Cesena-Olbia 3-0 “Partita condizionata dal gol a freddo”
TROPPO CESENA AL MANUZZI
Non c’è gloria per l’Olbia in terra romagnola. Dal Manuzzi di Cesena, i bianchi ripartono con una sconfitta per 3-0, certamente troppo larga per quanto visto in campo. Ma se da una parte i padroni di casa sono stati pressoché impeccabili, dall’altra l’Olbia, pur volenterosa e a tratti apprezzabile, ha pagato a caro prezzi alcuni errori.
FALSA PARTENZA
Il più grande, quello che indirizza la gara, i bianchi lo commettono nel corso del secondo giro d’orologio quando si apre una voragine sulla fascia sinistra dell’Olbia, Candela guadagna il fondo e mette dentro per Pierini che, indisturbato, supera Ciocci. Il gol subito a freddo tramortisce l’Olbia che tuttavia non sbanda e si ritrova presto. Superato il 15’, sono i bianchi, guidati da un Ragatzu ispiratissimo, a insistere in cerca del gol. Biancu e Udoh supportano a dovere il numero dieci che al 23’ apre per il classe 2000: trovata la giusta zolla, Biancu calcia a giro sul secondo palo non trovando di poco lo specchio della porta. Al 25’ Ragatzu prova a sorprendere Nardi sul primo palo, mentre al 30’, l’ennesimo spunto si concretizza in un delizioso tiro che impatta sulla traversa.
DALLA TRAVERSA AL RADDOPPIO
È il momento migliore dei bianchi. La squadra è in partita e dimostra di poter tenere botta alla qualità evidente degli avversari, ma al 32’ il Cesena si riaccende e passa ancora: Caturano esalta i riflessi di Ciocci, sulla ribattuta Pierini è però lesto e il portiere nulla può fare per evitare il raddoppio. Sotto di due reti, inizia a piovere sul bagnato nonostante un tiepido sole mitighi l’aria frizzante: al 35’ capitan Pisano è costretto ad alzare bandiera bianca per sopraggiunte noie muscolari. Al suo posto Giandonato con l’Olbia che si ridisegna disponendosi con 5 giocatori in linea sulla mediana. Al 39’ Pinna conclude al volo una corta respinta della difesa cesenate da corner, mentre al 41′ Udoh anticipa Nardi in area, questi lo travolge platealmente ma la direttrice di gara lascia correre. Il legno colpito da Ilari nel minuto di recupero prima che Ciocci riesca a sventare la minaccia chiude la prima frazione.
MANCA L’AFFONDO
L’Olbia torna in campo nella ripresa con Renault al posto di Pinna e soprattutto con l’intenzione di riaprire la gara. L’approccio è quello giusto, la manovra orchestrata da Giandonato anche apprezzabile per ritmo e qualità, ma il Cesena è un osso duro, non concede spazi e dimostra subito di poter fare male in contropiede. Al 58’ Udoh si coordina con una rovesciata ma la palla termina alta, pochi minuti dopo invece Ciocci si distende deviando in corner il tiro di Caturano. Nella girandola di cambi che scombussola gli scacchieri in campo c’è anche Chierico che rileva La Rosa portando l’Olbia a cambiare ancora pelle con il ritorno alla difesa a 4. Il reticolo di passaggi funziona fino al limite dell’area, ma il guizzo non arriva.
IL TRIS
E così, nel momento di massimo sforzo, l’Olbia capitola per la terza volta dicendo addio ai sogni di rimonta. Al 79’ la ripartenza del Cavalluccio è letale: Calderoni spinge sulla sinistra e mette dentro per Caturano che da pochi passi cale il tris con un colpo di testa. Il gol mette di fatto la parola fine su un incontro che l’Olbia onora comunque fino alla fine e che vede debuttare anche gli ultimi arrivati Perseu e Saira. La striscia positiva si interrompe, ma al Nespoli mercoledì – contro l’Ancona Matelica – i bianchi hanno l’opportunità di trovare un pronto riscatto.
Cesena-Olbia 3-0 | 24ª giornata
CESENA: Nardi, Candela, Gonnelli, Ciofi, Favale (66’ Calderoni), Steffè, Rigoni (74’ Missiroli), Ilari (82’ Allievi), Caturano, Pittarello (66’ Tonin), Pierini (74’ Berti). A disp.: Benedettini, Pollini, Lepri, Brambilla, Pogliano, Shpendi, Lepri. All.: William Viali
OLBIA: Ciocci, Pisano (36’ Giandonato), Boccia, Travaglini, Arboleda, La Rosa (69’ Chierico), Lella (84’ Perseu), Pinna S. (46’ Renault), Biancu, Ragatzu, Udoh (84’ Saira). A disp.: Van der Want, Barone, Sanna, Mancini. All.: Max Canzi
ARBITRO: Maria Sole Ferrieri Caputi (Livorno). Assistenti: Mattia Massimino (Cuneo) e Stefano Montagnani. Quarto uomo: Domenico Leone (Barletta).
MARCATORI: 2’ e 32’ Pierini, 79’ Caturano
AMMONITI: Favale (C), Gonnelli (C), Arboleda
NOTE: Recupero: 1’ pt, 3’ st. Spettatori: 3837
“Partita condizionata dal gol a freddo”
Non può che esserci amarezza nelle parole scelte da Max Canzi per commentare il ko maturato al Manuzzi contro il Cesena. Questa la sua disamina a caldo: “La partita è stata condizionata dal gol che abbiamo subito a freddo e che è stato frutto di una nostra grave ingenuità tattica. Il Cesena nell’arco dei 90′ ha legittimato la vittoria, ma credo che il risultato finale sia bugiardo“.
Subito sotto l’Olbia non si è persa d’animo e ha sfiorato il pari con Ragatzu (traversa), ma anche nella ripresa ha dato la sensazione di poter rientrare in partita da un momento all’altro: “È vero, eravamo convinti di poterla recuperare, di poterla rimettere sui binari giusti. Non siamo però riusciti a concretizzare la mole di gioco creata e loro sono stati abili a portarsi sul 2-0. Nel secondo tempo abbiamo tenuto il pallino del gioco e alzato il baricentro ma ci è mancato il passaggio filtrante, anche per bravura della difesa del Cesena“.
Nessun dramma anche perché all’orizzonte, tra meno di 72 ore, c’è una nuova battaglia da combattere: “Abbiamo la fortuna di giocare subito, la cosa migliore che possa succedere dopo una sconfitta. Testa all’Ancona per rifarci“.





