Atalanta-Roma 3-3: Dzeko è tornato, ma la Dea risorge e pareggia

MARCATORI: Dzeko (R) al 3’ e 33’, El Shaarawy (R) al 40’, Castagne (A) al 44’ p.t..; Toloi (A) al 14’, Zapata al 30’ s.t..
ATALANTA (3-4-1-2): Berisha; Toloi, Djimsiti, Mancini (dall’8’ s.t. Palomino); Hateboer, De Roon, Pasalic (dal 46’ s.t. Pessina), Castagne; Gomez; Ilicic (dal 39’ s.t. Barrow), Zapata (Gollini, Rossi, Masiello, Reca, Gosens, Freuler, Piccoli, Kulusevski). All. Gasperini.
ROMA (4-2-3-1): Olsen; Karsdorp (dal 33’ s.t. Fazio), Manolas, Marcano, Kolarov; Cristante, Nzonzi; Zaniolo, Lo. Pellegrini (dal 20’ s.t. Florenzi), El Shaarawy (dal 17’ s.t. Kluivert); Dzeko (Fuzato, Greco, Lu. Pellegrini, Santon, De Rossi, Pastore, Schick). All. Di Francesco.
ARBITRO: Calvarese di Teramo.
NOTE: spettatori 19.459, incasso 199.088, 25 euro. Ammoniti Manolas e Cristante per gioco scorretto, Nzonzi per proteste, Ilicic per simulazione. Angoli: 9-2. Recupero: 0’ p.t., 4’ s.t..
Il bosniaco trova la doppietta, El Shaarawy fa il terzo, poi si spegne la luce. I bergamaschi a segno con Castagne, Toloi e Zapata. Il colombiano sbaglia anche un penalty
Esattamente come all’andata, anche se all’Olimpico fu la Roma a recuperare (quella volta da 1-3) per chiudere poi sul 3-3- finale. Stavolta, invece, un’Atalanta gigantesca per cuore e personalità è capace di risalire dall’inferno (0-3) fino al pareggio, grazie ad un Gomez favoloso e ad un Castagne che a sinistra ha vinto i duelli prima con Karsdorp e poi con Florenzi. La Roma, invece, butta via una vittoria praticamente acquisita, ma soprattutto gioca un secondo tempo in cui non riesce mai a tirare in porta, restando spesso vittima dell’aggressività nerazzurra. Eppure Dzeko si era finalmente svegliato e sembrava aver vinto il duello a distanza con Zapata. Ed invece è proprio il colombiano, dopo aver sprecato un rigore, a segnare il meritato 3-3 finale e a chiudere la partita così.
Le due facce — Gasperini dietro preferisce Djimsiti a Palomino e a sinistra Castagne a Gosens, Di Francesco invece deve rinunciare in extremis a Fazio, debilitato dall’influenza settimanale. Confermata davanti l’opzione di Zaniolo spostato a destra. Considerando lo stato di salute di entrambe le squadre, ci si aspettava una partita scoppiettante. Attese non tradite, anzi. Anche perché sia Atalanta che Roma pressano subito altissime, con i giallorossi che dopo appena 3’ di gioco trovano il vantaggio con Dzeko (bello l’assist di petto di Zaniolo ad andare dentro). Era l’uomo più atteso, quello chiamato a cambiare marcia alla Roma. Stavolta non si è fatto attendere, perché il bosniaco segna anche il 2-0 (33’), sfruttando un brutto malinteso tra Toloi e Berisha. E l’Atalanta? Il gol preso a freddo ha cambiato ovviamente lo spartito della partita, ma la squadra di Gasperini spinge in continuazione, lasciando però troppo spazio alle ripartenze giallorosse. Ilicic fa ammattire Marcano, ma spesso è troppo egoista e finisce con il rovinare tutto. Zapata, invece, stavolta si deve arrendere a Manolas, mentre Gomez ogni volta che tocca palla è un pericolo: prima prende la traversa su angolo (6’), poi manda dentro Ilicic che spreca a lato da solo davanti ad Olsen (9’) e infine mette dentro una palla tagliata bassa su cui ancora Ilicic arriva con un soffio di ritardo per il tap-in vincente. La pressione sella Dea è costante, Manolas salva su Ilicic a botta sicura, Karsdorp rinvia sulla linea un colpo di testa di Zapata che sembrava gridare al gol. Quando però costruisci così tanto senza concretizzare, facile dopo essere puniti. Anche perché la Roma riparte che è una bellezza e quando si distende in contropiede sembra una fisarmonica perfetta. Così al 40’ è ancora Zaniolo a trovare dall’altra parte El Shaarawy, che brucia Berisha per il 3-0. Sembra tutto archiviato, ma a un minuto dal riposo un colpo di testa di Castagne (su Karsdorp) riapre i giochi.
Gasport




