Inter – Parma Serie A 3-0: formazioni, risultato finale e cronaca
INTER-PARMA 3-0
Reti: 13′ Sucic (I), 18′ rig. Calhanoglu (I), 31′ Thuram (I)
INTER (3-5-2): 1 Martinez; 28 Pavard, 31 Bisseck, 30 Carlos Augusto; 17 Diouf (99 Spence 73′), 8 Sucic, 20 Calhanoglu (5 Stankovic 61′), 22 Mkhitaryan, 32 Dimarco (11 Luis Henrique 73′); 94 Esposito (14 Bonny 61′), 9 Thuram (10 Lautaro 61′). A disposizione: 12 Di Gennaro, 49 Provedel, 7 Zielinski, 23 Barella, 25 Akanji, 46 Bovio, 95 Bastoni. Allenatore: Cristian Chivu
PARMA (3-5-2): 40 Corvi; 37 Troilo, 34 Diego Carlos, 29 Carboni (27 Britschgi 78′); 15 Delprato, 80 Fabbian (76 Lontani 62′), 4 Sierro (10 Bernabé 62′), 16 Keita, 14 Valeri; 19 Touré (20 Frigan 84′), 23 Elphege (9 Romero 62′). A disposizione: 22 Ghidotti, 30 Daffara, 7 Diallo Thiao, 8 Cremaschi, 32 Ordonez, 47 Konaté, 70 D. Diallo, 72 Drobnic. Allenatore: Alberto Gilardino
Recuperi: 2′ – 2′
Arbitro: Bonacina Assistenti: Fontani – Barone IV Ufficiale: Manganiello VAR: Paterna AVAR: Massimi
Forse non ce n’eravamo davvero resi conto fino a oggi: quanto ci era mancata l’Inter? Quanto ci era mancata questa squadra, capace di divertire, emozionare e renderci felici? Sensazioni che però ci sono tornate subito familiari in questa sera di ottobre a Milano, con una leggera, fresca brezza a ripulire l’aria, segnale di un autunno che sta per arrivare. Tre gol, tre punti, tantissime cose racchiuse in poco più di mezz’ora: tanto basta all’Inter per indirizzare la partita contro il Parma, chiusa già nel corso del primo tempo.
Una serata di corse in campo aperto, di passaggi filtranti, di tocchi di prima e di voglia di dimostrare le proprie qualità: il Parma prova a manovrare e a giocare, ma non può nulla contro questa versione dei nerazzurri, versione che abbiamo imparato a conoscere bene nel corso degli ultimi anni. Un errore può trasformare un sentiero in un’autostrada: lo sa bene Petar Sucic quando al 13′ scaraventa con forza il pallone in porta dopo aver rubato palla a Keita su rinvio corto di Corvi. Lo sanno Pio Esposito, atterrato in area di rigore da Diego Carlos due minuti più tardi, lo sa Hakan Calhanoglu, al rientro dopo un infortunio: il turco è glaciale come sempre dal dischetto e al 18′ siamo già 2-0. Il Parma è frastornato, non riesce a reagire: proprio quando sembra guadagnare terreno e potersi distendere lascia invece inevitabilmente il fianco scoperto: una situazione irrimediabile quando il centrocampo nerazzurro è così in palla. Mkhitaryan al 31′ manda in campo aperto Thuram: tiro incrociato, quinto gol su cinque partite contro il Parma, una copia della rete-Scudetto segnata contro i ducali lo scorso maggio nella stessa porta.
Il resto della partita scorre veloce, esattamente come l’Inter in campo, forte e impetuosa come un fiume inarrestabile: la ripresa è ricca di belle cose, giocate speciali, colpi pregevoli e occasioni per arrotondare ulteriormente il punteggio. Esordisce anche Spence, che brucia la fascia destra con la sua incredibile velocità dopo essersi goduto l’abbraccio di San Siro. Un abbraccio caldo, affettuoso e pieno d’amore, che alla fine della serata ci ha confermato quello che in realtà già sapevamo: sì, ci eri mancata davvero tanto cara Inter.
