Entella-Olbia 1-1. Obia fuori dai Playoff, ma a testa alta, anzi altissima.
A TESTA ALTISSIMA!
Con le lacrime agli occhi. Commossi e commoventi. Esausti e imbattuti anche. Estromessi dai Playoff, ma a testa alta, anzi altissima.
La corsa dell’Olbia si ferma nel golfo del Tigullio per opera di un’Entella che passa il turno in virtù del miglior posizionamento in classifica. Al Comunale di Chiavari, l’Olbia impatta per 1-1 contro un avversario di livello altissimo e lo fa costringendo, quello stesso avversario, a giocare un intero tempo, il secondo, nella propria metà campo. Sulla difensiva e quasi impaurito per un’impresa, quella bianca, che sembrava vicina e quasi si respirava nell’aria ma che alla fine non è arrivata.
Un primo tempo di grande agonismo ed equilibrio, vede i padroni di casa condurre le danze e l’Olbia rispondere con trame di gioco interessanti e qualche buon presupposto non sfruttato sulle corsie laterali. L’unico sussulto dell’Entella, quasi in avvio di gara, vede Magrassi calciare sull’esterno della rete un’occasione propiziata da un retropassaggio di Emerson. Di contro, per parte Olbia si segnala un provvidenziale salvataggio in corner di Sadilki su una palla messa in area e indirizzata sulla testa di Ragatzu, tutto solo in area. Peccato, questione di centimetri.
Le squadre vanno al riposo sullo 0-0 e quando torna in campo, dopo appena 15”, la squadra di Volpe si porta in vantaggio. L’azione è veemente, il tiro di Karic, imparabile, si insacca all’angolino sinistro della porta difesa da Ciocci. Potrebbe essere l’inizio della fine per l’Olbia e invece è il principio di un secondo tempo tra i migliori della stagione per intensità, personalità e qualità.
Sotto di una rete e costretta a segnarne due per passare il turno, la squadra di Canzi irrompe sulla scena con autorevolezza e fame, riuscendo a mettere letteralmente alle corde una delle corazzate del girone. La reazione bianca è prorompente: al 47′ Travaglini, di testa, non riesce a indirizzare un tiro sbilenco di Ragatzu, mentre lo stesso numero 10, al 48′, manca il controllo in area perdendo il tempo per la battuta. Al 51′ è Biancu a sfiorare palla e pareggio sul cross tagliato di Ragatzu, mentre al 53′ ancora un’invenzione dell’attaccante favorisce il tiro al volo di Ladinetti che non inquadra lo specchio.
L’Olbia è più viva che mai, l’Entella in apnea, per non dire affanno. Al 66′ Ladinetti conquista una punizione dal limite che Ragatzu calcia forte sul palo di Borra spedendo la palla fuori di un soffio. Ma al 71′ arriva finalmente il meritato gol del pari: Arboleda mette dentro dalla destra, Ragatzu colpisce di testa, Borra respinge corto e Mancini, ben appostato, fa rotolare la palla oltre la linea.
Da qui in avanti si giocano due partite. Quella dell’Olbia in cerca del gol qualificazione e quella dell’Entella in cerca del modo più scaltro per far scorrere i minuti verso il triplice fischio. Sostituzioni, lunghe interruzioni di gioco, palloni inghiottiti dal bordo campo che tardano a tornare in gioco. Tutto fa brodo, per quanto l’Olbia riesca comunque a produrre pressione e pericolosità in area ligure. Il Comunale di Chiavari vive con ansia l’assalto biancolbiese.
Nel finale però manca la precisione, manca il guizzo, manca l’assist della fortuna per portare a casa un successo che, al termine di 90′ e rotti minuti sarebbe stato il risultato più giusto. Ma quel risultato non ne vuole sapere di cambiare. E dopo il triplice fischio a festeggiare in campo e sugli spalti è l’Entella, mentre l’Olbia – riunitasi in cerchio intorno al mister – guadagna applausi e una sensazione di forza che rende comunque orgogliosi.
Una pagina di storia è stata scritta, altre verranno scritte in futuro.
