RICOMINCIO DA TRE
RICOMINCIO DA TRE
Per la prima volta nell’epoca dei 3 punti a partita, la Serie A Enilive vede tre squadre appaiate al primo posto dopo 5 giornate di campionato: il momento di forma di Milan, Roma e Napoli con uno sguardo verso gli scontri del passato
La vita è una questione di equilibrio. Saper distribuire, bilanciare e a volte anche rinunciare. E se solo due giornate fa eravamo qui a chiederci quando e come ci sarebbe stato il primo tentativo di fuga di una delle protagoniste in campo, ora la Serie A Enilive ci regala una vetta a tre squadre: Milan, Napoli e Roma. Niente di più coinvolgente: i campioni in carica del Napoli, che restano lì nonostante la sconfitta in casa dei rossoneri; il Milan, ripartito da Allegri e da un gruppo estremamente solido; e la Roma, figlia dell’eredità di Claudio Ranieri, ma già plasmata dalla filosofia di Gian Piero Gasperini. Se poi allarghiamo la forbice, a 3 punti di distanza rientrano anche Juventus, Inter, Atalanta e la sorprendente Cremonese. Per ora, però, restiamo ai piani alti. Sì, perché il campionato italiano vive di un fatto unico: mai dopo 5 giornate, nell’era dei 3 punti a partita, tre formazioni si erano trovate insieme in cima alla graduatoria. Dal 1994/95, nessuno scenario analogo: molti duelli, distanze ravvicinate, leadership contesa, ma non così a braccetto.
Basi solide

Antonio Conte lo sa bene: gli attacchi attraggono i tifosi allo stadio, ma le difese ti fanno vincere il campionato. Lo scudetto 2024/25 ha seguito questa linea, i numeri sfornati dal reparto arretrato del Napoli sono stati eccezionali e difficilmente ripetibili nel breve. Si parla di soli 27 gol subiti in 38 giornate, 6 clean sheet ottenuti nelle ultime 7 gare di campionato, ai quali si sommano altre 13 partite con la porta inviolata nei match precedenti. Lo ha ricordato a più riprese anche Massimiliano Allegri nelle sue prime conferenze da allenatore del Milan: la difesa è il fattore principale per il successo di una squadra, soprattutto in Serie A Enilive. La formazione rossonera, dopo la partenza falsa con la Cremonese, ha completamente cambiato registro nella fase difensiva, arrivando a subire un solo gol nelle successive 4 partite (5, contando la sfida di Coppa Italia Frecciarossa contro il Lecce), gol preso su rigore contro il Napoli nell’ultima giornata. Bene il Milan per reti incassate, ancora meglio la Roma. La danza degli 1-0 sembrava aver contagiato la squadra giallorossa, particolarmente brava a raccogliere il massimo con risultati di misura. Nell’ultima apparizione, pur soffrendo a tratti il dinamismo degli avversari, la vittoria più larga è arrivata contro il Verona, mantenendo comunque la regola aurea della difesa inviolabile. Miglior difesa dei top 5 campionati europei (una sola rete subita, nella sconfitta interna 0-1 per mano del Torino) e grande sicurezza nella fase di non possesso, caratteristiche che un po’ ricordano Sir Claudio Ranieri e un po’ ci danno la dimensione di quanto Gian Piero Gasperini possa incidere sulla mentalità dei giocatori. Infine il Napoli, meno brillante dietro rispetto ai record della passata stagione, ma ancora sinonimo di solidità se si guarda al lungo raggio. Gli infortuni in difesa hanno influenzato il rendimento globale, ma la sensazione è quella di una squadra legata indissolubilmente ai concetti di sacrificio e abnegazione tanto cari a mister Antonio Conte.
Tre partenze combattute dell’epoca moderna
Nella stagione 1996/97, anno in cui la Juventus vinse il suo 24° scudetto, racchiuse in un solo punto ci sono ben cinque squadre. Davanti l’Inter con 11 punti, dietro ai nerazzurri un quartetto formato da Roma, Parma, Bologna e Juventus, a quota 10. Nonostante una competitività molto marcata, la Juve riuscì a prendere il largo abbastanza presto, scavando un bel solco tra sé e le dirette inseguitrici, Parma e Inter su tutte. Il campionato si chiuse con i bianconeri a 65 punti, gli emiliani a -2 e l’Inter terza a 59.
All’insegna dell’equilibrio la partenza del 2007/08. Roma e Inter, con 11 punti conquistati a testa, fanno subito intendere quale sarà la storia di quel campionato. Alle loro spalle c’è bagarre: Juventus, Palermo e Napoli si assestano a quota 10. Soprattutto i bianconeri tentano di tenere il passo delle prime, ma nel girone di ritorno si delinea una situazione chiara. L’Inter di Roberto Mancini protegge un buon vantaggio, rischia di farsi riprendere – dopo un derby perso a poche giornate dal termine – ma all’ultimo turno certifica il proprio scudetto tenendosi alle spalle la Roma di Luciano Spalletti.
Molto particolare fu anche l’inizio dell’annata 2011/12. Alla Juventus entra in scena mister Antonio Conte, capace di vincere lo scudetto all’esordio da tecnico bianconero, senza perdere nemmeno una partita e sconfiggendo in volata il Milan di Max Allegri. Pronti, via e dopo 5 turni è già grande affollamento nelle parti nobili della classifica: a 8 punti Fiorentina, Palermo, Milan e Chievo, con 9 punti Juventus e Udinese, mentre con una lunghezza sulle altre si presenta il Napoli. I partenopei si sganciarono presto dal treno Milan-Juve e la corsa imprevedibile divenne presto uno scontro titanico tra rossoneri e bianconeri. Alla 31ª Conte perfeziona il sorpasso su Allegri e la Juventus torna a vincere lo scudetto dopo diversi anni d’attesa.

Analogia col passato
Per trovare episodi eccezionali come la stagione corrente, bisogna riavvolgere il nastro fino al campionato 1980/81. Una situazione ancor più ingarbugliata dopo ben 25 giornate, con Juventus, Roma e Napoli in testa alla classifica di Serie A a 35 punti. Un epilogo particolarmente indecifrabile che portò le squadre a lottare fino all’ultima giornata. Il Napoli terminò in terza piazza, mentre Juventus e Roma si contesero il titolo all’ultima curva. Tra spallate, sorpassi, polemiche durante lo scontro diretto a tre turni dal termine e tanta tensione, fu la Juve a spuntarla con appena due punti di vantaggio e a laurearsi campione d’Italia.
(Foto Getty Images)





