Olbia-Albinoleffe 1-2

OLBIA: Tornaghi, Arboleda, La Rosa (83’ Gagliano), Altare, Demarcus (77’ Secci), Occhioni (58’ Belloni), Biancu, Pennington, Marigosu %58’ Lella), Ragatzu, Udoh. A disp.: Van der Want, Cabras, Putzu, Cossu. All.: Max Canzi.
ALBINOLEFFE: Savini, Canestrelli, Mondonico, Riva, Borghini, Gelli, Piccoli (46’ Nichetti), Giorgione (90’ Genevier), Tomaselli, Cori (66’ Maritato), Manconi. A disp.: Paganessi, Caruso, Berbenni, Gabbianelli, Ghezzi, Petrungaro, Galeandro, Ravasio. All.: Marco Zaffaroni.
ARBITRO: Mattia Ubaldi di Roma 1. Assistenti: Markiyan Voytyuk (Ancona), Giuseppe Luca Lisi (Firenze). Quarto ufficiale: Enrico Mappai (Cagliari).
MARCATORI: 4’ aut. Pennington (A), 59’ rig. Ragatzu, 80’ Manconi (A)
AMMONITI: 21’ Tomaselli, 50’ Demarcus, 86’ Udoh, 89’ Giorgione
ESPULSI: Al 53′ Pennington per intervento falloso e al 56′ Tomaselli per somma di ammonizioni.
NOTE: Gara disputata a porte chiuse. Recupero: 0′ pt, 5’ st.
Battagliera, orgogliosa, applaudita. L’Olbia, come annunciato alla vigilia, ampiamente rimaneggiata per le numerose indisponibilità, vende carissima la pelle e soltanto per una questione di centimetri non porta a casa un punto contro l’Albinoleffe che sarebbe stato più che meritato.
Centimetri, si è detto. Quelli mancati alla traiettoria del bolide lanciato da Biancu a pochi minuti dalla fine che è andato a stamparsi sulla parte bassa della traversa, strozzando in gola l’urlo di gioia. Non c’è stata fortuna, non quanta quella avuta dall’ottimo avversario che in avvio di gara, dopo appena tre giri di lancette, si porta in avanti “grazie” a un’autorete di Pennington, che di testa corregge in rete il traversone di Giorgione.
Un avvio tutto in salita per la squadra di Canzi, presentatasi in campo con Arboleda e Demarcus sulle corsie laterali, Altare e La Rosa al centro, Occhioni, Biancu e Pennington in mediana e Marigosu sulla trequarti a supporto di Ragatzu e Udoh. Certo, l’avvio è stato di quelli contratti, ma dopo le timidezze iniziali, l’Olbia ha guadagnato campo e cercato di far valere le proprie armi tecniche di fraseggio contro un avversario muscolare e strutturato fisicamente. Al 18′ l’insistita manovra porta Arboleda a calciare dal limite una rasoiata che esce di un paio di centimetri alla destra del portiere, mentre al 35′ è Pennington, di testa, a sfiorare lo specchio su cross da corner.
Senza timori reverenziali, l’Olbia si ripresenta in campo nella ripresa più determinata che mai a riprendersi la partita. E al 51′, un gran pallone lavorato da Ragatzu, finisce sulla rincorsa di Pennington che calcia di collo pieno mandando a lato di un niente a Savini battuto. Il problema è che al 53′ lo stesso Pennington interviene in maniera scomposta un avversario e l’arbitro gli mostra il cartellino rosso. Lo stesso colore che si vede sventolato 3′ più tardi Tomaselli quando si lascia cadere in area: per il direttore di gara sono simulazione, secondo giallo ed espulsione. Insomma, unitamente al doppio ingresso di Belloni e Lella, qualche soffio di novità sulla cronaca che al 59′ registra la folata dell’Olbia: Udoh vai via magistralmente ai marcatori che non trovano di meglio da fare che comprimerlo e atterrarlo in area. Dal dischetto va Ragatzu e fa 1-1.
L’inerzia sembrerebbe spingere l’Olbia verso il ribaltamento del risultato, tanto che un sontuoso Biancu sfiora per due volte il gol direttamente da corner. Poi, però, riemerge la fisicità dell’Albinoleffe e l’Olbia inizia a perdere qualche metro. Al 73′ Borghini di testa spaventa ma manda alto, ma all’80’, sugli sviluppi di una punizione calciata male, la carambola in area indirizza la sfera sui piedi di Manconi che calcia di prima intenzione e fulmina Tornaghi. Una doccia gelata, per un’Olbia che nel frattempo ha accolto in campo Secci per un esausto Demarcus e che, per l’assalto finale, ritrova dopo diversi mesi Gagliano.
I bianchi ci credono e si gettano in avanti con testa e cuore. A mancare, però, è quel pizzico di fortuna che non assiste Biancu prima (la traversa di cui si è raccontato) e Gagliano poi, che sulla ribattuta del legno, controlla bene ma calcia a lato da buonissima posizione.
Il ritorno alle partite non premia dunque l’Olbia che mercoledì, sempre al Nespoli contro la Pistoiese, giocherà un match point importante per rilanciarsi in classifica.
Il commento del post gara
Non può che esserci del rammarico nelle parole con le quali Max Canzi commenta a caldo la sconfitta interna contro l’Albinoleffe. L’Olbia, che tornava in campo dopo 20 giorni di sosta forzata e con una lunga batteria di giocatori indisponibili (7), ha giocato una gara gagliarda ma l’ottima prova collettiva non è bastata a evitare il ko: “Credo che la squadra abbia interpretato bene la gara, con lo spirito che avevo chiesto prima di scendere in campo. Purtroppo l’ottima prestazione stavolta non è bastata a fare risultato, ma cerchiamo di prendere il buono che si è visto in campo per ripartire di slancio. Noi in emergenza? Non ha senso dirlo, chi ha giocato, e magari non lo faceva da tanto, ha dato le risposte positive che mi aspettavo. Inoltre abbiamo recuperato Gagliano e Lella“.
Il tecnico passa quindi ad analizzare le reti subite, entrambe arrivate da palla inattiva: “Sul primo gol la linea non era schierata benissimo ma l’autogol è stato comunque del tutto casuale, mentre il secondo è scaturito da una punizione calciata male che ha generato una rimpallo costato caro. Perché Lella non dall’inizio? Viene da un infortunio muscolare, ha fatto pochi allenamenti e non era il caso di rischiarlo perché in questo rush finale c’è bisogno che tutti arrivino al meglio”. Sull’espulsione di Pennington il giudizio del tecnico è netto: “È mancata la lucidità e ha sbagliato, ma si tratta di un giocatore correttissimo ed esemplare“.
Il tempo per recriminare è comunque già scaduto, mercoledì si torna in campo contro la Pistoiese: “Oggi è iniziato per noi un nuovo campionato di dieci partite da giocare ogni tre giorni. Oggi abbiamo perso la prima, mercoledì abbiamo l’opportunità e il compito di rifarci“.
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