FRATELLI IN SERIE A: STORIE DI CALCIO E DI SANGUE
Dal confronto diretto dei fratelli Esposito in Cagliari-Inter alle leggende che hanno fatto la storia del nostro calcio: numeri, curiosità e protagonisti di una saga familiare che attraversa il campionato italiano
Sabato sera all’Unipol Domus, Sebastiano e Pio Esposito si ritroveranno per la prima volta sul campo da avversari in occasione di Cagliari-Inter. Per Francesco Pio, appena 20 anni, l’incontro con il fratellone potrebbe avvenire solamente alla terza presenza in massima serie mentre Sebastiano vanta già 44 presenze e 9 gol in Serie A Enilive. Alla coppia si aggiunge anche il terzo fratello, Salvatore, che in una stagione in Serie A con lo Spezia ha collezionato 15 presenze e un gol (bellissimo, su punizione contro il Milan). Una famiglia evidentemente benedetta dal talento. I due fratelli originari di Castellamare di Stabia sono la 120ª coppia di fratelli con almeno una presenza nella competizione.

Non sarà però il primo incontro tra fratelli in questo campionato. Nella terza giornata hanno catturato le luci dei riflettori i due fratelli Thuram, andati a segno entrambi in Juventus-Inter a pochi minuti di distanza l’uno dall’altro: un episodio inedito, che ha incuriosito gli appassionati e fatto il giro del mondo, ma che in serie A ha un precedente: quello dei fratelli Filippini, entrambi in rete in con la maglia rosanero in un Palermo-Catania 5-0 del 2004.
Filippini, i gemelli del calcio italiano

Emanuele e Antonio Filippini sono stati un’icona della Serie A tra anni ’90 e 2000, incarnando lo spirito del calcio “di famiglia” di quell’epoca. Gemelli e centrocampisti centrali di vocazione difensiva, hanno costruito le loro carriere fianco a fianco, spesso con la stessa maglia, quasi come un riflesso l’uno dell’altro.
Cresciuti nell’Ospitaletto, si affermano nella squadra della loro città, il Brescia, con cui giocano assieme per sette stagioni tra Serie A e Serie B. Nel 2002 le strade si dividono con il passaggio di Emanuele al Parma, ma nel 2004 si ricongiungono al Palermo. Da lì in poi, le loro carriere sembrano tornare parallele: Lazio (2005), Treviso (2006) e infine Livorno nelle stagioni 2007/08 e 2008/09.
Il loro nome è entrato nella memoria collettiva per la grinta, la corsa e lo spirito combattivo, ma soprattutto per le due carriere vissute come in uno specchio, sempre a fianco, con lo stesso ruolo e la stessa maglia.
I Baresi: la leggenda di Milano
Nessuna storia familiare ha segnato la Serie A quanto quella dei fratelli Franco e Giuseppe Baresi. Due percorsi diversi, due sponde opposte della stessa città, ma entrambi legati per sempre al destino di Milano.
Franco, simbolo eterno del Milan, è considerato uno dei più grandi difensori della storia del calcio. Capitano del Milan degli Immortali e poi degli Invincibili, guida i rossoneri in un’epoca irripetibile di trionfi negli anni ’80 e ’90, e con la Nazionale diventa campione del mondo nel 1982, e capitano fino alla finale del 1994. La sua eleganza difensiva e la sua leadership lo consacrano come leggenda assoluta.
Il fratello maggiore, Giuseppe “Beppe”, lega invece tutta la sua carriera all’Inter, con cui disputa 559 partite ufficiali e conquista sei trofei, tra cui lo storico scudetto dei Record del 1988/89 vinto alla prima stagione da capitano.
Insieme hanno rappresentato le due anime di Milano: il rossonero e il nerazzurro, rivali ma uniti dal sangue. Entrambi capitani, entrambi bandiere, entrambi simboli di fedeltà calcistica in un’epoca in cui la maglia era un vincolo sacro. I Baresi incarnano l’essenza stessa del football meneghino e dei suoi due mitici club: una rivalità senza eguali, radicata nella storia, vissuta nello stesso stadio e proiettata verso la gloria.
Gli Inzaghi: fratelli di gol e di panchina

