Lecce e Fiorentina per la salvezza al Via del Mare

Le ultime insidie verso la meta. Man mano che si avvicina, il traguardo rischia di fare più paura. È la resa dei conti, il margine si assottiglia e il colpo assestato può realmente diventare la mossa decisiva. I punti a disposizione sono 18, pochi se si contano le giornate mancanti, tanti a voler misurare il divario tra le dirette concorrenti per i singoli obiettivi del campionato. È il caso della bagarre salvezza, più viva che mai. Per il turno 33 i riflettori si spostano sul Via del Mare, teatro di un Lecce-Fiorentina facilmente identificabile come gara spartiacque per entrambe.
Ricordi di un girone fa e i momenti delle due squadre
Sembra passata un’eternità da quel 2 novembre scorso, giorno del match d’andata: Fiorentina in crisi, penultima con 4 punti, spaesata e sui bordi di un vortice negativo destinato a durare per i mesi successivi; sull’altro fronte Lecce 16°, due lunghezze sopra i viola, con l’abitudine a contendersi il piatto negli scontri diretti sul filo del rasoio. Risultato finale di 0-1 grazie alla zampata di Berisha nel primo tempo, qualche volo speciale di Falcone nella ripresa e un rigore tolto a Ranieri (dopo on field review) sulle note conclusive della partita. A mesi di distanza il disegno della classifica si presenta diversamente e gli umori, a differenza dell’andata, sono discordanti. La squadra di Paolo Vanoli si è sistemata in una dimensione più chiara, volta all’ottenimento del risultato, per il quale ora la squadra sembra davvero aver trovato lo stimolo giusto. Nel ruolino si registrano tre vittorie e due pareggi (tra cui l’1-1 con l’Inter) nelle ultime uscite, periodo in cui i toscani sono riusciti a prendere margine sulla zona bollente. Il Monday Night vinto 1-0 contro la Lazio nella giornata appena passata ne ha poi certificato la crescita sul piano della lettura dei momenti: la squadra è stata brava ad incanalare la gara con la firma di Gosens, resistendo con ordine e poco affanno al ritorno di fiamma degli avversari. Il Franchi è tornato a riassaporare un certo senso di serenità, il +8 sul terzultimo posto ha scacciato l’incubo, adesso serve l’ultimo sforzo.
Per una Fiorentina apparentemente fuori dalla crisi, c’è un Lecce dentro alla tempesta. Di Francesco è rimasto al timone mettendoci la faccia nel tentativo di tirare fuori dalle onde e dal vento il proprio vascello. Nulla è perduto, i salentini sono ancora a galla (fianco a fianco con la Cremonese dell’ex Giampaolo) e le occasioni da cogliere strizzano l’occhio al passato. È storia della Serie A Enilive la scorsa stagione vissuta sulle montagne russe, fino all’impresa finale in casa della Lazio nell’ultimo giro di giostra. Le glorie andate, però, non garantiscono punti e le quattro sconfitte di fila in campionato pesano materialmente sulla classifica, riflettendosi inesorabilmente tra i pensieri dei giocatori. L’ultimo acuto risale all’8 marzo e al 2-1 sulla Cremonese; da lì prova a ripartire Eusebio Di Francesco, desideroso di rompere il tabù dei finali di stagione. Due maledetti epiloghi quelli alla guida di Frosinone e Venezia, diversi ma egualmente dolorosi. La gara di lunedì sera, per l’allenatore abruzzese, ha valenza doppia: da un lato c’è la volontà di spezzare la striscia negativa di risultati, dall’altro la possibilità di riaprire qualche crepa nell’apparente solidità acquisita dai viola, trascinando ancora una volta gli avversari dentro la lotta a poche tornate dalla fine dei giochi.
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In casa Viola torna Albert Guðmundsson, squalificato dopo la zuffa con Suslov sul finale di Verona-Fiorentina; l’islandese è un imprescindibile dello scacchiere di Vanoli, calato nella parte di lottatore dal piede caldo, in attesa di un gol che in Serie A Enilive manca all’appello dal 16 marzo contro la Cremonese. Restano invece da inquadrare le condizioni di Kean, out con la Lazio. In alternativa è pronto ancora una volta Roberto Piccoli, desideroso di trovare spazio in questa parte conclusiva di stagione. Presente l’ex di turno Marin Pongračić, lanciato in Italia proprio dal Lecce nel biennio 2022-24, attualmente pilastro della difesa toscana dopo le difficoltà collettive di inizio annata. In termini di assetto tattico, il 4-3-3 dovrebbe rappresentarne la certezza, sfruttando la spinta sulle fasce di Dodò e Gosens. A centrocampo chiavi a Mandragora e Fagioli, in aggiunta tante opzioni per agire in corso d’opera: Ndour, Fazzini, Fabbian sgomitano per sommare più minuti possibili.
Tanti rebus tra le fila dei giallorossi. Il modulo dovrebbe rispondere al 4-2-3-1, con Tiago Gabriel a guidare il reparto arretrato. Concorrenza serrata a sinistra tra Ndaba e Gallo, come in altre zone di campo dalla mediana a salire. Berisha ha finito il campionato con largo anticipo a causa di un infortunio, da mesi Di Francesco è a caccia di un piano b che possa garantire alla regia un livello tecnico di valore similare. L’esperienza di Ramadani resta essenziale per affrontare le insidie dello scontro diretto, mentre per le altre caselle i nodi verranno sciolti solo in prossimità della gara. Difficile indovinare anche il nome del ‘nove’, tra Štulić e Cheddira regna l’equilibrio: a tutti e due è stata concessa più di un’occasione per prendersi di prepotenza il ruolo di titolare, ma la risposta convinta non è ancora arrivata né dal serbo, né dall’italo-marocchino. Mancano i gol, aspetto fondamentale di una corsa salvezza spietata sotto ogni sua forma. La quarta salvezza consecutiva nella massima serie per il Lecce passa per la sfida di lunedì sera al Via del Mare; un mare agitato che aspetta di calmarsi e ritrovare la quiete.




