I convocati per l’Alessandria
I convocati per l’Alessandria
Voglia di rivalsa doppia. Per l’indigesto ko rimediato sabato a Pontedera che ha interrotto il filotto di risultati positivi; e per quello che, nella gara del girone di andata, vide l’Alessandria imporsi con un rotondo 4-1 al Moccagatta.
L’Olbia si è allenata in settimana con la determinazione di chi vuole convertire il veleno in energia. Domani, alle 12:30, al Nespoli farà capolino proprio la squadra grigia, da circa una settimana guidata dal nuovo tecnico Moreno Longo che ha bagnato il proprio esordio in sella all’Orso con la vittoria per 2-0 sulla Pistoiese di domenica scorsa. L’Alessandria è una big del girone, attardata sulla vetta e per questo ancor più famelica, che l’Olbia affronterà con il mordente e lo spirito giusti, forte anche del ritorno di Giandonato, fermato dal giudice sportivo nell’ultima sfida.
Quest’oggi, al Nespoli, la squadra si è disimpegnata nella seduta di rifinitura al termine della quale Max Canzi ha trasmesso la lista dei giocatori convocati. Tra questi non figurano gli infortunati Dalla Bernardina e Gagliano. Per il difensore persiste l’infiammazione al tendine rotuleo e resterà per questo sotto osservazione nei prossimi giorni, mentre l’attaccante, ancora sofferente per la tendinopatia all’achilleo, ha iniziato un ciclo di terapie che dovrebbe consentirgli di tornare abile e arruolatile tra qualche settimana. Non sarà della partita nemmeno Barone, fermatosi per un fastidio alla schiena. Al suo posto, convocato Andrea Guerrieri, portiere della Primavera.
Di seguito l’elenco dei 23 giocatori convocati:
PORTIERI
Andrea GUERRIERI, Paolo TORNAGHI, Maarten VAN DER WANT
DIFENSORI
Giorgio ALTARE, Christian ARBOLEDA, Andrea CADILI, Antonio DEMARCUS, EMERSON Ramos Borges, Luca LA ROSA, Francesco PISANO, Valerio SECCI
CENTROCAMPISTI
Luca BELLONI, Roberto BIANCU, Manuel GIANDONATO, Riccardo LADINETTI, Nunzio LELLA, Fabio OCCHIONI, Nicholas PENNINGTON
ATTACCANTI
Andrea COCCO, Riccardo DORATIOTTO, Federico MARIGOSU, King UDOH, Daniele RAGATZU
“C’è grande voglia di rivalsa”
Il messaggio più forte e profondo, un messaggio di forza autogena, Max Canzi lo manda in chiusura di videoconferenza: “L’arma più affilata dell’Olbia è la grande coesione e armonia che regnano all’interno del gruppo. Lo spogliatoio è composto da uomini veri che sanno quello che vogliono e dove vogliono arrivare, ma soprattutto che sanno che il noi viene prima dell’io“.
Tradotto: ogni avversario, contro le maglie bianche, dovrà sudare. Sì, anche l’Alessandria, la big del girone a caccia della rimonta in classifica e di quell’assalto alla promozione fallito nell’ultimo quadriennio. “Ce la dovremo vedere contro una squadra di altissimo livello – spiega Canzi in apertura dell’incontro virtuale con i cronisti – costruita per vincere questo campionato e che, nella ricerca del meglio, non si è fermata nemmeno nel mercato di riparazione andando a rinforzarsi con giocatori e un allenatore di categoria superiore. Vogliono alzare l’asticella, ma davanti troveranno una squadra determinata a vendicare tanto il ko di Pontedera quanto lo smacco dei quattro gol subiti all’andata, quando rimanemmo in gara fino alla metà del secondo tempo. C’è voglia di rivalsa“.
L’Olbia è consapevole del valore dell’Alessandria ma non avrà paura di giocarsela fino in fondo: “Abbiamo costruito un’identità precisa che ci porta sempre a giocare per i tre punti perché nessun avversario è imbattibile. Certo, sappiamo che davanti avremo una squadra diversa sia dal Grosseto che dal Pontedera. Serviranno aggressività e massima attenzione tanto nella fase difensiva quanto nella fase conclusiva“.
A proposito del reparto offensivo che sembra essersi sbloccato, il tecnico continua a battere il ferro: “Ultimamente stiamo segnando con maggiore regolarità, ma i numeri dicono che abbiamo ancora uno dei peggiori attacchi del girone, per cui c’è da continuare a correre sulla strada del miglioramento“. Così come, nella fase difensiva, c’è qualcosa da registrare in maniera definitiva: “È vero – riconosce il tecnico – stiamo subendo reti molto simili tra loro e c’è un po’ di fastidio perché è un qualcosa su cui abbiamo sempre lavorato. Spesso è la sommatoria di errori individuali che porta a prendere gol, per cui c’è da migliorare“.
Contro l’Alessandria tornerà a disposizione Giandonato: “Un giocatore per noi molto importante, ma devo dire che nelle ultime partite, Pontedera compresa, tutto il centrocampo ha fatto bene. Ladinetti play? Domenica scorsa ha giocato una partita a due facce: molto bene in fase di impostazione perché è un accentratore nato e questo permette alla squadra di giocare per vie centrali, ma è stato troppo molle in fase di interdizione. Sul gol dell’1-1 doveva proteggere meglio e con più decisione la porta. Ha un grande futuro davanti a sé, ma il percorso di crescita c’è per tutti“.