Entrambi hanno cominciato con la stessa maglia, quella del “loro” Piacenza, ed entrambi hanno scritto la storia del calcio italiano moderno in ruoli alternati. Simone Inzaghi ha legato la sua carriera da calciatore alla Lazio, con cui è diventato secondo miglior marcatore biancoceleste nelle coppe europee (20 reti, dietro solo a Ciro Immobile). Da allenatore ha messo in bacheca tre Coppe Italia e 5 Supercoppe italiane, raggiungendo l’apice sulla panchina dell’Inter con la conquista dello Scudetto 2023/24.
Il fratello maggiore, Filippo “Superpippo”, è invece esploso all’Atalanta (24 gol nel 1996/97) prima di affermarsi come simbolo e bandiera di Juventus e soprattutto Milan. Con i rossoneri ha vinto tutto, diventando il calciatore italiano con più gol in Champions League e nelle competizioni UEFA. Celebre la doppietta decisiva nella finale di Atene 2007 contro il Liverpool che ha consegnato al Milan la sua settima Coppa dei Campioni.
Da allenatori hanno seguito strade diverse: Simone ha portato in alto l’Inter, arrivando anche a giocarsi due finali di Champions, Pippo si è distinto per due promozioni in Serie A, con Benevento e Pisa, avvalorando una carriera vissuta sempre con la stessa fame di gol, trasformata oggi in ambizione dalla panchina.
I fratelli Cannavaro e l’azzurro nel cuore

La storia dei Cannavaro è il perfetto intreccio tra talento, sogno e destino. Fabio, cresciuto nel vivaio del Napoli, debutta in azzurro con la squadra della sua città, ma le traiettorie di mercato lo portano presto a Parma. Qui, insieme a Buffon e Thuram, forma uno dei reparti difensivi più iconici della storia del calcio italiano. La sua carriera esplode alla Juventus e con la Nazionale raggiunge il tetto del mondo: nel 2006 solleva la Coppa del Mondo da capitano e nello stesso anno conquista il Pallone d’Oro, diventando l’ultimo difensore ad aggiudicarsi il prestigioso riconoscimento.
Il fratello minore, Paolo, lo incrocia a Parma agli inizi della sua carriera, quando per due volte entra dalla panchina al posto proprio di Fabio. Otto anni più giovane, Paolo non ha lo stesso palmarès, ma è lui a realizzare il sogno d’infanzia di entrambi i fratelli, indossare la fascia da capitano del Napoli che un tempo fu di Diego Armando Maradona. Dopo l’esperienza a Parma, sceglie di tornare a casa, sposando il progetto di De Laurentiis e restando sotto il Vesuvio per oltre sette stagioni. Due carriere diverse: una leggendaria, costellata di trofei; l’altra profondamente identitaria. Insieme, i Cannavaro rappresentano due anime del calcio: quella del campione assoluto e quella del figlio della città che diventa capitano.
Il campionato italiano ha spesso accolto dinastie di fratelli. I Lukaku (Romelu e Jordan), i Donnarumma (Gianluigi e Antonio), i Lucarelli (Cristiano e Alessandro), gli Zenoni (Cristiano e Damiano) hanno tutti scritto pagine di questa tradizione. Più di recente, i fratelli Milinković-Savić hanno portato nuova linfa: Sergej, leader tecnico e fisico della Lazio, e Vanja, portiere serbo alto 202 cm, oggi al Napoli e già protagonista tra i pali del Torino.
Oggi, il testimone passa a nuove coppie pronte a scrivere nuovi capitoli di questa storia: i fratelli Esposito, con Sebastiano già protagonista e Francesco Pio in rampa di lancio, e i fratelli Thuram, già affermati come top players. Il presente ci sta già mostrando i primi lampi di queste rivalità familiari, e il futuro promette di regalarci emozioni altrettanto uniche.
(Foto LaPresse)





