Pisa-Cremonese: storie di gol e fedeltà
Da Moreo a Vardy, passando per i gol di chi ha scritto la memoria della propria squadra. La gara dell’Arena Garibaldi è l’occasione ideale per rivivere le migliori favole di provincia del campionato italiano.
Venerdì sera alle 20,45 si apre l’11ª giornata di Serie A Enilive con il match tra Pisa e Cremonese. Due delle tre neopromosse di questa stagione: da una parte i nerazzurri di Alberto Gilardino si stanno distinguendo per spirito battagliero, grande tenuta fisica e organizzazione finalizzata alla cura tattica sui 90 minuti; dall’altro lato Davide Nicola ha cominciato la nuova esperienza sulla panchina grigiorossa sorprendendo un po’ tutti e raccogliendo già diversi risultati sopra le righe. Pisa 17° con 6 punti, a caccia della prima vittoria in campionato, Cremonese a quota 14 al decimo posto, reduce dalla sconfitta interna subita per mano della Juventus.
Il match dell’Arena Garibaldi è catalogabile come scontro salvezza – al netto della posizione tranquilla degli ospiti – e la settimana lunga avrà aiutato i due allenatori a lavorare su dettagli che, in confronti così tirati, potranno muovere gli equilibri in maniera irreversibile.
In certi appuntamenti la preparazione della fase difensiva può essere tutto, o quasi. E se i pacchetti arretrati studiano le mosse per rifinire i propri movimenti, ai tifosi non resta che sognare il colpo del bomber. Magari quello più in forma, o forse il più acclamato. Una sfida nella sfida, quella tra Stefano Moreo e Jamie Vardy, due storie con molte analogie nonostante percorsi calcistici differenti.
I due hanno iniziato il proprio percorso calcistico da poli opposti, avvicinandosi gradualmente, fino a giungere al faccia a faccia di questo turno. Entrambi appartenenti alla classe operaia del calcio, tutti e due non hanno mai lasciato indietro nulla lungo il processo di miglioramento, arrivando ai propri obiettivi con il lavoro quotidiano e la fame di affermazione.
Stefano Moreo è l’esempio lampante di come non sia mai troppo tardi per realizzare i propri sogni. Domenica ha chiuso il cerchio: la doppietta al Torino in trasferta gli ha permesso di diventare uno dei pochi a raggiungere l’obiettivo di segnare in tutte le categorie del calcio italiano, dalla Serie D alla Serie A, passando per Lega Pro e Serie B. Riuscirci a 32 anni arricchisce l’impresa e stimola altri a non arrendersi mai. Cresciuto nelle giovanili del Milan, Moreo ha preso la strada più dissestata, tenendo la rotta anche nei momenti delicati. La scalata tra i grandi inizia in Serie D con la Caronnese dove segna 14 reti, viene acquistato dal Varese che lo gira in comproprietà all’Entella; in Liguria vive la promozione dalla C alla B siglando 6 reti, salvo poi subire un infortunio al ginocchio che ne rallenterà la scalata verso l’alto. L’attaccante lombardo non demorde: a Venezia si rilancia, risale in Serie B e prosegue la via con Palermo, Empoli e Brescia. A Pisa trova la sua dimensione: in tre stagioni di cadetteria mette a referto in totale 13 gol, fino ad ottenere l’agognato salto nella massima categoria. In Serie A le prime firme, e ora il desiderio più virtuoso: dare il massimo per salvare la squadra con la quale è riuscito a togliersi le soddisfazioni migliori.

Il rovescio della medaglia ha una faccia piuttosto pesante, quella di Jamie Vardy. Il ragazzo di Sheffield, colui che ha saputo rappresentare il Working Class Hero per eccellenza. Dalla Northen (ottava divisione inglese) alla storica vittoria della Premier League nello spazio di soli 10 anni. Dal 2006 al 2016: storia di resilienza, passione e di amore incondizionato per il calcio. Stocksbridge, Halifax Town e Fletwood Town le squadre per diventare grande; il balzo dalla quinta divisione alla seconda divisione in Championship avviene nel 2012. Ad acquistarlo è il Leicester City, mettendo a segno un colpo di mercato destinato ad entrare nella storia del club. Vardy segna tanto, conduce la squadra in Premier e piazza il proprio career high (24 gol totali in campionato) proprio nell’annata in cui Sir Claudio Ranieri proietta le Foxes all’eroica conquista del titolo. L’esperienza con il Leicester termina nell’estate del 2025, fissando la doppia cifra tonda: 200 gol in 500 match con la maglia biancoblù, semplicemente il giocatore più presente e il miglior marcatore della storia del club inglese. Con la Cremonese ha già ripreso le vecchie abitudini: gol all’Atalanta e alla Juventus; la Serie A Enilive è pronta a vederlo segnare ancora.
La memoria del campionato italiano è piena di pagine appartenenti ai cosiddetti bomber di provincia legati anima e corpo alla maglia. Quali sono le favole migliori da raccontare? Apriamo l’almanacco della storia.

