Il presidente della Salernitana denuncia lo squilibrio contrattuale tra calciatori e squadre in Italia
Il presidente della Salernitana, Danilo Iervolino, ha espresso il suo dissenso nei confronti delle incongruenze nel sistema calcistico italiano, sottolineando un aspetto in particolare: l’evidente squilibrio tra i calciatori e le squadre.
Danilo Iervolino intervista alla gazzetta dello sport
Secondo il presidente, quando un proprietario di una squadra investe su un giocatore, comprando il suo contratto da un’altra società e legandolo alla propria squadra per un periodo prolungato, lo fa con l’aspettativa di ottenere delle prestazioni di alto livello. Tuttavia, se queste prestazioni non vengono raggiunte entro sei mesi o un anno, i proprietari delle squadre sono costretti a pagare lo stesso il salario del giocatore. D’altra parte, se il giocatore si distingue per le sue performance, il suo agente ha la possibilità di richiedere un aumento del suo salario. Secondo Iervolino, in un mondo ideale, i presidenti delle squadre dovrebbero avere il diritto di sciogliere il contratto del giocatore o quantomeno richiedere una riduzione del suo stipendio. Egli ha fatto un parallelo con il lavoro degli avvocati, sostenendo che se non si è soddisfatti del loro lavoro, non si deve essere costretti a utilizzare i loro servizi a tempo indeterminato. Queste dichiarazioni del presidente della Salernitana mettono in luce una problematica che affligge il sistema calcistico italiano, in cui i calciatori spesso hanno più potere contrattuale rispetto alle squadre che li ingaggiano. Questo squilibrio può portare a situazioni in cui le squadre si trovano a dover pagare ingenti somme di denaro per prestazioni non all’altezza delle aspettative, mentre i calciatori possono sfruttare la loro posizione per richiedere salari sempre più elevati. Tuttavia, Iervolino ha proposto una soluzione che potrebbe portare a un maggiore equilibrio tra le parti, dando ai presidenti delle squadre un maggiore controllo sui loro investimenti.




