OLBIA-ALESSANDRIA 1-2

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Olbia-Alessandria 1-2 | 21ª giornata
OLBIA: Tornaghi, Arboleda, Emerson, Altare, Cadili, Pennington (71’ Cocco), Giandonato, Ladinetti (80’ Belloni), Biancu, Ragatzu, Udoh (79’ Doratiotto). A disp.: Van der Want, Guerrieri, Pisano, Secci, La Rosa, Demarcus, Lella, Occhioni, Marigosu. All.: Max Canzi.
ALESSANDRIA: Pisseri, Bellodi, Cosenza, Prestia, Parodi (63’ Rubin), Bruccini, (73’ Casarini) Giorno, Chiarello (63’ Di Quinzio), Mustacchio, Arrighini (63’ Eusepi), Corazza (84’ Stanco). A disp.: Crisanto, Crosta, Sini, Macchioni, Mora, Di Gennaro, Gazzi, Stanco. All.: Moreno Longo.
ARBITRO: Mattia Caldera di Como. Assistenti: Pietro Lattanzi (Milano) e Luca Valletta (Napoli). Quarto ufficiale: Giuseppe Collu (Cagliari)
MARCATORI: 6’ rig. Corazza (A), 12’ aut. Tornaghi (A), 25’ rig. Ragatzu
AMMONITI: 4’ Udoh, 5’ Emerson, 19’ Cadili, 24’ Parodi (A), 36’ Giandonato, 38’ Mustacchio (A), 59’ Giorno (A), 74’ Cosenza (A)
NOTE: Recupero: 1’ pt, 5’ st. Partita giocata a porte chiuse. Giornata mite per le temperature stagionali contrassegnata da un vento di forza media.
Nella seconda giornata del girone di ritorno, l’Olbia cede per 2-1 al Nespoli contro l’Alessandria. Il risultato finale, però, è oltremodo menzognero. Perché oggi, se c’era una squadra in campo che meritava di vincere, doveva essere quella messa in campo da Max Canzi. L’Olbia ha fatto la partita dal primo all’ultimo minuto, dominando un avversario che nell’ultimo lustro, stagione corrente compresa, ha sempre investito risorse per recitare il ruolo da protagonista e tentare un salto di categoria che, anche quest’anno, rischia di mancare nonostante la disperata rincorsa messa in opera nei confronti del Como.
AVVIO CHOC. Essere tatticamente, tecnicamente e agonisticamente superiori all’Alessandria, però, oggi non è bastato. Anche perché, l’avvio di gara, per l’Olbia è stato a dir poco scioccante. Pronti via e il direttore di gara, il signor Caldera di Como, trasforma la simulazione di Arrighini (in evidente posizione di fuorigioco) in un fallo da rigore, ammonendo prima Udoh per il non fallo commesso e successivamente Emerson per le vibranti proteste che sono succedute alla decisione sulla quale il secondo assistente, il signor Valletta di Napoli, non ha avuto nulla da eccepire. Fatto sta che al 6′ di gioco Corazza trasforma la massima punizione portando avanti l’Alessandria. Il tempo di smaltire la rabbia non c’è perché al 12′, una specie di rilancio di Cosenza dalla difesa, rimbalza davanti a Tornaghi e la palla, spinta dal vento, beffa il portiere bianco: 2-0.
ASSALTO \ 1. Qui inizia un’altra partita. Con l’Alessandria avanti di due reti senza alcun merito, l’Olbia inizia a spingere e a macinare gioco e occasioni. Si inizia al 15′ con un colpo di testa ravvicinato di Ladinetti su cross di Arboleda sul quale Pisseri è provvidenziale in tuffo. Al 22′, ancora Ladinetti, dentro l’area, ha lo spazio per il tiro, ma stavolta è Bellodi a respingere. La spinta bianca è dirompente e veemente, tanto che al 24′ Parodi è costretto a fermare Pennington con le cattive. Rigore solare che Ragatzu trasforma con freddezza. Udoh inizia quindi a mandare in tilt i tre della difesa piemontese e al 28′, scappato a Prestia, entra in area sul bel filtrante di Arboleda, ma calcia sull’esterno della rete da ottima posizione. Al 32′ l’attaccante scappa ancora e costringe Pisseri all’uscita aerea, la palla arriva a Biancu che però perde il tempo del tiro a porta sguarnita. Il forcing bianco non conosce sosta, ma l’Olbia ci prova anche su punizione e al 39′ Pisseri smanaccia come può il sinistro velenoso di Emerson. Si va al riposo sul 2-1, ma la sensazione è che i bianchi siano padroni della gara.
