Serie A, Cagliari – Inter 0-2
Cagliari – Inter 0-2
MARCATORI: 9′ Lautaro Martinez (I), 82′ P. Esposito (I)
CAGLIARI (3-5-2): 1 Caprile; 32 Zé Pedro (58′ 17 Felici), 26 Mina, 6 Luperto; 2 Palestra, 8 Adopo, 14 Deiola (58′ 10 Gaetano), 90 Folorunsho (77′ 29 Borrelli), 33 Obert (77′ 3 Idrissi); 94 S. Esposito, 19 Belotti (44′ 16 Prati). A disposizione: 24 Ciocci, 34 Sarno, 4 Mazzitelli, 9 Kılıçsoy, 15 Rodríguez, 18 Di Pardo, 20 Rog, 21 Cavuoti, 27 Liteta, 30 Pavoletti. Allenatore: Fabio Pisacane.
INTER (3-5-2): 13 J.Martinez; 25 Akanji, 6 De Vrij, 95 Bastoni; 11 Luis Henrique (72′ 2 Dumfries), 23 Barella (64′ 16 Frattesi), 20 Calhanoglu, 22 Mkhitaryan, 30 Carlos Augusto (46′ 32 Dimarco); 9 Thuram (64′ 94 P. Esposito), 10 Lautaro (89′ 14 Bonny). A disposizione: 1 Sommer, 12 Di Gennaro, 7 Zielinski, 8 Sucic, 15 Acerbi, 17 Diouf, 31 Bisseck, 36 Darmian, 42 Palacios. Allenatore: Cristian Chivu.
Ammoniti: Carlos Augusto (I), Barella (I) Recupero: 3′ – 3′
Arbitro: Piccinini Assistenti: Mastrodonato-Moro Quarto ufficiale: Massimi VAR: Doveri Assistente VAR: Gariglio
C’è un capitano che segna il cammino e un ragazzo talentuoso che scrive la prima pagina della sua storia. L’Inter vince 2-0 a Cagliari nella 5ª giornata di Serie A e lo fa con il marchio del Capitano, ancora decisivo, e con l’esplosione di gioia di Pio Esposito, al primo gol in Serie A. Una partita intensa, fisica, vissuta sul filo degli episodi: l’Inter l’ha gestita con maturità e ha saputo accendere la luce nei momenti chiave. Il presente e il futuro si intrecciano, in una notte che regala tre punti pesanti e tante emozioni.
La partita si apre subito con tanta intensità: contrasti duri e ritmo alto. L’Inter non si lascia intimidire e al 9’ trova il vantaggio: Bastoni riceve largo a sinistra, guarda in area e pennella un cross perfetto. Lautaro prende il tempo, salta più in alto di tutti e di testa batte Caprile. È l’1-0, è l’ennesima firma del capitano.
Il gol indirizza la partita. L’Inter gioca con lucidità, tiene il possesso, cerca di aprire spazi con gli inserimenti di Barella e le invenzioni di Thuram. Il francese ci prova in più occasioni: prima con un colpo di tacco che però non sorprende Caprile, poi con un tiro dal limite che termina alto. Non è la sua serata più fortunata, ma la sua presenza è continua, costante, difficile da contenere. In difesa la squadra è compatta: Martinez risponde bene su un paio di lanci lunghi del Cagliari, sempre attento nelle uscite. Il primo tempo scivola via senza grandi rischi, con l’Inter che chiude avanti 1-0 e con la sensazione di essere padrona della gara.
La ripresa si accende subito. Al 53’ Calhanoglu sfiora il raddoppio con un destro micidiale che si stampa sul palo: sarebbe stato un capolavoro. Passano pochi secondi e Thuram si inventa una grande giocata personale, dribbling secco su Mina e tiro in velocità: ancora Caprile nega la rete con un intervento provvidenziale. L’Inter spinge, crea, costruisce. Il Cagliari, però, non resta a guardare. Col passare dei minuti alza il baricentro, Folorunsho colpisce un palo clamoroso di testa su angolo: brivido enorme, Martinez battuto. È il momento più delicato, ma l’Inter non perde equilibrio. Lautaro prova a sorprendere il portiere con un colpo di testa improvviso, Akanji sfiora il gol con una conclusione volante, Frattesi va vicino alla rete con un tiro ribattuto a pochi centimetri dalla linea. È una partita che corre veloce tra occasioni da una parte e dall’altra, con il pubblico che spinge e i nerazzurri che resistono. All’82’ arriva la svolta che fa esplodere la notte sarda. Dimarco si infila a sinistra, mette in mezzo un cross rasoterra perfetto: il pallone attraversa l’area e trova Pio Esposito, che deve solo appoggiare in rete a porta vuota. È il primo gol in Serie A, un momento da incorniciare: Pio esulta, corre, si lascia travolgere dall’abbraccio dei compagni.
Nel finale c’è spazio ancora per un palo di Mkhitaryan, vicinissimo al tris dopo una splendida azione personale. L’Inter chiude con il sorriso, con la solidità di un gruppo che non si lascia scalfire dalle difficoltà e con l’entusiasmo di chi cresce e lascia il segno.
Queste le parole di Fabio Pisacane, allenatore del Cagliari, dopo la sconfitta interna contro l’Inter all’Unipol Domus.
LE CONDIZIONI DI BELOTTI
“Speriamo veramente che non sia nulla di grave, aspettiamo gli accertamenti delle prossime ore. In questo momento la salute di Andrea viene prima di tutto, ci auguriamo di cuore che l’esito sia diverso da quello temuto. Incrociamo le dita. Ha sentito dolore e un crac, non siamo fiduciosi ma pensiamo positivo fino a quando ci sarà parola definitiva sulle sue condizioni”.
