C’è aria di primavera a Coverciano. Primi momenti da stagione inoltrata, con il sole che irradia il verde dell’erba del Centro Tecnico Federale, in un raduno che ha molti sapori: quello della voglia di ripartire e di riaprire i discorsi per il primo posto nel girone, dopo il solo punto conquistato nei primi due match casalinghi di qualificazione disputati; e il retrogusto amaro post Zenica, che ha lasciato la Nazionale femminile l’unica rappresentativa calcistica azzurra maggiore a giocarsi ancora la possibilità di disputare il prossimo Mondiale.

Non a caso, la domanda sulle sensazioni vissute da quella notte bosniaca è il primo quesito che viene posto al commissario tecnico Andrea Soncin nella conferenza stampa che ha aperto ufficialmente questo raduno delle Azzurre, dopo il primo allenamento di questa mattina a Coverciano. “Sono percorsi differenti” sentenzia il Ct, che poi spiega: “Sentiamo la responsabilità come opportunità di luce e di proseguire in quel percorso che stiamo portando avanti per avvicinarci a quello che è il nostro obiettivo. È un’opportunità perché adesso abbiamo tutti i riflettori puntati su di noi. E noi vogliamo dimostrare che siamo una versione migliore di quello che abbiamo mostrato nelle prime due partite in questo girone di qualificazione”.

Già, perché il solo punto guadagnato nelle due sfide con Svezia (sconfitta 0-1 a Reggio Calabria) e Danimarca (pareggio per 1-1 a Vicenza) ha messo l’Italia già in una situazione complicata per guadagnare quel primo posto nel girone che varrebbe il pass automatico per i prossimi Mondiali in Brasile, senza dover passare poi dagli spareggi: serve fare risultato sia in Serbia (martedì 14 aprile) che in Danimarca (sabato 18 aprile) per riaprire tutti i discorsi.