Sala Stampa Padova-Pescara, Mister Breda:
È arrivato qui per fare sei finali e salvare il Padova e lo ha fatto: complimenti!
I complimenti vanno fatti a tutti, ai ragazzi, ad Andreoletti e alla società. Non era facile, avevamo di fronte tanti scontri diretti in questo finale e non è mai facile. Complimenti ai ragazzi che ci hanno sempre creduto, anche oggi è stato necessario soffrire. Nel primo tempo avevamo fatto meglio, nel secondo il Pescara è cresciuto e ci ha messo in difficoltà: la differenza l’ha fatta la voglia, nelle difficoltà è ciò che può aiutarti. Penso sia importante anche per la nuova proprietà, mantenere la categoria era fondamentale per il percorso futuro.
Cosa ha detto lei a fine primo tempo ai suoi? Visti anche i risultati degli altri campi e la necessità di vincere del Pescara.
Non ho guardato agli altri perché dovevamo pensare a noi stessi. Volevamo continuare come nel primo tempo ma, anche per merito del Pescara, non ci siamo riusciti. Anche quando si soffre bisogna rendersi pericolosi, abbiamo avuto delle ripartenze, non sfruttate al meglio, ma c’eravamo. Oggi gli episodi sono girati a nostro favore, non abbiamo raccolto solo per oggi ma per tutto ciò che è stato fatto durante la stagione.
Cosa ha detto a fine partita?
Poco, volevamo goderci il momento, c’è tanta felicità.
Ora può dircelo: cosa l’ha spinta a dire “sì” al Padova in quel momento difficile?
Il gruppo ha dei valori importanti, conoscevo le caratteristiche della squadra e sapevo di poter proporre un certo tipo di calcio. Abbiamo perso la prima partita con me qui, abbiamo perso Papu e Lasagna e di certo in quel momento non sembrava stesse andando nel miglior verso per noi. La differenza è stata fatta dall’atteggiamento dei ragazzi e da un gruppo con valori morali eccezionali, i punti di queste ultime partite sono stati portati non solo dagli 11 in campo ma da un gruppo che voleva a tutti i costi mantenere la categoria. La Serie B è un campionato senza gerarchie precise, chi l’anno prima fa i playoff, l’anno dopo rischia di retrocedere, basti vedere Spezia, Frosinone e molte altre. Credo che per la città di Padova, la nuova proprietà e per i ragazzi dare continuità a questa categoria fosse fondamentale. Ci siamo meritati di restare in Serie B con un turno di anticipo, c’è grande soddisfazione.
Cosa ha dato Breda a questo Padova?
Io ho delle idee, di cui sono molto convinto, e cerco di trasmetterle ai ragazzi. Ho trovato terreno fertile, in B se non fai giocare gli altri parti già “avanti”. Il Padova già lo scorso anno aveva un’identità precisa, serviva quindi rinfrescare una mentalità che esisteva già, tentando di spostare più avanti il baricentro della squadra. Il tempo non era molto e dunque non era facile dare dei contenuti dal punto di vista del gioco, grande lavoro dei ragazzi.
Ti aspettavi che Sorrentino potesse parare il rigore?
Alessandro è un grande portiere, molto importante per questa categoria e forse anche qualcosa di più. Ho grande fiducia nei miei ragazzi ma è logico che sarebbe potuta andare anche diversamente, dietro un episodio si muove la vita di tante persone dunque siamo contenti così.
Sorrentino ha avuto una stagione particolare: dopo partite straordinarie ha avuto un calo e dal tuo arrivo è tornato a fare molto bene, cosa è successo?
Se arrivi a stagione in corso significa che esiste una situazione di difficoltà, il mio obiettivo era capire e valorizzare chi pensavo avesse dei valori importanti. Ho fatto delle scelte, che a volte poi ho cambiato, ma l’idea è stata quella di creare in base alle proprie idee servendosi dei valori dei ragazzi, sia a livello fisico che tattico.
Questo è il momento di festeggiare ma tu speri di poter continuare il tuo lavoro qui?
Non voglio parlarne adesso, credo che l’attenzione di tutti fosse solo ed esclusivamente sulla salvezza. Valuteremo e chi dovrà giudicare il mio lavoro lo farà, si vedrà.
Il fallo del rigore lo ha riguardato?
Non ho rivisto il fallo del rigore sinceramente, no.
Era molto difficile salvare il Padova per come lo ha ereditato: cosa si porta dietro da questa salvezza? Lei personalmente vorrebbe proseguire qui?
È normale che dopo aver fatto un percorso con un gruppo con valori importanti ci sia la volontà di continuare ma non è questo il momento, capiremo se ci saranno i presupposti. L’attenzione oggi va messa sul campo. Da questa esperienza mi porto dietro che, al di là delle qualità tecniche, le qualità morali vincono su tutto. Ho trovato un grande sincronismo in questa società, dai proprietari fino ai magazzinieri. L’allenatore “crea un mondo” nel quale ci si deve muovere dentro ma gli interpreti fanno la differenza e, in questo caso, sono stati fantastici.
Oggi mi ha impressionato Pastina: un marcatore difficile da trovare al giorno d’oggi.
Ha qualità da Serie A, ha avuto infortuni importanti e ha bisogno di giocare ma ha qualità per giocare in Serie A. Ha forza, tecnica, anticipo… è un giocatore davvero importante.
Questo gruppo ha margini di miglioramento? In che settore?
Ora vanno fatti solo i complimenti, tutti i gruppi hanno margini per migliorare ma la base è importante, da tutti i punti di vista. La mentalità è la stessa della scorsa stagione ed è stato bello vedere i nuovi arrivati adattarsi così. Si vede da come i ragazzi parlano e lavorano quanto ci tenessero a mantenere quanto conquistato lo scorso anno.
Ha raggiunto due volte le finali playoff (in Serie C e in Serie B) ma è questa la sua più grande impresa?
Non saprei, questa è una soddisfazione bellissima, non scontata, e oggi è stato davvero bello. Al di là di ciò che vale per me, ho visto quanto le persone qui ci tenessero e si siano messe a disposizione. Nei momenti difficili c’è sempre qualcuno che molla ma non qui, tutti erano focalizzati sulla salvezza e, come gruppo e atteggiamento, questa è stata una delle esperienze più belle per me.





