L’Udinese arriva a Cagliari sullo slancio del successo 2-0 ottenuto contro il Torino una settimana fa e con l’obiettivo 50 punti a portata di mano. I rossoblù, allo stesso modo dei bianconeri, sono in un buon momento e vogliono raggiungere la salvezza. Gli uomini di Runjaic soffrono, resistono e alla fine vincono con due reti nella ripresa, raggiungendo quota 50 punti, il sesto risultato utile consecutivo nelle ultime sette e il quinto clean sheet nelle ultime sette.
Nel primo tempo il Cagliari si dimostra ispirato già dalle prime fasi, ma il lavoro della difesa bianconera limita inizialmente i tentativi avversari ad alcuni tiri dalla distanza innocui. È Palestra poi a rendersi pericoloso verso il 10’, quando viene servito sulla destra e tenta il tiro rasoterra, parato da Okoye.
I rossoblù continuano a creare anche nei minuti successivi, mentre i bianconeri si fanno vedere poco prima del 20’ con il tiro da fuori di Piotrowski deviato in angolo da un difensore. Al tentativo del polacco seguono due occasioni avversarie, la prima è un tiro dalla distanza, alto, di Folorunsho, la seconda è una conclusione dal limite di Esposito su sponda di Mendy che sfiora il palo.
Alla mezz’ora Okoye si supera, parando con la punta del piede il rasoterra di Gaetano, trovatosi davanti alla porta dopo uno scambio sulla sinistra con Esposito. Anche nei minuti successivi il Cagliari prova più volte a entrare nell’area bianconera e ottiene inizialmente anche un calcio di rigore, poi revocato dopo una revisione VAR.
Nel finale di tempo Piotrowski – imbeccato da Zaniolo – impegna Caprile con un tiro dal limite, poi ancora Gaetano tenta la conclusione dopo un’azione sviluppata sulla sinistra, ma Karlstrom si oppone con il corpo.
Sempre Gaetano va vicino alla rete a inizio secondo tempo, quando raccoglie sul secondo palo il tiro-cross di Adopo. Sulla linea, a salvare, c’è però Mlacic.
Passano pochi minuti e i bianconeri confezionano una ripartenza quasi letale: Buksa allarga sulla destra per Zaniolo, che si accentra e calcia colpendo il palo. Da lì gli uomini di Runjaic mostrano una faccia diversa e, infatti, dopo pochi minuti vanno in gol con Buksa, che finalizza sul cross basso di Kamara, servito in precedenza sulla corsa da Solet.
Il Cagliari prova a rispondere con il destro di Esposito, che incrocia troppo la traiettoria, ma per il resto la difesa bianconera limita le iniziative avversarie nella parte centrale della ripresa.
A 15’ dalla fine Dossena colpisce di testa su calcio d’angolo e il pallone sembra destinato in rete, ma Karlstrom riesce a toglierlo dallo specchio della porta con la testa. Bertola fa un salvataggio altrettanto importante qualche minuto dopo in scivolata sul tiro di Mendy, aiutato poi proprio dal capitano sulla ribattuta.
Nel finale Davis – rientrato in campo a quasi un mese dall’infortunio subito contro il Milan – ha l’occasione per chiuderla, ma Caprile a tu per tu gli dice di no. Atta ci prova invece in slalom, calciando poi largo.
Il Cagliari cerca il pari nel recupero con il neo-entrato Trepy, ma è centrale la sua conclusione. Caprile vince di nuovo il duello con Davis in una situazione simile alla precedente, poi l’inglese si rifà con gli interessi servendo a Gueye l’assist per il gol che chiude la gara, il suo primo in Serie A.
La rete del senegalese è l’ultima emozione del match: Udinese batte Cagliari 0-2 e taglia il traguardo dei 50 punti, portandosi momentaneamente al nono posto
Dopo il successo conquistato sul campo del Cagliari, mister Kosta Runjaic ha risposto alle domande dei giornalisti in sala stampa.
“Sono molto felice di questa vittoria, è stata una partita dura ma non abbiamo giocato al nostro meglio. Loro hanno iniziato in modo intenso per renderci la vita difficile e ci sono riusciti soprattutto nel primo tempo, mentre nel secondo abbiamo fatto meglio e abbiamo segnato in un momento importante. Non abbiamo fatto una partita perfetta, ma qui è un campo difficile e il Cagliari ultimamente ha ottenuto buoni risultati, sono una squadra di qualità. Sono contento dei cinquanta punti e della vittoria, dobbiamo continuare così e ottenere il massimo dalle ultime due partite. Poi analizzeremo la stagione nel dettaglio.
Non ho ancora parlato con Davis, purtroppo qualcosa è successo, ma non voglio discuterne ora perché non conosco i fatti. Quello che so è che Davis è un ragazzo fantastico, un giocatore sempre corretto e un professionista esemplare. Quelle nel finale non sono state belle scene, era stata una bella partita per il pubblico fino a quel momento. Non è il caso di parlare ora di quello che è successo, aspettiamo che si calmino le acque e analizzeremo il tutto. Di questo pomeriggio voglio ricordare la vittoria, i cinquanta punti e il clean sheet.
Ho ancora un anno di contratto, sto benissimo a Udine. Siamo nel mezzo di un percorso e abbiamo ancora molto lavoro da fare. Ogni stagione in Serie A è una sfida per un club come il nostro. Adesso giochiamo le ultime due partite e poi parleremo della prossima stagione. Non ho altri piani al momento e sono molto sicuro che con il Cagliari ci incontreremo anche il prossimo anno”.
