Serie B, Cesena – Avellino 3-0

Serie B, Cesena – Avellino 3-0
Reti: 27’ Ciervo, 50’ p.t. rig. Shpendi, 51’ Blesa
Cesena FC: Klinsmann, Ciofi, Zaro, Mangraviti, Ciervo (85’ Guidi), Francesconi (78’ Adamo), Castagnetti, Berti (65’ Bastoni), Frabotta, Blesa (78’ Diao), Shpendi (65’ Olivieri). A disposizione: Fontana, Ferretti, Arrigoni, Celia, Amoran, Piacentini, Bertaccini. All. Mignani
US Avellino: Daffara, Missori, Palmiero, Biasci, Crespi (46’ Russo), Cagnano, Sounas (74’ Kumi), Besaggio (46’ Tutino), Simi, Fontanarosa, Insigne (62’ Lescano). A disposizione: Marson, Gyabuaa, Patierno, Palumbo, Cancellotti, Enrici, Milani All. Biancolino
Arbitro: Fabio Maresca di Napoli
Assistenti: Domenico Palermo di Bari – Claudio Barone di Roma
Quarto Ufficiale: Andrea Zanotti di Rimini
VAR: Valerio Marini di Roma
AVAR: Maria Sole Ferrieri Caputi di Livorno
Note: ammoniti Francesconi, Blesa, Ciervo, Adamo (C), Fontanarosa, Rigione, Patierno, Sounas (A)
Il Cesena regola per 3-0 l’Avellino trovando così il secondo successo interno consecutivo. Dopo oltre 25 minuti il match si accende sulla prima fiammata dei padroni di casa: ripartenza condotta da Shpendi, palla a Ciervo che si accentra, entra in area e realizza di mancino a giro con leggera, ma decisiva, deviazione di Palmiero. Gli ospiti ci provano ma non sfondano e così è il Cesena a raddoppiare. Succede tutto in un’azione da corner al 45′, con la sponda di Frabotta per Zaro intercettata da Rigione che colpisce il palo della sua stessa porta; si va avanti, Ciervo impegna severamente Daffara ma l’arbitro Maresca viene richiamato dal Var per una trattenuta fallosa di Rigione proprio in occasione dell’angolo. Il direttore di gara indica il dischetto e Shpendi realizza dagli 11 metri spiazzando Daffara.
In avvio di ripresa il Cesena cala subito il tris: minuto 51, Ciervo trova splendidamente Blesa che punta l’area e la piazza a fil di palo con deviazione di Rigione. L’Avellino cerca di rientrare in partita ma al 61′ Missori, ben servito in area da Sounas, sbatte su un super Klinsmann. Il Cesena, che al 65′ sfiora il poker con Shpendi che su assist di Blesa dalla destra manca clamorosamente la deviazione vincente, gestisce bene il vantaggio fino alla fine e porta a casa i tre punti.
Al termine della partita contro l’US Avellino, mister Michele Mignani ha raggiunto la sala stampa dell’Orogel Stadium – Dino Manuzzi per commentare la vittoria contro gli irpini.
“Nei primi 20-25 minuti abbiamo fatto un po’ di fatica nella lettura tattica della sfida, perché Insigne era quel giocatore che ci toglieva un po’ i riferimenti e non siamo stati bravi ad andarlo a prendere, però è anche vero che pur abbassandoci un pochino, abbiamo concesso magari poche occasioni e ci siamo presi pochi rischi. Secondo me poi la squadra è cresciuta e gli episodi, come sempre, determinano e cambiano l’inerzia della partita. Oggi, però, sotto certi aspetti abbiamo fatto una partita dove quando c’è stato da sporcarsi, come avevo chiesto ai ragazzi, ci siamo sporcati, abbiamo tra virgolette sofferto in quei primi minuti il loro palleggio, ma poi siamo cresciuti e la partita è stata giocata sempre in equilibrio. La differenza, come è successo a Bari, è che noi abbiamo fatto gol e l’Avellino no.”
“Io ed il mio staff siamo a capo di un gruppo di ragazzi giovani, che provano delle emozioni, hanno dei sentimenti e delle fragilità e, quindi, il compito mio e del mio staff non è solo quello di cercare di spiegargli se andare a destra o a sinistra, se calciare con il collo o con il piatto, ma anche quello di stargli vicino e cercare di coinvolgerli e tenerli coinvolti. Questo va fatto soprattutto con i giocatori che giocano di meno e l’abbraccio a Blesa, così come quello a Shpendi e a Berti quando sono usciti, è semplicemente un fargli capire che la sostituzione non è un demerito, perché hanno fatto bene, ma ci sono altri loro compagni che meritano di giocare e bisogna dare spazio anche a loro.”
“Oggi ci siamo presi più rischi che a Bari e non abbiamo preso gol, mentre a Bari lo abbiamo subito. È chiaro che l’allenatore vorrebbe vincere, e già non è facile, vincere con più gol di scarto, è ancora più dura, ma vincere e non prendere gol è difficilissimo. Io vado a guardare il lavoro in fase difensiva, lo spirito di sacrificio da parte della squadra: alla fine c’erano undici ragazzi che combattevano per mantenere la porta inviolata, mettendosi a disposizione della squadra. Lo hanno fatto tutti, a partire dai due attaccanti che hanno finito la partita in campo Olivieri e Diao e questo è quello che più importa. Poi è chiaro che la felicità di aver preso gol è tanta, ma non deve essere solo la mia, deve essere anche la loro.”