TABELLINO
Entella-Olbia 1-1 | 2° turno Playoff
ENTELLA: Borra, Coppolaro, Sadiki, Chiosa, Barlocco (86’ Pavic), Karic (59’ Di Cosmo), Paolucci (86’ Pellizzer), Rada (80’ Palmieri), Schenetti, Merkaj (59’ Capello), Magrassi. A disp.: Siaulys, Cleur, Silvestre, Dessena, Morosini, Lescano, Meazzi. All.: Gennaro Volpe.
OLBIA: Ciocci, Brignani, Boccia (73’ Pinna S.), Emerson (62’ Mancini), Arboleda (80’ Renault), Ladinetti, La Rosa (62 Lella), Travaglini, Biancu (80’ Chierico), Ragatzu, Udoh. A disp.: Van der Want, Pisano, Giandonato, Belloni, Occhioni, Finocchi, Saira. All.: Max Canzi.
ARBITRO: Mario Saia (Palermo). Assistenti: Mauro Dell’Olio (Molfetta) e Ivan Catallo (Frosinone). Quarto Ufficiale: Andrea Bordin (Bassano del Grappa)
MARCATORI: 46’ Karic (E), 71’ Mancini
AMMONITI: 13’ Emerson, 30’ Udoh, 40’ Karic (E)
NOTE: Spettatori: 924. Incasso: € 10.301.50. Recupero: 0′ pt. 6’ st.
Canzi: “Fatto comunque qualcosa di importante”
Commentare a caldo un’impresa sfumata non è mai semplice. Max Canzi, guida tecnica di un’Olbia che lascia i Playoff da imbattuta, dopo il pareggio colto sul campo dell’Entella, lo fa con una forte dose di emozione ma anche con tanta lucidità.
L’Olbia è andata sotto dopo una manciata di secondi dall’inizio della ripresa, poi ha letteralmente dominato la gara, trovando il pari e andando vicina a un successo che sarebbe stato meritato: “È stata un’Olbia ci lascia tutti con l’amaro in bocca – sono state le prime parole di Canzi -. Abbiamo fatto una prestazione di livello, sempre presenti nel corso della gara. Certo, si è concesso qualcosa all’avversario, ma era impensabile il contrario. Dopo il loro gol, molto bello, ma anche un po’ casuale, abbiamo fatto la partita. Difficile, oggi, fare di più“.
L’avversario non era dei più abbordabili: quarta forza del girone e una rosa costruita per il salto. In campo, però, non si è visto divario. Anzi. Così Canzi sull’Entella: “La partita è andata proprio per come l’avevamo preparata. Conoscevamo la loro forza, il loro equilibrio, il bel calcio espresso da ottimi interpreti. L’Entella è una squadra concreta che mi piace“.
In Sardegna non arrivano i Playoff, ma a casa torna una grandissima Olbia: “Lasciamo la competizione da imbattuti e per questo c’è sicuramente amarezza. Spiace non essere riusciti a regalare una partita in casa a chi ci ha seguito e sostenuto tutto l’anno. Al Nespoli sarebbe venuta tanta gente, ma il grande omaggio sarebbe stato soprattutto per chi c’è stato sempre. I ragazzi hanno lasciato il campo sfiniti e a testa non alta, ma altissima. Ci hanno provato fino all’ultimo, sono fiero di loro“.
La mancata vittoria non cancella un’esperienza bellissima e una lunga trasferta fatta di momenti indimenticabili: “Credo sia stato il degno coronamento di una stagione difficile durante la quale siamo stati bravi, adesso lo posso dire, a venire fuori nei momenti più complicati. Il gruppo squadra e la Società sono stati bravi a venire fuori quando anche l’ambiente ci dava per morti. Siamo riusciti a non a perdere di vista l’equilibrio e a dimostrare il nostro valore. Sono fiero di questi ragazzi che hanno dato l’anima per la maglia dell’Olbia, dal 17 luglio al 4 maggio“.
Il valore della prestazione offerta contro l’Entella lo restituisce anche il replay dell’ultimo quarto d’ora con i palloni che sparivamo letteralmente dalla disponibilità dei giocatori dell’Olbia nelle rimesse in gioco. Il tecnico la prende con filosofia: “Se da un lato lì per lì c’è rabbia, dall’altro quello che è successo ti fa pensare che una squadra come l’Entella aveva paura di noi. Significa che siamo diventati qualcosa di importante“.