Queste le parole di Fabio Pisacane, allenatore del Cagliari, dopo lo 0-2 subito in casa contro l’Udinese all’Unipol Domus.
RAMMARICO PER IL RISULTATO
“Dispiace, perché quando fai 23 tiri verso la porta e non segni le possibilità sono due: o è una giornata storta oppure siamo stati poco precisi. Dobbiamo riordinare le idee, superare la partita di oggi, lavorare e portarci a casa comunque una buona prestazione. Oggi il Cagliari ha fatto bene per 70 minuti buoni. Se poi non fai gol è chiaro che rischi di pagare la mancanza di precisione. Potevamo addirittura prendere il terzo gol: ci sono giornate in cui produci tanto ma non capitalizzi. Dispiace davvero tanto”.
LA PRESTAZIONE DELLA SQUADRA
“A mio avviso abbiamo giocato una partita importante contro una squadra con grande fisicità e qualità come l’Udinese. Hanno un motore importante, come quasi tutte le squadre di Serie A. Però si è visto che il Cagliari ha metodologia, conoscenze e contenuti costruiti nel corso dei mesi, dal 10 luglio fino a oggi.
Abbiamo iniziato la stagione in un modo, poi abbiamo cambiato aumentando la struttura nella fase di possesso. Ci sono giocatori che sono cresciuti tantissimo dentro questo percorso: guardo Adopo, ad esempio, e vedo un calciatore che ha aggiunto nuove cose al suo gioco. La squadra oggi ha giocato alla pari con l’Udinese, che è venuta qui con voglia e ritmi alti, lo dimostra anche la loro esultanza finale.
Nel calcio però chi vince ha sempre ragione e noi dobbiamo analizzare bene gli errori per evitare di ripeterli”.
GLI ERRORI DECISIVI
“Dispiace perché una lettura errata ci ha traditi e in Serie A non puoi permetterti di sbagliare contro squadre con questa fisicità e qualità. Non siamo stati precisi sotto porta pur avendo tirato molto più dell’Udinese. Loro fanno nove tiri, sei in porta, e segnano due gol sfiorando anche il terzo. Noi ne facciamo oltre venti e non riusciamo a segnare. Questo significa che dobbiamo migliorare, senza dubbio”.
MENDY ED ESPOSITO
“Oggi abbiamo tenuto in campo Mendy per cento minuti. Si è sacrificato tantissimo, ha fatto il terminale offensivo e si è battuto su ogni pallone. Questo tipo di lavoro ci è mancato in alcuni momenti della stagione, soprattutto quando abbiamo perso Borrelli e Belotti. Esposito ha qualità importanti. A volte dovrebbe addomesticare di più la palla, aspettare la giocata giusta, perché così potrebbe trovare più facilmente il gol. Però sta facendo ciò che gli chiedo con e senza palla, è dinamico, viene tra le linee, è cresciuto molto nel tempo. Anche per lui i gol arriveranno. Sul palo nella ripresa non è stato fortunato”.
LA PRESSIONE E L’ATTEGGIAMENTO
“Non credo che oggi la pressione abbia inciso. La pressione ce l’abbiamo sempre, perché sappiamo qual è il nostro obiettivo. Oggi abbiamo fatto molto bene nei tre quarti di campo, ho visto belle azioni e belle idee. Poi però ci sono il palo, il centimetro che manca, il salvataggio sulla linea o la parata del portiere.
Nel finale abbiamo provato a mettere qualcosa in più davanti, anche in maniera più disordinata. A me questo non piace particolarmente perché bisogna stare attenti a non rompere l’ordine che la squadra ha avuto quasi sempre durante la partita”.
LA CORSA SALVEZZA
“Non facciamo calcoli. Mancano due partite e dobbiamo pensare solo a crescere e fare punti, senza tabelle e senza guardare troppo altrove. Siamo stati costruiti per salvarci e nel corso della stagione abbiamo perso ogni settimana qualche pezzo importante, ma non abbiamo mai mollato. Anche nei momenti senza vittorie, sia all’andata sia al ritorno, la squadra è sempre rimasta sul pezzo. I primi dispiaciuti oggi sono i ragazzi, perché meritavano di più, ma sanno anche che il calcio a questi livelli è fatto così”.
IL LAVORO SUI GIOVANI
“Credo che bisogna dare merito a questa squadra e a questa società per il lavoro fatto sui giovani. Oggi Mendy ha giocato cento minuti e domani non potrà nemmeno andare in Primavera per una partita importante. Abbiamo fatto crescere tanti ragazzi, mettendo dentro contenuti e conoscenze nuove nel tempo. Personalmente cerco sempre di vedere il lato positivo e lo faccio anche oggi”.
GLI EPISODI
“Sul presunto episodio di razzismo dalla panchina ho avuto una percezione molto confusa, perché ero lontano. Però conosco Alberto Dossena da anni, so quali valori abbia, e non mi passa nemmeno per la testa che possa aver detto certe cose. Credo nell’uomo e mi dispiace che a fine gara si sia creato tutto quel trambusto. Su Dossena e Davis ho parlato con Alberto e credo a lui, perché lo conosco bene. Ci sono state delle sportellate, cose di campo, e mi fido completamente del mio giocatore. Il rigore revocato? Durante la stagione ho parlato una sola volta degli arbitri, andando contro una mia abitudine. Oggi torno sul mio pensiero iniziale e preferisco non commentare l’episodio”.