Tra favola e realtà…Il dopo stage CO.BO.

Ci sono storie che spesso sembrano solo opera di fantasia che invece nascondono delle verità, una su tutte ha lasciato in me come un profumo, una piacevole scia, che batte dentro di me come un secondo cuore, come quei ricordi per cui alcuni mi portano indietro, altri avanti e si chiamano quasi sogni. E’ la storia del dopo stage estivo di Rivisondoli, organizzato dalla CO.BO. di Livio Colombo e Danilo Bonini, una vera corazzata, una tra le più importanti società organizzatrici di eventi calcistici, forse più nota fra i giovani calciatori della corazzata Potemkin di warholiana memoria, che ha saputo dare , forse in modo insperato, il sapore del successo, speriamo duraturo, a molti giovani calciatori che allo stage hanno partecipato, sudato e sperato. E, quando noi stessi siamo portati a credere che qualcosa di molto bello non possa esistere nel calcio, in particolar modo quello giovanile, ecco che ancora una volta la CO.BO. ci insegna a non smettere di credere che per i giovani non ci siano possibilità di emergere nel chiacchierato mondo del pallone ed in un modo mondato da certe furberie cui sono avvezzi mettere in atto certi personaggi che io amo definire commercianti di calcio. Ora qualcuno di voi ricorderà il mio articolo apparso su questo sito il 5 Luglio circa lo stage estivo di Rivisondoli di cui paventavo grandi successi, bene non era frutto di immaginazione o piaggeria per ottenere qualche vantaggio, quello stage, cui hanno partecipato 130 ragazzi di diverse nazionalità e 150 persone tra accompagnatori, tecnici, dirigenti dello staff, osservatori e curiosi interessati, ha prodotto ottimi risultati, premiando il lavoro di Colombo e Bonini, due personaggi carismatici, trascinatori entusiasti, ma privi di atteggiamenti superbi, incluso come già detto un nutrito numero di ragazzi meritevoli di elogio. Tanto successo era forse inatteso dalla stessa CO.BO., ma i dati sono inequivocabili e sono lì a rappresentare una realtà attorno allo stage che lo illumina ed i numeri che sono l’unica cosa che possa dare risposte certe sono incontrovertibili e la vera analisi del frutto di tanto lavoro:
Polletta Marco classe 2001 al Pescara
Pensalfini Mattia casse 2002 al Bologna
D’Intino Marco classe 2000 al Racing Roma
Perucca Alberto classe 1996 al Leganes ( Spagna) Under 21
Mennella Gaetano classe 2002 al Francavilla
Gallo Matteo classe 1999 al Renate
Affinito Luigi classe 2003 al Benevento
Traino Mattia classe 2003 sotto osservazione ed in prova in un club di serie A
oltre ad un buon numero di ragazzi in prova in club di prima e seconda fascia.
Di tutto questo occorre dare anche grande merito allo stratega e pianificatore Antonio Mazzagatti,un elemento indispensabile e fondamentale per la CO.BO, uno pieno di energia creativa, un vero guru del calcio, che per anni ne è stato una voce eminente, forse troppo frettolosamente dimenticato dai grandi club nazionali ed internazionali per i quali aveva già prestato la sua opera. Mazzagatti ha presenziato giornalmente, senza sosta, alla prestazione di tutti i giovani calciatori che hanno giostrato a Rvisondoli, fornendo loro consigli, completando le loro schede tecniche, partecipando ai meeting di lavoro ed i fatti gli hanno dato ragione. Detto questo mi viene da dire che nel calcio ci sono solo tre tipi di persone, quelli che fanno succedere le cose, quelli che guardano le cose accadere e quelli che si chiedono : ma come fanno ?. A voi la risposta,
Vittorio Patruno




