Serie A, Parma-Milan 1-1

Marcatori: 24′ st Castillejo, 42′ st B. Alves.
PARMA CALCIO 1913: Sepe, Iacoponi, Dimarco (26′ st Siligardi), Ceravolo (31′ st Sprocati), Barillà, Scozzarella (45′ st Stulac), B. Alves (cap.), Gazzola, Gervinho, Gagliolo, Kucka.
A disposizione: Frattali, Brazao, Stulac, Diakhate, Schiappacasse, Machin, Gobbi, Siligardi, Rigoni, Dezi, Bastoni
All.: D’Aversa.
A.C. MILAN: G. Donnarumma, Suso, Calhanoglu (30′ st Biglia), Borini, Conti (21′ st Castillejo), Romagnoli (cap.), Bakayoko (13′ st Cutrone), Zapata, Piatek, Rodriguez, Kessie.
A disposizione: Reina, A. Donnarumma, Calabria, Bertolacci, Abate, Biglia, Musacchio, Caldara, Paquetà, Laxalt.
All.: Gattuso.
Arbitro: Sig. Paolo Valeri di Roma 2. Assistenti: Sigg. Enrico Caliari di Legnago e Pasquale De Meo di Foggia. IV Uomo: Sig. Manuel Volpi di Arezzo. V.A.R: Sig. Federico La Penna di Roma 1. A.V.A.R.: Sig. Stefano Alassio di Imperia.
Note – Calci d’angolo: 9-4. Ammoniti: Biglia (M). Recupero: 1’pt, 6’st. Spettatori: 20.018 (12.959 abbonati, 7.059 paganti di cui 3.800 ospiti) per un incasso di 356.341,82 Euro.
Una punizione di Bruno Alves a tre minuti dal 90′ spegne le speranze di vittoria rossonere al Tardini di Parma e sigilla il pareggio finale. Il Milan, che era passato in vantaggio al 69′ con il neo entrato Castillejo, esce dal campo dei ducali con tanto rammarico e un solo punto che sa di beffa. Un pareggio che giunge al termine di un secondo tempo in cui i rossoneri erano riusciti a cambiare ritmo, rimediando a una prima frazione giocata a marce basse e resa particolarmente complicata dalla fisicità e dalla compattezza della formazione di D’Aversa. Le scelte di Mister Gattuso nei primi minuti della ripresa, concretizzate con l’ingresso di Cutrone per Bakayoko, Castillejo per Conti e il passaggio alla difesa a tre, avevano permesso ai suoi di sbloccare un match difficile, prima che il piazzato del capitano del Parma gelasse le velleità di vittoria. Il Milan non riesce così ad allungare momentaneamente in classifica sulle dirette concorrenti e in campionato è ora atteso dalla trasferta al Grande Torino contro i granata di Mazzarri, in programma domenica 28 aprile alle 20.30.
LA CRONACA
Per la sfida del Tardini di Parma, Mister Gattuso si presenta con le novità Donnarumma, Conti e Zapata dal primo minuto. In avvio sono i rossoneri a fare la partita, gestendo il controllo del pallone senza però mai incidere dalle parti di Sepe. Il primo affondo del match è dei padroni di casa, e porta la firma di Kucka che in sforbiciata sfiora il palo alla destra di Gigio. Il Milan risponde al 27′ con il colpo di testa di Borini che non inquadra lo specchio della partita. Passano dieci minuti e la chance è per i gialloblu con Gervinho che raccoglie una respinta di Donnarumma e, da ottima posizione, spara alto. Si va alla ripresa, e la prima palla-gol è per il Diavolo con Kessie, ma il suo sinistro dal limite manca il bersaglio grosso. Ancora Milan tre minuti: corner di Suso, spizzata di Romagnoli sul secondo palo per Cutrone che non trova la deviazione vincente. È però il preludio al vantaggio rossonero, che arriva puntuale al 69′: Suso mette al centro un traversone tagliato che trova la deviazione vincente del neo entrato Castillejo. La reazione del Parma è veemente, ed è prima Siligardi a sfiorare il pari (palo), poi è Bruno Alves (su punizione) a trovare il gol dell’1-1. È l’ultima emozione della sfida.
Mister Gattuso al termine del pareggio del Tardini di Parma ha espresso il suo parere sulla partita ai microfoni di Milan TV.
SULLA GARA
“Non era facile, lo sapevamo. Nel primo tempo abbiamo giocato sotto-ritmo, andando dritto per dritto senza mai trovare sbocchi. Nella ripresa invece abbiamo cambiato la musica commettendo poi una sciocchezza nel finale. Potevamo fare molto di più. Loro dopo il gol di Castillejo non ci hanno mai impensierito, eravamo sempre sei contro due. È stato un solo episodio a fregarci. Potevamo leggere il finale in modo diverso, fa parte del calcio”.