ASSALTO \ 2. E quindi si riparte con le stesse dinamiche del primo tempo. La manovra dell’Olbia è avvolgente e l’Alessandria non riesce ad arginarla. Al 50′ Udoh va via a Bellodi, guadagna il fondo e mette dentro dove né Ragatzu né Pennington, ostacolati da Cosenza e Prestia, riescono a trovare il tocco vincente. Al 54′ Udoh è ancora una volta straripante e mette dentro un altro pallone invitante che Ragatzu non riesce però a impattare. Al 62′ un’invenzione di Giandonato manda Ragatzu in area: stop, rientro sul destro e conclusione centrale che Pisseri riesce a deviare in angolo. Tra un’azione e l’altra, l’Olbia si fa pericolosa ancora su calcio piazzato (Ragatzu al 69′ sibila l’incrocio dei pali), dando la sensazione di essere ormai pronta a far crollare la sofferente retroguardia guidata da capitan Cosenza. Il problema è che tra i bianchi e il gol c’è Pisseri, un portiere in giornata di grazia che al 74′ salva sulla botta di Ladinetti e un minuto dopo vola sul mancino di Udoh.
Nel finale le energie vengono a mancare, ma non il cuore e il carattere. L’Olbia ci prova in tutte le maniere, reinventando Altare nel ruolo di ariete. All’89’ Biancu premia l’inserimento di Doratiotto che dal fondo mette dentro una palla sbrogliata in maniera efficace dalla coppia Cosenza-Pisseri. Qualche palla sporca tiene ancora in apprensione la difesa dell’Alessandria, ma il risultato non cambia. In campo, a stringersi la mano, due squadre stremate e una certezza: nessuna delle due, oggi, ha meritato il risultato ottenuto.
“Fiero dei miei ragazzi”
“Come mi sento dopo questa partita? Avvelenato“. Nel post partita, Max Canzi non nasconde la grande delusione derivata dalla sconfitta maturata al Nespoli contro l’Alessandria. Errori arbitrali, infortuni tecnici, un portiere avversario in giornata di grazia. L’Olbia ci ha provato disputando verosimilmente la migliore partita della propria stagione, ma la dea, quella bendata, oggi vestiva di rosso (come gli ospiti piemontesi).
“Perdere una partita così – spiega il tecnico – è davvero un grande dispiacere, specie per i ragazzi che oggi hanno offerto una prestazione di altissimo livello e avrebbero meritato molto, molto, molto di più. Non ho nulla da dire ai giocatori, se non che sono fiero di ognuno di loro per come hanno saputo interpretare una gara che dopo dieci minuti ci vedeva sotto di due reti senza aver subito un tiro in porta e con tre ammoniti“.
La disamina è schietta ed essenziale: “In quel frangente in tanti avrebbero sbandato, invece noi siamo rimasti in partita e abbiamo costretto a giocare l’Alessandria sulla difensiva. Una squadra che ha quei valori tecnici e quelle disponibilità economiche, oggi ha vinto soffrendo la nostra iniziativa per tutta la gara“.
Le occasioni da gol dell’Olbia, tutte pulite e clamorose, sfiorano la doppia cifra: “Siamo andati al tiro davvero tante volte, ma sulla nostra strada abbiamo trovato la straordinaria prova di Pisseri. Non ho nulla da rimproverare ai ragazzi“. Sul rigore concesso in avvio dal direttore di gara all’Alessandria: “Un chiaro errore arbitrale, non c’è nient’altro da dire anche perché non è nel mio stile“.
Mercoledì si torna in campo: “E questa è una fortuna – riconosce Canzi – perché ci dà la possibilità di smaltire la delusione di oggi. Con la ProPatria ci aspetta una partita completamente diversa da quella di oggi“.
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