È stato il primo calciatore nella storia del calcio italiano a segnare almeno un gol con la stessa maglia in cinque diverse categorie: dalla Serie D fino alla Serie A. Stiamo parlando di Lorenzo Pasciuti, ex attaccante del Carpi. Dal 2010 al 2019 l’attaccante classe ’89 vestì la maglia degli emiliani, dopo aver vissuto i primi anni tra C1 e D con Massese, Biellese e Pisa. Senza avere il pedigree da centravanti con il vizio del gol, Pasciuti riuscì comunque a lasciare i propri sigilli in tutte le stagioni (tolto il 2016-17 in Serie B sempre con il Carpi). Lo storico gol in Serie A giunge il 9 gennaio 2016 contro l’Udinese. La rete gli permette di battere il precedente record di Raffaele Rubino, che con la maglia del Novara aveva segnato dalla Serie C2 alla massima categoria.

Alessandro Lucarelli, difensore con il vizio del gol – abitudine di casa con il fratello Cristiano – ha voluto alzare la propria bandiera in quel di Parma anche negli anni più difficili. Partito con i crociati nel 2008 in Serie B, dal 2009 resta in A fino al 2015, realizzando gol pesanti per le salvezze gialloblù. In quell’estate, nonostante il fallimento societario, decide di restare e di ripartire con i compagni dalla Serie D. Sigla due reti, sale in Lega Pro e il 30 dicembre 2016 si ritaglia una fetta di storia del Parma mettendo la firma nella gara contro il Lumezzane. Si prende la libertà di un’altra promozione e in cadetteria chiuderà il 2017-18 con 4 segnature, prima del ritiro definitivo dal calcio giocato.

A seguire Andrea Luci, pilastro del Livorno. La sua unica rete in Serie A è contro il Cagliari nel dicembre del 2010; da centrocampista gioca molte stagioni con gli amaranto soprattutto in Serie B. Lascia il club per una parentesi alla Carrarese, salvo poi tornare sui suoi passi nel 2022. Disputa una mezza stagione in Eccellenza con il Livorno (senza segnare), pareggia il record di Pasciuti e Lucarelli nell’annata 2023-24 in Serie C. È il recordman di presenze della società labronica con 443 presenze complessive. Si ritira nell’estate del 2025.

Mario Alberto Santana, l’unico straniero di questa lista. Talento argentino sbarcato a Venezia nel 2002, è con il Palermo che il nativo di Comodoro Rivadavia riesce ad entrare nel cuore dei tifosi. Scrive pagine importanti con la Fiorentina, ma il suo amore per la squadra siciliana lo spinge a tornare in rosanero negli ultimi squilli della carriera. Con gli isolani, tra le diverse fasi della sua carriera, giocherà in totale cinque stagioni, sfornando molti assist e siglando reti di un certo peso. Nel triennio 2019-21 contribuisce alla ripartenza societaria dalla Serie D, colleziona 5 gol (comprese due firme in Lega Pro nell’ultima annata), lasciando infine un ricordo indelebile nella mente dei palermitani.

Arriviamo, quindi, al recente passato. Ha lasciato il Como da pochi mesi e per celebrarlo allo stadio Sinigaglia hanno addirittura posizionato la sua statua; Andrea Gabrielloni ha caratterizzato non poco la recente parabola ascendente dei lariani. Il connubio tra la società e il centravanti di Jesi si apre nel 2008, con la squadra che naviga nelle acque agitate della Serie D. Gabrielloni si fa amare molto presto: va in doppia cifra di reti per 4 campionati di fila, accompagnando la formazione lombarda ad una doppia promozione. Anche in Serie B si dimostra essere un giocatore molto prezioso alla causa: titolare o entrando dalla panchina, mette spesso lo zampino. Il Como non se ne priva nemmeno quando arriva il salto in Serie A Enilive. Il 15 dicembre 2024 la ricompensa vale oro: gol alla Roma nel recupero per una vittoria dal sapore dolcissimo. Chiude l’esperienza con i comaschi a fine stagione. Una storia lunga 230 presenze e condita da ben 65 gol.
(Foto Getty Images + LaPresse)