CAMBIO DI MODULO
“L’avevamo già provato e ci aveva dato soddisfazione. Ora però non dobbiamo pensare al modulo ma solo a come affrontare meglio le partite, senza scusanti. Il caldo c’era per noi ma anche per loro. Sicuramente oggi la veemenza e la voglia di arrivare sul pallone ci sono mancati”.
PRIMO TEMPO
“In fase di non possesso palla loro difendevano con una linea a cinque, conoscevamo però le loro caratteristiche. In fase di possesso avremmo potuto fare meglio, nel secondo tempo invece qualche chance l’abbiamo creata”.
COPPA ITALIA
“Dobbiamo pensare gara dopo gara. Ora testa alla Lazio, so che ci saranno più di 55mila spettatori e non possiamo più fare un primo tempo come quello di Parma”.
MISTER D’AVERSA DOPO PARMA-MILAN 1-1: “OGNUNO DI NOI OGGI VOLEVA DIMOSTRARE DI NON ESSERE INFERIORE ALL’AVVERSARIO”
Parma, 20 aprile 2019 – Al termine del pareggio per 1-1 contro il Milan al Tardini, Mister D’Aversa ha incontrato i giornalisti nella sala stampa del Tardini.
Ecco le sue parole:
“Se non fosse arrivato il pareggio sarebbe stata per noi una beffa, vista la prestazione. Nonostante il risultato credo che si sia fatto qualcosa in più noi, nel primo tempo non ricordo parate di Sepe mentre Donnarumma ha compiuto due o tre interventi. C’è dispiacere per non aver portato a casa i tre punti vista la prestazione dei ragazzi perfetta, ma siamo soddisfatti per aver recuperato la gara e non era semplice visto che poi si rischia di allungarsi e concedere campo agli avversari, siamo rimasti equilibrati e convinti di recuperarla”.
“Ci siamo difesi con il 3-5-2 occupando le posizioni di trequarti con le mezzali e nello sviluppo eravamo con il nostro modo classico; è successo anche altre volte ma indipendentemente dal sistema di gioco conta come interpreti le gare, oggi e ultimamente i ragazzi lo stanno facendo in maniera ottima. Il rigore su Ceravolo? La prima sensazione è che ci fosse, ma poi si vede che prende nettamente la palla, Donnarumma ha fatto un intervento strepitoso, scegliendo il tempo giusto”.
“Nel Milan sono subentrati giocatori importanti come Cutrone e Castillejo, i ragazzi sono stati bravi a trovare una lettura di gioco e le relative soluzioni. La squadra oggi fisicamente ha risposto alla grande nonostante l’orario e il caldo, a volte anche il tipo di gara che si vuole interpretare può fare sembrare che una squadra sia più in gamba di un’altra”.
“Abbiamo pensato come prima cosa di ridare equilibrio a questa squadra; devo dire che che i ragazzi stanno affrontando di nuovo le cose in maniera determinata, cioè con quel modo che ci ha portati a fare cose importanti nel girone d’andata. Spesso e volentieri gli episodi ti fanno cambiare idea sulla prestazione, a Reggio Emilia pur pareggiando contro il Sassuolo si è trattato di un risultato diverso da oggi, con un pubblico così importante ai ragazzi avevo chiesto di andare oltre e mi hanno accontentato. Bisogna crederci per primi, essere propositivi: oggi nonostante il valore dell’avversario i ragazzi sono andati in campo con la volontà di metterli in difficoltà. In ognuno di noi c’era l’orgoglio di dimostrare di non essere inferiori, i ragazzi sono stati bravi nonostante le assenze, ma non ci siamo mai creati alibi, continuiamo a lavorare per il nostro obiettivo, qualora raggiunto rappresenterebbe qualcosa di straordinario e non sarebbe affatto scontato”.
“Gazzola occupava una posizione di ampiezza perchè sulla trequarti c’era Kucka, dall’altra l’ampiezza con Gervinho la ricopriva Dimarco o Barillà: per transizioni immediata era preferibile andasse Nino. Il valore di Bruno Alves non lo scopriamo quest’anno, ha fatto una carriera importante, mi piace evidenziare la partita che ha fatto anche Barillà, Gagliolo, Iacoponi, o lo stesso Gazzola che si è visto meno nel girone d’andata ma perchè forse gli ho tolto qualcosa io non mettendolo di più in campo, questo dimostra che in questo gruppo è importante uno come Bruno ma anche Gazzola che ha giocato meno. Quello che si è fatto finora è per come abbiamo interpretato le cose da squadra. Mi ha fatto piacere rivedere persone come Gattuso, Leonardo, Maldini, che sono state per me importanti in gioventù, nel Milan il primo pensiero era di farci crescere come uomini”.




