
La squadra gialloblù, trattandosi dell’inizio di stagione è ancora in rodaggio. Tra novità societarie e tecniche in pochi mesi molte cose sono state stravolte ma nello scacchiere di Zuccher c’è chi ha le idee ben chiare e sta attraversando un momento più che positivo, come Stefania Dallagiacoma, centrocampista con il vizio del gol. Dallagiacoma, racconta questi primi mesi di Chievo Fortitudo Women.
Stefania, come hai visto la squadra in questo inizio di stagione?
La squadra, seppur abbiamo giocato solo due partite, la vedo in crescita. Nella prima partita abbiamo vinto ma a livello di gioco non ci siamo espresse molto mentre nella seconda contro la Lazio seppur abbiamo perso si sono visti dei passi in avanti. Le due amichevoli che abbiamo giocato durante questa pausa ci hanno aiutato a migliorare ulteriormente e sono sicura che alla ripresa del campionato riusciremo ad esprimerci ancora meglio.
La tua stagione è iniziata con il segno “+”. All’esordio con il Perugia hai segnato e domenica nell’allenamento congiunto contro l’Orobica hai fatto una doppietta. Possiamo dire che sei in un buon momento di forma?
Si. Sono contenta di aver segnato nella prima partita soprattutto per il fatto che si è trattato del gol che ha sbloccato il risultato: ci ha tolto un bel peso. Quest’anno sto cercando la continuità. L’anno scorso per vari problemi fisici non sono riuscita ad aiutare la squadra come avrei voluto mentre quest’anno mi auguro di raggiungere quest’obiettivo perchè credo possa aiutare la squadra.
Hai fatto parte del gruppo di Bragantini. Noti qualche differenza tra il mister dello scorso anno e Zuccher?
Tutti e due sono molto puntigliosi e curano tanto i dettagli. Con Zuccher abbiamo fatto meno lavoro a secco ma più lavoro con la palla. Zuccher ci lascia molto libere. Ci sgrida “poco” perchè ci vuole dare molta responsabilità. Dobbiamo capire noi quando si può scherzare e quando invece bisogna lavorare bene. E’ un allenatore molto bravo e vedremo i risultati che raccoglieremo.
Quest’estate c’è stata la grande novità dell’affiliazione con il ChievoVerona. Sicuramente questa unione vi da più visibilità ma allo stesso tempo può darvi più pressione rispetto all’anno scorso?
Credo che più che pressione quest’anno abbiamo più stimoli. Dovendo rappresentare una società come il Chievo ci sentiamo in dovere di dimostrare. Da quello che vedo all’interno della squadra abbiamo più voglia di giocare. Ci seguono molto e questo ci rendere ancora più contente.
La squadra, secondo te, dove può arrivare?
Il nostro gruppo può arrivare tra le prime della classifica. Proveremo a vincere tutte le partite perchè sappiamo che possiamo puntare in alto. Non credo che quest’anno ci sia l’Inter di turno che lo scorso anno ha amazzato il campionato. Un gap con la serie A c’è ma credo che possiamo giocarcela con tutte le squadre.
Hai qualche obiettivo per questa stagione?
Oltre alla continuità certamente ho voglia di migliorarmi e di provare a segnare più gol della passata stagione.
Max Rossi: le nostre ragazze sono super, quanta voglia di crescere!
Per tutto il mondo gialloblù è semplicemente “Max”, l’instancabile responsabile del settore giovanile femminile del ChievoVerona. Massimiliano Rossi è in prima linea per lo sviluppo della linea “rosa” della cantera fortitudina-clivense, lavorando gomito a gomito con dirigenti, staff tecnico e giocatrici. Per crescere, giorno dopo giorno.
Max, come è nato il tuo coinvolgimento nel progetto?
Tutto è cominciato quando Sergio Pellissier, che crede moltissimo nello sviluppo di questo progetto, mi ha chiesto di aiutarlo a ripristinare la nostra realtà juniores, raggiungendo un livello e numeri che per noi fossero soddisfacenti. Ecco allora che mi sono messo in moto, sono entrato in contatto con la Fortitudo Mozzecane e abbiamo dato il via a questa collaborazione. Che ci rende tutti molto contenti, perchè ad ora abbiamo raggiunto il numero di circa 100 atlete.
Occuparsi di calcio giovanile e femminile insieme significa vivere un doppio filone di sviluppo…
Mi aspetto di far capire al mondo calcistico che il settore femminile è in forte espansione. Coinvolgendo anche gli allenatori per creare un progetto serio, che raggiunga un tasso tattico e tecnico elevato. Non c’è differenza fra maschi e femmine, l’obiettivo rimane quello di riuscire a dar vita a un settore giovanile di buona caratura, per poi, come nel maschile, portare un alto numero di giocatori al livello seniores. Il territorio ci dà buone possibilità, ci sono tante brave atlete. Sono andato a vedere squadre maschili che hanno calciatrici femmine e ne ho viste di brave, ci si può lavorare. Per ora, però, non intendiamo fare selezione. La crescita deve essere uguale per tutti,.
Quali sono le ambizioni comuni del settore giovanile femminile, per questa stagione?
Le ambizioni teniamole per la Primavera e per la Prima Squadra. Per tutte le altre, c’è una sola ambizione, quella della crescita.
Le tue sensazioni riguardo queste atlete?
Devo dire una cosa, che vedo una capacità di apprendimento molto più elevata rispetto ai “colleghi” maschietti. Dobbiamo ricordare una cosa che hanno tutte alla base: per una femmina, fare calcio è una forzatura, diciamo così, qualcosa che si vanno a scegliere con determinazione, e nel quale si impegnano. Al contrario dei bambini maschi, per i quali praticare calcio è una scelta diffusissima. Si lavora bene con le femmine, perchè hanno tanta voglia, e anche fisicamente e strutturalmente traggono un beneficio che si vede, hanno chiara l’idea di mettersi in riga e svilupparsi al massimo. Oltretutto, stiamo inoltrando all’interno del settore giovanile un piano di alimentazione con un nutrizionista, per indirizzarle verso una corretta alimentazione.
E quali sono le differenze più grandi, al di là del fisico, fra le categorie?
Per le più piccole, naturalmente, si parla di fare un lavoro tecnico e non tattico. Cominciando dalla base, e con l’obiettivo di farle innamorare sempre più dello sport. Dobbiamo lavorare tanto con esercizi mirati di gesionte palla, sviluppando le loro capacità.