Il ruggito della CO.BO. : attenzione alla deriva del calcio giovanile molisano

Mi sorprendono coloro che riferiscono di certi fatti, scandalizzandosi delle scurrili bassezze, del banale e pacchiano comportamento di una società calcistica giovanile del Molise, come se in un Paese abitato e guidato da personaggi volgari, condizionati e condizionanti, il calcio giovanile potesse mostrare e riflettere qualcosa di diverso. Ma veniamo ai fatti così come declinatomi dal dottor Danilo Bonini cofondatore della CO.BO. Players Management. Mentre la sua società, mercè una gestione etica, pedagogica e sportiva, e a volte positivamente anticonformista tende con intelligenza sensibilità e competenza a favorire l’ingresso di giovani leve nel mondo del calcio che conta, da un’altra parte il responsabile del settore giovanile di una società molisana, che certo non ha la figura del “formatore “, che sembra appartenere ad un’età preistorica, con comportamenti ed esperienze conoscitive calcistiche emotive e morali di straordinaria bassezza, non solo non informa alcuni dei suoi ragazzi che avrebbero potuto partecipare ad un importante impegno nel Lazio, organizzato dalla CO.BO., ed essere valutati da importanti scouting, ma nega loro la possibilità di partecipare, dopo regolare richiesta della società organizzatrice, adducendo la banale scusa di non avere elementi all’altezza. Ma come ?. Quei ragazzini erano già stati valutati da esperti osservatori, improvvisamente sono diventati dei buoni a nulla ed incapaci ?. Mah ! Lascio a voi gentili lettori fare ogni considerazione su tale episodio che non é un singolo caso, ma che purtroppo va sempre più diffondendosi nei settori giovanili. Per quanto mi riguarda , davanti a certi beceri comportamenti umilianti e demotivanti per i nostri giovani con le scarpette bullonate, provo la sensazione che immagino possa provare un cieco, il quale recuperato fortunosamente ed improvvisamente la vista, si trova davanti ad uno spettacolo così orripilante da indurlo a desiderare il ritorno più rapido possibile alla cecità: E’ così evidente che un certo modo di fare calcio rende migliori i peggiori e peggiori i migliori. Tali comportamenti sono da fuggire e rifuggire come la lebbra mentale e morale, che certe società, anche così dette blasonate, secernono e diffondono su scala vieppiù sempre più vasta. E tutto ciò é sinonimo di bancarotta intellettuale sortiva e calcistica. Solo scelte drastiche e radicali delle tante società che ci sono sul territorio possono oggi preservare il nostro calcio giovanile ed i nostri ragazzi da guasti morali irreparabili. Occorre liberarsi da certi personaggi che si improvvisano dirigenti sportivi e pervasi da istupidimento psichico senza alcuna preparazione per guidare un settore giovanile che é cosa importante e delicata, dissociandosi da certi comportamenti che possono diventare pericolosamente infettivi. E mi domando anche : ma a tutto ciò i genitori dei nostri calciatori in erba che comportamento contrappongono ?. I genitori non debbono distogliere lo sguardo da queste realtà, da queste forme sottili, pervasive e contagiose che allontanano sempre più i giovani dal calcio, altrimenti si renderebbero anch’essi complici di questi avvilenti comportamenti.
VITTORIO PATRUNO




