CO.BO. UNA “MACCHINA” SUPERACCESSORIATA.

Non è facile per me capire da che punto devo partire a raccontare la mia partecipazione allo Stage Campus della CO.BO. a Rivisondoli. Non so dove sia esattamente l’inizio e la fine. Non so se cominciare dalla mia decisione di parteciparvi o dai pensieri che l’hanno fatta nascere. Vorrei solo esternare quanto ho potuto constatare giornalmente presenziando sul campo,con frasi di senso compiuto,senza mettere parole a caso,osservando le regole di ogni buon redattore. Fatta questa premessa,parafrasando il titolo del libro di Fabio Volo “ E’ una vita che ti aspetto” penso che è da tanto tempo che i giovani calciatori italiani aspettavano la CO.BO. per poter emergere nel calcio. Con l’associazione di Livio Colombo e Danilo Bonini,qualcosa nel calcio giovanile è cambiato o sta cambiando,cercando di restituire al calcio con i suoi stage quella “temperatura” che le è dovuta ed a prezzi così contenuti che nessuno può rifiutare. Oserei dire che gli stage della CO.BO. sono l’alternativa alla pochezza,al vuoto,quasi alla tristezza che attanaglia da troppo tempo il calcio giovanile nostrano. Il merito è da attribuire ai due fondatori Colombo Livio e Danilo Bonini ai quali mi piace affiancare Lorenzo Colombo allenatore dei portieri ed un gigante nell’organizzazione,senza dimenticare i suoi validi collaboratori che non possono essere sostituiti da altri in determinati compiti assai importanti per l’organizzazione,come Biagio Mennella (il Colonnello) ed Antonio Scalera (il Primario),instancabili, dinamici ed inesauribili nella cura della logistica e nell’assistenza ai ragazzi,sempre pronti e puntuali ad intervenire ad ogni pit-stop. Mi corre l’obbligo anche di scusarmi se tra gli allenatori della CO.BO. negli articoli precedenti ho tralasciato il nome di Luca D’Ulisse,probabilmente dovuto alla calura salentina. Ora chiusa la parentesi stage-campus Rivisondoli,per questo prestigioso ed invidiato club che dopo questo camp ha visto qualche giovane calciatore ricevere richieste da club blasonati, è d’obbligo pensare al futuro, perché il duo Colombo-Bonini tende sempre a migliorarsi,non si accontenta mai. La CO.BO. non è come Paganini,vuole ripetersi, e non è un caso si stia già adoperando per organizzare nel mese di Agosto open-day ed un importante mega torneo in Abruzzo e nel Molise con la partecipazione di società di prima fascia. Per finire io posso apparire come un redattore accomodante e compiacente nei confronti di questa associazione ed anche per evitare di essere pesante come un brasato o una peperonata alle nove del mattino,io che a questa associazione ho fatto la TAC e ne ho constatato l’ottimo grado di salute,posso solo terminare col dire: andate a vedere se è vero quello che vado dicendo,e sono sicuro che vi accorgerete che attorno al lavoro che la CO.BO. fa con i giovani ci sono cose che vi piaceranno e ne rimarrete affascinati.
Vittorio Patruno.




