La Salernitana di Sousa sfida la Roma e piazza il pareggio: “Una mentalità vincente in costruzione”
Al termine del confronto serrato con la Roma, che ha visto le due squadre pareggiare, Paulo Sousa, il tecnico del club della Salernitana ha condiviso il suo pensiero su DAZN. L’allenatore ha enfatizzato come la sua squadra sia riuscita a mettere in crisi la formazione giallorossa, costringendola a variare le sue strategie tattiche.
Conferenza stampa di Paulo Sousa a Dazn
“Il nostro dominio nel possesso palla ha spinto la Roma ad adattarsi. Essere in grado di competere in un ambiente vibrante come lo Stadio Olimpico, con migliaia di tifosi a sostegno dei loro beniamini, rappresenta la sfida da cui dobbiamo imparare e crescere”, ha sottolineato Sousa.
L’obiettivo, secondo l’allenatore portoghese, è sviluppare una mentalità vincente che permetta alla Salernitana di competere ad alti livelli. “Non importa se vinceremo o perderemo, l’essenziale è competere. Questo è il punto da cui possiamo progredire. Abbiamo subito due reti da calci piazzati, su seconda palla. Anche quando l’avversario attacca, dobbiamo mantenere la concentrazione e il possesso del pallone”, ha spiegato Sousa.
Riguardo la rete di Candreva, Sousa ha evidenziato come si tratti di una mossa preparata. “I difensori centrali della Roma sono formidabili sulle palle alte, soprattutto sui lanci in verticale. Abbiamo lavorato molto sui movimenti senza palla, creando spazi e attirando i difensori sui palloni. Coulibaly si sta evolvendo in un elemento fondamentale per la squadra: è forte nei duelli, negli interventi anticipati, nel controllo palla, ma anche nel passaggio, sia breve che lungo, e nel cambiare il ritmo della partita”.
Parlando del suo progetto a lungo termine, Sousa ha ribadito l’importanza di costruire una cultura della vittoria. “È stata dura all’inizio perché avevamo bisogno di risultati immediati. Tuttavia, gradualmente, con i risultati che sono arrivati, abbiamo potuto introdurre nel nostro gioco offensivo concetti più sofisticati. In questa squadra abbiamo attaccanti di grande qualità, a cui bisogna solo fornire il pallone nel modo giusto, e per fare ciò abbiamo bisogno di un solido gioco di costruzione dal basso”.
Sulla decisione di sostituire Candreva e Pirola, l’allenatore ha chiarito che Pirola e Norbert hanno avuto problemi fisici, mentre per Candreva non c’era nulla di grave. Sousa ha sottolineato anche l’importanza di affrontare ogni partita con il massimo livello di attenzione per costruire una mentalità vincente.
Infine, il tecnico ha sottolineato la necessità di migliorare nella fase difensiva sui calci piazzati, ma ha ricordato come
la Roma sia una delle squadre più pericolose su palle inattive: “Dobbiamo riconoscere i meriti di una squadra che ha mostrato determinazione e abilità. Nonostante la nostra minor stazza, abbiamo resistito bene e difeso a zona. Credo sia importante sottolineare gli aspetti positivi di questo”.
Riguardo alla crescita della squadra, Sousa ha osservato che ci sarebbe voluto più tempo per vedere la squadra raggiungere il suo pieno potenziale. “Il mio focus è sul loro sviluppo. È grazie all’evoluzione del nostro modello di gioco che i giocatori crescono individualmente. Coulibaly, per esempio, sta diventando un attore fondamentale non solo per i suoi passaggi, ma anche per la velocità che conferisce al gioco”.
Sul caos sorto durante la partita, Sousa ha commentato: “C’erano due squadre che volevano vincere. Zalewski ha commesso un fallo brutto, ma era l’unico modo per fermare Dia. Fortunatamente, nessuno si è fatto male e alla fine i due si sono stretti in un abbraccio. Questi sono momenti emotivi che fanno parte del calcio”.
In termini di conversione dei pareggi in vittorie, Sousa ha riconosciuto che la squadra ha un potenziale enorme, ma che servono ancora gli strumenti giusti per farlo emergere. “Non si tratta solo dei giocatori. Abbiamo bisogno di una struttura solida per costruire qualcosa di duraturo. Il mio ruolo è aiutare non solo i giocatori sul campo, ma anche tutte le persone che lavorano nei diversi dipartimenti del club, per potenziare il nostro futuro”.
Infine, Sousa ha sottolineato l’importanza della psicologia del gruppo e del legame con i tifosi: “Ho chiesto ai miei giocatori di conquistare la tifoseria, per creare un’energia positiva. Le partite che ho visto prima di diventare l’allenatore della Salernitana hanno dimostrato che i tifosi sono sempre lì a sostegno della squadra. Questo è un vantaggio incredibile. Dobbiamo imparare a controllare le nostre emozioni e comunicare in modo efficace per creare un futuro di successo”.
Sembra che la Salernitana abbia trovato il suo timoniere in Sousa, un allenatore che non solo è capace di gestire le tattiche sul campo, ma che ha anche la visione di costruire un progetto a lungo termine.