L’ANALISI DELLA GARA
“Sono soddisfatto perché la mia squadra ha dato tutto e questo è quanto di buono dobbiamo prendere ripartendo subito. Avevamo di fronte una squadra fortissima, complimenti a loro perché hanno vinto meritatamente giocando una grande gara. Se non avessero fatto una certa prestazione non so se avrebbero vinto, ci prendiamo lo spirito messo in campo fino all’ultimo e ripartiamo”.
CAMBI IN CORSA
“In settimana abbiamo lavorato su un sistema di gioco che abbiamo messo in campo all’inizio, pensando di giocare davanti alla nostra gente un certo tipo di partita. Soffrivamo il doppio trequartista quando si alzavano le mezzali dell’Inter, poi Folorunsho ci ha permesso di cambiare il piano tattico grazie alla sua duttilità e ci siamo registrati meglio. Nel primo tempo abbiamo avuto dei benefici perché l’Inter arrivava sì ma calciava poco, nella ripresa abbiamo tolto un difensore, voglio rivedere quella lettura che abbiamo avuto ma sono soddisfatto di come l’abbiamo interpretata al cospetto di una Inter che in ogni caso ci poteva mettere in difficoltà e lo ha dimostrato. Il palo di Folorunsho arriva anche perché avevamo portato più uomini in area. Nei primi 15’ avevamo un assetto in fase di non possesso, con l’infortunio di Belotti abbiamo corretto alzando Folorunsho andando a prendere con lui Cahlanoglu e con Esposito De Vrij, mentre le mezzali dovevano prendere i loro centrali difensivi. Non volevamo essere remissivi e giocarcela in un certo modo, ma complimenti all’Inter che ha fatto una grandissima prestazione.
QUALCHE RIMPIANTO
“Non siamo stati bravissimi nell’ultima scelta una volta conquistata palla, specie nel primo tempo, ma dovrei rivedere bene la gara per una analisi approfondita. Nella ripresa abbiamo provato ad alzare il baricentro e mettere in campo un sistema diverso per spingere di più, merito però agli avversari perché sono venuti qui giocando con cattiveria e attenzione ai massimi livelli.
APPLAUSI DELLA GENTE
“Fanno piacere perché significa che hanno visto il nostro spirito combattivo e voglioso di provarci, il palo è un dettaglio perché nel complesso l’avversario ha meritato sicuramente la vittoria”.
Le parole del tecnico nerazzurro al termine di Cagliari-Inter, quinta giornata della Serie A 2025/26
Terzo successo consecutivo per l’Inter che dopo la vittoria in Champions contro l’Ajax e il 2-1 contro il Sassuolo si prende i tre punti anche a Cagliari nella quinta giornata della Serie A 2025/26. A decidere il match la rete di Lautaro e il primo gol in Serie A di Pio Esposito: le parole di Cristian Chivu al termine della partita.
“La squadra ha fatto una buona prestazione. È stata una partita vera, in cui abbiamo messo dentro tanta qualità e tante belle giocate. Abbiamo sprecato un po’ troppo: dovevamo chiudere già nel primo tempo, però il calcio è così. Bisogna accettare, capire i momenti, fare cose belle quando si può e saper soffrire quando si deve soffrire. Bisogna capire cosa concede l’avversario: ci hanno un po’ sorpreso con il loro modulo, ma hanno tenuto gli stessi principi. Non siamo riusciti a chiuderla prima e c’è stata un po’ di sofferenza, loro hanno preso coraggio: poi abbiamo chiuso la partita e preso questi tre punti, siamo contenti. Abbiamo preso due pali anche noi e se non sbaglio il Cagliari è la squadra più alta d’Europa e sapevamo il pericolo che potevano portarci sui piazzati: con i cambi però abbiamo dovuto abbassare la nostra struttura, ma non abbiamo subito gol ed era importante. Tutti i ragazzi sono bravi a interpretare i momenti e a capire cosa fare, soprattutto quelli che oggi hanno giocato dall’inizio: hanno valore, esperienza e sanno fare tante cose. Piano piano stanno tirando fuori quello che sanno fare e quello che realmente sono. Per questo ho sempre detto che questo gruppo merita di essere difeso. In pochi lo fanno in questo momento, molti si sono dimenticati di cosa fosse questa squadra la scorsa stagione. Sappiamo che anche i nuovi arrivati hanno qualità e possono darci una mano: lo stanno dimostrando, lo stanno facendo. Onestamente mi mettono in difficoltà, perché devo fare delle scelte. Ma la squadra sta crescendo, sta acquisendo fiducia e consapevolezza. Bisogna sempre guardare avanti e dare il massimo per dimostrare che questa squadra è ancora forte. Pio è un 2005 e ha tutto il futuro davanti, deve continuare a lavorare così: ha margini di miglioramento e deve rimanere con i piedi per terra. Io ne ho già parlato tre mesi fa: mi sta sorprendendo, sta facendo molto bene ma dobbiamo andare piano e non pretendere troppo da lui. Gioca per la squadra e non ha paura di nulla, ha sangue freddo sotto porta e sono contento che si sia sbloccato. Per quanto riguarda Martinez, le cose con lui e con Sommer erano già state chiarite qualche settimana fa, durante la sosta. Si sapeva. Il futuro si vedrà, ma come ho già detto in conferenza, tutto può cambiare da un giorno all’altro, da un mese all’altro.