LA PARTITA
Serata di ritorni, serata ripartenze: per la gara contro il Parma Chivu sceglie di schierare titolari Calhanoglu in cabina di regia e Dimarco sulla sinistra, con la fascia da capitano al braccio. Due rientri importanti per l’Inter, che ritrova due colonne dei suoi recenti successi: con loro trovano spazio nei cinque in mezzo al campo Diouf, Sucic e Mkhitaryan, mentre in difesa Bisseck si trova al centro con Pavard e Carlos Augusto. Davanti Thuram è in coppia con Pio Esposito: Gilardino, alla sua prima sulla panchina del Parma, sceglie uno schieramento a specchio e molto fisico per provare a contrastare la qualità del campo. Sierro gioca a uomo su Calhanoglu, mentre Diego Carlos e Troilo guidano la difesa gialloblu. Difficile però contenere l’Inter in serate come questa: fin dall’inizio i nerazzurri trovano grandi spazi nella metà campo emiliana, sfruttando soprattutto la velocità di Diouf e Thuram che incidono le maglie della retroguardia del Parma. Al 4′ Andy scatta e arriva sulla linea di fondo dove viene contrastato: sul rimpallo arriva Dimarco che calcia al volo d’esterno trovando la presa a terra di Corvi. La squadra di Gilardino rinuncia ad attaccare, ma cerca di approfittare di qualche ripartenza, come al 6′ quando Martinez blocca un tiro di Elphege. L’Inter però è una macchina formata da ingranaggi che girano alla perfezione: al 12′ Sucic apre d’esterno per Dimarco che crossa sul secondo palo, Thuram tiene palla in campo, poi la sfera arriva a Calhanoglu al limite che calcia forte di prima. Conclusione alta, San Siro prende fiato: proprio in quel momento Sucic ruba palla a Keita, abbassatosi per ricevere palla da Corvi. Il croato tira fortissimo e sblocca la partita: 1-0, un fulmine a ciel sereno che neanche le telecamere riescono a cogliere in diretta. Come i grandi pugili, l’Inter sa assestare serie di colpi impressionanti all’avversario: Esposito arpiona ogni pallone in area e gioca splendidamente di sponda, poi al 15′ viene atterrato in area da Diego Carlos. Serve il VAR, ma il rigore è inevitabile: dal dischetto si presenta Calhanoglu, che torna a fare ciò che gli riesce meglio. Il pallone passa sotto la pancia di Corvi e finisce in rete: 18′ e 2-0, Inter dominante e partita con il turbo. Il gioco scorre, il pallone viaggia a velocità alte, insostenibili per il Parma che pure cerca di guadagnare terreno, lasciando però molto spazio dietro la linea di centrocampo. Spazio conquistato da Mkhitaryan in campo aperto al 31′: il filtrante dell’armeno per Thuram è preciso, il francese è imprendibile per tutti. Tikus entra in area e incrocia, trafiggendo di nuovo Corvi: un gol da una posizione simile all’ultimo segnato a San Siro contro il Parma, la sera della vittoria del 21° Scudetto, la quinta rete per Thuram in cinque partite contro il Parma, squadra della città in cui è nato. Da qui l’Inter controlla il pallone, addormenta il resto della prima frazione, accompagnandola all’intervallo. La ripresa è pura accademia per i nerazzurri, che però partono con grande foga ed energia: Thuram con il tacco scatena Dimarco, il suo cross per Esposito è interessante e Pio colpisce bene, ma Corvi respinge. Il match diventa un vero e proprio tiro al bersaglio verso la porta gialloblu: ci prova Thuram, servito in campo aperto da Calhanoglu al 51′, ci prova Dimarco tre minuti più tardi. Il Parma non ha la forza per reagire, nonostante un tentativo di testa di Troilo finito alto. Chivu manda in campo Bonny, Lautaro e Stankovic, l’Inter tiene vivace la partita con la grande verve di Sucic e Mkhitaryan: proprio quest’ultimo va vicino a un clamoroso gol in rovesciata al 70′, con il pallone fuori di poco. Nel finale c’è tempo per Luis Henrique e per l’esordio di Djed Spence, acclamato da tutto San Siro, che poi si esalta alla prima discesa a velocità folle dell’inglese. Le squadre si allungano, il Parma ha un paio di occasioni per alleggerire il passivo con Romero, entrato per Elphege. Lautaro dall’altro lato lotta come di consueto su ogni pallone e di testa va vicino al gol all’83’ su un altro cross di Spence. La partita però non è più in discussione: finisce 3-0 per l’Inter. Il campionato è ripreso davvero nel migliore dei modi: ora i nerazzurri torneranno di nuovo a San Siro martedì 13 ottobre per l’esordio casalingo nella Champions League 2026/27 contro il Club Brugge.





