Inter- Udinese Serie A 5-3: formazioni, risultato finale, cronaca e post partita
INTER-UDINESE 5-3
Reti: 9′ Abankwah (U), 16′ Ekkelenkamp (U), 26′ Carlos Augusto (I), 35′ Barella (I), 57′ Thuram (I), 67′ Esposito (I), 79′ Bonny (I), 90+1′ Gueye (U)
INTER (3-5-2): 1 Martinez; 25 Akanji, 6 Stones (28 Pavard 62′), 95 Bastoni (32 Dimarco 70′); 17 Diouf, 23 Barella, 7 Zielinski (5 Stankovic 82′), 22 Mkhitaryan (21 Jones 62′), 30 Carlos Augusto; 9 Thuram (14 Bonny 70′), 94 Esposito. A disposizione: 12 Di Gennaro, 49 Provedel, 8 Sucic, 10 Lautaro, 11 Luis Henrique, 31 Bisseck, 48 Mosconi. Allenatore: Cristian Chivu.
UDINESE (3-4-2-1): 40 Okoye; 14 Abankwah, 27 Kabasele, 77 Ebosse; 23 Vojvoda (13 Bertola 74′), 38 Miller (30 Chakvetadze 74′), 8 Karlstrom, 11 Kamara; 46 Gomez (7 Gueye 61′), 32 Ekkelenkamp (4 Lovric 80′); 9 Davis (15 Bayo 80′). A disposizione: 41 Mrozek, 93 Padelli, 6 Zarraga, 45 Vinciati, 91 Jovanovic. Allenatore: Kosta Runjaic.
Ammoniti: Davis (U), Mkhitaryan (I).
Recuperi: 1′ -4′.
Note: espulso il vice allenatore dell’Inter Kolarov al 19′
Arbitro: Pairetto. Assistenti: Moro – Yoshikawa. IV Ufficiale: Colombo. VAR: Marini. AVAR: Gariglio.
L’energia che non manca mai, anche quando la serata sembra irrimediabilmente storta. La voglia di reagire, la voglia di imporsi, di dominare. Se ci sono diversi modi per vincere una partita, anche con un punteggio largo, l’Inter è costretta ancora una volta, come contro il Napoli, a farlo rimontando due gol di svantaggio. Il 5-3 finale sull’Udinese è però la testimonianza di una forza dirompente, una capacità di restare dentro il match, di riprenderlo in mano e di condurlo al proprio ritmo. Energia, appunto. Quella di Carlos Augusto, che segna un gol meraviglioso e suona la carica. Quella di Barella, inarrestabile in ogni zona del campo, fuoco e tecnica, per il 2-2. Ancora: quella di Diouf che si invola e serve Thuram per il 3-2. Sorpasso in avvio di ripresa, e poi ancora a giocare, colpire, costruire. Esposito per il 4-2, in fondo a un’azione da manuale, rifinita da quel fuoriclasse del pallone che è Zielinski. E ancora: l’energia anche dei nuovi entrati, tra i quali Bonny, per l 5-2. Nel finale il 5-3 dell’Udinese, a partita ormai finita, dentro gli applausi di un San Siro carichissimo, pieno di energia, data e restituita dai giocatori in campo. Quattro partite in campionato, quattro vittorie.
LA PARTITA Inizia con il timbro dell’Udinese la partita di San Siro, che rivedrà i nerazzurri solo tra un mese, il 10 ottobre (contro il Parma). Un gol in avvio, Abankwah di testa, sblocca il match dopo 9 minuti. Un inizio strano, per una volta l’Inter non prende da subito il possesso del campo e subisce un po’ la fisicità e l’aggressività dell’Udinese. A tal punto che al 16′ è già 0-2, con l’assist di Davis per Ekkellenkamp. Nerazzurri sotto di due gol, come contro il Napoli, ma di fatto con tutta la partita davanti. Un po’ come nella stagione scorsa, contro il Pisa, l’Inter si sveglia dal torpore anche in maniera violenta. Aumenta subito i giri, aggredisce, si carica anche dopo alcuni scontri. E così, diventa travolgente. Carlos Augusto suona la carica. Lo aveva fatto anche a Madrid, lo rifà a San Siro segnando un gol meraviglioso, uno dei più belli in nerazzurro. Un sinistro violentissimo dalla distanza, manifesto della voglia della squadra di andare all’assalto. Minuto 26′ e tutto è già riaperto; minuto 35′, e tutto è di nuovo in equilibrio. Barella è ovunque, anche in area: riceve l’assist di Thuram, scivola, rialzandosi dribbla e calcia. Il 2-2 è una scarica fortissima per San Siro, che ruggisce. Tutti sapevano nella rimonta, tutti aspettavano il gol del 2-2 e poi quello del sorpasso. Merito di una squadra che gioca, che costruisce con qualità. L’Inter chiuderà con 27 conclusioni e 50 tocchi nell’area avversaria, il 93% di precisione nei passaggi. Il dominio viene certificato in avvio di ripresa: 57′, lancio di Barella per Diouf, assist per il puntualissimo Thuram. Mani alle orecchie sotto alla curva, il 3-2 è servito e il Meazza impazzisce. Udinese alle corde, l’Inter gioca benissimo e confeziona il 4-2 di Esposito al termine di un’azione meravigliosa, con l’assist finale di Zielinski. Bello, travolgente. L’Inter, sospinta anche dalle forze dei nuovi entrati (Jones, Bonny, Dimarco, poi Pavard e Stankovic) trova anche il 5-2, con Bonny, bravo e caparbio. L’unica nota stonata, il problema per Stones, costretto a chiedere il cambio. L’Udinese, nel finale, si riaffaccia, segnando nel recupero il 5-3 con Gueye. Poco male: la vittoria era già in ghiaccio.