In chiusura, sollecitato, Canzi spende una battuta per Ragatzu: “Ha un entusiasmo unico e contagioso che lo porta a dare sempre il massimo in ogni frangente. Nelle ultime partite questa generosità si è tradotta nella ricerca del pallone anche in zone del campo diverse. Io gli sto chiedendo di restare più vicino alla porta, all’area di rigore. Perché è lì, dove può far più male, che deve dare libero sfogo al suo enorme talento“.
Olbia-Alessandria, ancora noi
Non una sfida qualsiasi alle latitudini della città felice. Un po’ perché l’Alessandria, contro l’Olbia, ha storicamente recitato la parte del Golia. E un po’ perché, quando la prima volta ci si trovò a battagliare per il medesimo obiettivo, la promozione in Lega Pro Prima Divisione (la vecchia C1), il doppio confronto della semifinale playoff, terminato in perfetta parità, andrò a premiare l’Orso grigio, lasciando nella gola degli appassionati biancolbiesi la più fastidiosa delle proverbiali lische di pesce.
I precedenti tra i due club sono da ricercare tutti in tempi piuttosto recenti, dal momento che il primo confronto in Sardegna (giocato sul neutro di Calangianus) è datato 24 settembre 1983, nel campionato di Serie C2. Ne uscì un pareggio a reti bianche tra un’Alessandria che chiuse la stagione al terzo posto e un’Olbia che si salvò agevolmente conquistando l’undicesima piazza. Andò peggio l’anno seguente, invero per entrambe le formazioni benché a pagare lo scotto più caro furono i galluresi, retrocessi in Interregionale per una sfavorevole classifica avulsa. I grigi, che vinsero il confronto per 2-1 all’89’ di gioco dopo l’iniziale vantaggio sardo firmato da Tamponi, fallirono invece la promozione perdendo lo spareggio con il Prato.
Due anni dopo fu di nuovo scontro in Serie C2 e stavolta l’Olbia restituì il ko (e il “favore”) all’Alessandria che, nella penultima giornata di campionato, perse al “Nespoli” per 1-0 (gol di Scalzi) e a fine stagione salutò la compagnia con una mesta retrocessione. Compiuto un salto in avanti di altri due anni, più precisamente alla stagione 1988/89, si verifica la seconda vittoria grigia in terra sarda. Di minima misura (gol di Carrara nel primo tempo), mentre massimo fu il risultato: promozione in Serie C1. Una terza serie tanto bramata che i grigi non riuscirono a difendere: perché due stagioni dopo, un’Olbia sempre più solida protagonista nel professionismo fermò la futura vincitrice del torneo di C2 sull’1-1: di Comiti, in avvio di ripresa, il vantaggio olbiese, pareggiato pochi minuti dopo da Mazzeo.
Per ritrovare la sfida sardopiomentese aggiornarsi nelle statistiche si sarebbe dovuto attendere la sopracitata stagione (2008/09) del confronto ai playoff. Se in campionato l’Alessandria chiuse con 7 lunghezze di vantaggio sull’Olbia fu anche perché si aggiudicò l’intera posta sia all’andata che al ritorno, con il primo dei due confronti giocato al “Nespoli” e vinto per 3-0 (di Buglio, Mateos e Artico le reti, tutte nella ripresa) dai grigi guidati, ancora per poche partite (sarebbe subentrato presto l’ex Luciano Foschi) da Jacolino. I bianchi, come anticipato, sfiorarono però il colpaccio andando a dominare e vincere l’andata degli spareggi promozione. Lo splendido gol di testa di Giglio su assist di Scalise fece esplodere la Curva Mare e l’entusiasmo in città, ma al termine dei 180’ non risultò sufficiente per il passaggio del turno.
E veniamo così ai tempi più recenti, non certo generosi di soddisfazioni nei confronti dei bianchi. Il primo confronto nella Serie C unica, risalente alla stagione 2016/2017, vide l’Olbia giocare in maniera sontuosa per oltre un’ora di gioco dando del filo da torcere all’allora capolista indiscussa e imbattuta del girone. La squadra di Mignani pareggiò nel primo tempo il gol messo a segno in avvio da Branca con una splendida azione corale imbastita e finalizzata da un Cossu imprendibile e immenso con la complicità di Ragatzu. Nella ripresa i bianchi andarono vicini al sorpasso prima di capitolare, complice una fortunosa rete di Gonzalez che spianò la strada al 4-1 con il quale i grigi portarono a casa i tre punti, ma non gli applausi. Quelli, scroscianti di 3400 mani, andarono ai bianchi.
Non diverso però è stato l’esito nella stagione successiva, quando i grigi si imposero per 3-1 trascinati da Marconi (doppietta) e dal solito Gonzalez spietati nel rendere vani gli sforzi di un’Olbia garibaldina che trovò il momentaneo pari con il primo gol in carriera di Matteo Cotali. Nel 2018/2019 arrivò invece un pareggio a reti bianche che avvalorò l’impressionante equilibrio tattico tra le strategie di Filippi da una parte e quelle di D’Agostino dall’altra. Equilibrio che non si verificò invece nella passata stagione, quando l’Alessandria si manifestò in una notevole prova di forza vincendo con un netto 3-0.
Sabato, alle 12:30, al Nespoli andrà quindi in scena il dodicesimo round di una sfida storicamente bella e affascinante.
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