Gubbio, Ravaglia: “Inizio difficile, poi un torneo soddisfacente”

Il portiere bolognese che canta Cremonini: “Il mio sogno è di difendere la porta del Bologna in A. L’esperienza in serie C è formativa. A Gubbio dal girone di ritorno si è cambiato passo: Gomez e Coda determinanti. Il mio momento clou la parata all’Airone Caracciolo. E sono nato guardando Buffon…”
Da portiere a portiere. Ieri abbiamo intervistato in esclusiva Eugenio Lamanna (vedasi il precedente articolo). Oggi parla dalle mura domestiche il portiere Federico Ravaglia: “Con mio fratello gemello siamo cresciuti amando il calcio guardando Buffon e Del Piero, ovviamente io seguivo il portiere. Da bolognese per me è stato bellissimo fare la la trafila nelle giovanili con il Bologna. Come quando fui convocato per la prima volta in panchina in serie A contro il Cagliari, una grande emozione. Tuttavia mi ricordo ancora Bologna-Milan quando mi trovai davanti Gigi Donnarumma: volevo chiedergli la maglia, ma poi tentennai, al di là di ciò con lui ci scambiammo in mezzo al campo un abbraccio e questo episodio lo ricordo ancora con grande piacere”. Così si esprime tramite youtube per il canale social ufficiale della Gubbio Calcio. Poi Ravaglia ricorda l’avventura in C: “La prima esperienza fuori casa è stata formativa. Esperienza importante nel Sudtirol e posso dire che mi sono trovato benissimo in un ambiente come Bolzano: grandi strutture e impianti, oltre che si sta molto bene in città”. Tuttavia un portiere, avrà pure un pregio e un difetto, o no? “Sfrutto al meglio le uscite alte, così sono agevolato tenendo conto della mia altezza. Un difetto quando devo giostrare la palla con i piedi”. Dalla scorsa estate è arrivato a Gubbio. Prima in campo si è visto il dualismo con Zanellati. Però, poi, Ravaglia si è ritagliato in pianta stabile il posto da titolare. Giusto? “Sono arrivato carico e motivato. Avevo parlato con il trainer Guidi, mi spiegò il progetto, e quindi sono partito entusiasta perchè sapevo che potevo ritagliarmi il mio spazio giocando con più continuità. Invece all’inizio proprio del campionato è avvenuto qualcosa di diverso. É stato un inizio difficile, soprattutto per via di questa alternanza tra noi portieri. Per fortuna partendo dalla partita contro il Rimini è cominciato un altro vero percorso e così per me è iniziato un altro campionato”. Fino allo stop, come considera il suo cammino? “Direi soddisfacente. A livello personale ma anche a livello di squadra. Diciamo che c’è stato un inizio di campionato difficile perchè nelle prime undici partite non si è mai vinto. Però poi siamo stati bravi a tornare in carreggiata e credo che dal girone di ritorno siamo stati efficaci a risollevarci in classifica. Non nego che gli arrivi di Juanito Gomez e Coda ci hanno aiutato tantissimo: abbinano esperienza e qualità. La parata più bella? Quando sono riuscito a neutralizzare il rigore all’Airone Caracciolo, con una doppia parata dopo una prima respinta. Un sogno nel cassetto? Tornare al Bologna e poter giocare in serie A”.
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