Le parole del tecnico nerazzurro che a fine partita ha analizzato la vittoria in rimonta dell’Inter contro l’Udinese
Un’altra vittoria in rimonta, un’altra serata speciale a San Siro per l’Inter e tutti i tifosi nerazzurri: i Campioni d’Italia continuano con la propria marcia perfetta in questo avvio di Serie A e rimangono in cima alla classifica a punteggio pieno, alla pari della Roma, prossima avversaria allo stadio Olimpico.
Al termine di una serata ricca di emozioni e gol il tecnico nerazzurro Cristian Chivu ha analizzato la prestazione della sua squadra:
“Queste sono le nostre qualità, abbiamo una rosa che ci permette di fare determinate cose e mantenere un livello alto nell’identità e nel DNA della squadra. A parte i primi 25′ dove abbiamo avuto poca energia e con l’Udinese brava a sfruttare la nostra leggerezza, ma abbiamo reagito: mi fa piacere per la parte mentale e per l’orgoglio tirato fuori, ma devo valutare anche quello che non ha funzionato e non sono riuscito a trasmettere in settimana, ma un po’ me l’aspettavo dopo la Champions che toglie tante energie. Se non dico che sono preoccupato non sono un allenatore, ma questo è il calcio di oggi con intensità e avversari che ci hanno sempre affrontato a viso aperto. Siamo costretti a fare questo tipo di gioco perché questa è la nostra identità, portiamo tanti uomini in possesso e facciamo rotazioni in più che portano rischi, ma mi piace anche il gol del 2-2 di Barella su una riaggressione fatta bene. Non siamo perfetti e non vogliamo esserlo, sappiamo di dover continuare a lavorare, la stagione è lunga e grazie a Dio possiamo ancora migliorare in tante cose. Rispetto a un anno fa la partita con l’Udinese l’abbiamo vinta: da parte mia rispetto all’anno scorso abbiamo vinto due trofei, ma conta poco ora perché è il passato. In questo periodo, un anno fa, avevamo lavorato molto su riaggressioni e accerchiamenti quando ci trovavamo di fronte a un blocco basso: c’è da lavorare ancora perché non siamo perfetti e concediamo qualcosa, ma mi prendo la voglia di fare determinate cose e calarsi nel piano partita. La fiducia individuale e collettiva sono punti importanti da non sottovalutare, perché sono aspetti che fanno la differenza. Ora abbiamo sei punti in più dell’anno scorso, cerchiamo di migliorare e aggiungere anche nelle rotazioni, senza perdere identità. Sono tutti importanti: ho visto Mkhitaryan e John Stones in campo, Bonny felice per il gol, Stankovic anche per i suoi minuti: sono preoccupato per chi non ha potuto entrare, ma la rosa è importante e sanno mettermi in difficoltà. La mia preoccupazione è scegliere bene senza perdere equilibri. Non ho ancora visto la squadra perfetta nella mia vita: cercheremo di mantenere la nostra identità anche contro la Roma, siamo costretti per quello che abbiamo fatto negli anni e i valori umani di questo gruppo a fare in questo modo, in alcune partite paghi di più e in altre di meno. Potremmo andare in difficoltà anche nel futuro, ma trovare il giusto equilibrio senza perdere voglia e qualità del gruppo è fondamentale. Alcuni giocatori non hanno fatto una preparazione ottima con il Mondiale di mezzo, stiamo cercando di far giocare tutti per metterli in preparazione, ovvio che Roma prima della sosta è molto importante. Nella sosta si lavorerà, ma rimarranno in pochi: si va avanti così, sicuramente però lo status di questo gruppo è questo e strada facendo si fa di tutto per migliorare”
Cristian Chivu





