi unica, con i fatti e con il coraggio sta cambiando il corso delle cose, lanciando continuamente segnali ai giovani calciatori di non mollare mai, di aver coraggio. Quel coraggio dimostrato anche da Eric Abidal, il calciatore che vinse la Champions League pochi mesi dopo la diagnosi di un tumore. Un esempio di perseveranza e coraggio seppur in tono minore è quello del giovane ’94, senegalese di Dakar, Thiam Ibrahima rappresentato dalla CO.BO. che dopo pochi mesi trascorsi in Italia in una società di Serie B e poco impiegato è stato trasferito prima al Kaposvar poi all’MTK (massima serie ungherese) e quest’anno trasferito con successo al Chicago Fire che milita nella Major League Soccer. Peraltro la CO.BO. di Livio Colombo e Danilo Bonini, a dimostrazione di quel poco di made in Italy che c’è nel calcio giovanile e che ancora funziona, è una società senza confini che da tempo ha capito che il calcio moderno è interrazzialità, superamento delle frontiere e che bisogna depurarci da certe ideologie nazionali, perché l’importante è far giocare calciatori bravi, che siano stranieri o no, che giochino in Serie A o all’esterno poco importa, l’importante è che si facciano le ossa in campionati competitivi. Questa potrebbe essere la soluzione per tanti giovani meritevoli e per l’intero movimento calcistico.
Non a caso un mese fa la CO.BO. è stata in visita a società ungheresi famose e di primaria importanza quali Ujpest, Honved, Debrecen e Mezokovesd-Zsory che militano nella Nemzeti Bajnoksag (massima serie ungherese), Bekescsaba (seconda serie) e Hatvan (terza serie) con le quali ha una collaborazione decennale, per proporre alcuni loro giovani assistiti, europei e non, tutti nazionali Under 21, e grazie all’amichevole disponibilità dei rispettivi DG e DS, poter visionare alcuni ragazzi da poter portare in Italia. E’, in relazione all’apprezzamento del lavoro di Livio Colombo e Danilo Bonini, che al ritorno dall’Ungheria si è svolto un incontro a Torino con un grande ed indimenticato campione del nostro calcio, quel Marco Ferrante che con la maglia del Toro ha superato con 125 gol a 123 il grande Valentino Mazzola, per un progetto Italia Europa, in particolar modo con Slovacchia e Repubblica Ceca. Aggiungo che nei giorni 16, 17 Novembre la CO.BO. è stata in contatto con società calcistiche importanti in Lombardia per proporre loro giovani calciatori di cui, per ovvie ragioni, preferisco non menzionare i rispettivi nomi.
Per ultimo, una cosa che i giovani calciatori gusteranno come un cioccolatino è il progetto “CO.BO. giovani promesse”, costituito da Open Days che si svolgeranno da Febbraio e per tutti i mesi a seguire in tutte le regioni d’Italia ed a titolo assolutamente gratuito.
Che dire di più! Il mio invito è rivolto a quei ragazzi il cui talento non è stato premiato: ragazzi, non sprecate la vostra vita calcistica, non mollate, perché alla CO.BO. ci sono uomini che non si fermano, non si adeguano, anzi rifuggono da certi andazzi. Lasciatevi andare al nuovo e credere che la vostra vita calcistica possa andare avanti senza condizionamenti, come dire siate pronti a vivere nuove situazioni che contraddicono quello che qualcuno di voi ha già sperimentato.
Vittorio Patruno




