Olbia-Teramo 2-2

Due volte avanti, due volte recuperati. All’Olbia non riesce il colpo grosso e, in casa del Teramo, deve accontentarsi di un punto che – a conti fatti – sembra comunque essere il risultato sportivamente più giusto.
La partita è stata bella, vibrante e ricca di spunti da una parte e dall’altra per due squadre, Teramo e Olbia, che hanno giocato a viso aperto mettendo in mostra pregi e difetti. È stato il match della rinascita di Ragatzu, tornato a essere decisivo con una doppietta che restituisce al campionato uno dei talenti più cristallini.
PARTITA SPRINT
Dopo le fasi di studio iniziale, il primo tiro verso la porta è di marca olbiese: Biancu, al 7′, riceve al limite da Palesi, ha lo spazio per esplodere il suo destro ma la mira non è delle migliori. Il Teramo risponde subito: batti e ribatti in area, l’ultima conclusione è ribattuta. Al 10′ l’Olbia si porta avanti: Chierico traccia il corridoio, Bellucci capisce in ritardo la traiettoria della palla che raggiunge il taglio di Ragatzu, abile ad allontanarsi da Agostino e a depositare in rete. Al 16′ l’occasione del raddoppio ci costruisce con una sventagliata di Emerson per Lella e un cross di questi verso il centro che vede Ragatzu anticipato di un soffio. Quella del Teramo, invece, si concretizza nel gol del pari: la ripartenza del Diavolo è micidiale con Hadziosmanovic che sterza per accentrarsi prima di premiare l’attacco alla profondità di Bernardotto che sbuca tra Emerson e Brignani e batte Van der Want in uscita. Ancora Ragatzu, è il 19′, ci prova dal limite dopo un corner battuto corto, la palla termina a lato, mentre al 23′ è il palo a negare a Malotti la gioia del gol.
OCCASIONI A RIPETIZIONE
La partita è aperta e vive di continui ribaltamenti: al 26′ Udoh lavora bene un pallone per Palesi che riceve in area ma viene anticipato provvidenzialmente da Arrigoni prima del tiro. Non meno fortunata la splendida intuizione di Chierico al 30′: il play bianco indovina la pressione e ruba palla sulla trequarti, si porta la palla sul sinistro e scarica un tiro violento che si stampa sulla traversa. Al 35′ è ancora l’Olbia a sfiorare il gol: Ragatzu rifinisce dalla destra, Biancu raccoglie la respinta e calcia di prima intenzione trovando la respinta di Agostino sulla quale Piacentini libera in corner. Sul finire di frazione apprensione in area bianca quando una palla persa in uscita consente al Teramo di attaccare la porta, ma Van der Want è attento sulla girata di Bernardotto.
SECONDO VANTAGGIO
È l’Olbia a tornare in campo più decisa nella ripresa. Al 49′ Ragatzu impegna Agostino su calcio di punizione, nei corner che seguono per il Teramo solo qualche pericolo. Lo stesso che corre l’Olbia al 61′ quando Rosso affonda sulla sinistra e mette dentro per Ndrecka che, indisturbato in area, manca lo specchio con un colpo di testa. Quello che succede al 63′, invece, sembra uscire direttamente dal manuale del calcio. Il gol del 2-1 di Ragatzu è un’autentica esecuzione di geometria vivente con due triangolazioni sulla trequarti che trovano la giusta terminazione nel mancino millimetrico con il quale il numero dieci bianco firma la doppietta personale e 2-1.
SECONDA RIMONTA
Anche stavolta, però, il vantaggio olbiese dura appena 6′. Succede infatti che al 69′, su azione da corner, il Teramo trovi la rete del pareggio con Birligea, entrato in campo da nemmeno due minuti e ben appostato sul secondo palo. L’inerzia sembra scegliere i locali che negli ultimi 20′ provano ad alzare il ritmo presidiando con maggiore continuità la metà campo bianca. È l’Olbia, però, ad avere la clamorosa occasione per portarsi avanti quando all’86’ Ragatzu si accentra e pennella in area per Palesi, il centrocampista è solo, in prossimità del secondo palo, ma il suo colpo di testa si spegne sull’esterno della rete. Passato lo spavento il Teramo si ributta in avanti e al 91′ costruisce la palla della vittoria: Bernardotto è solo a due metri dalla porta ma sul suo colpo di testa Van der Want si supera in tuffo sigillando la porta. Negli scampoli finali c’è tempo per l’annullamento di una rete in fuorigioco di Bernardotto e per un triplice fischio che ufficializza il 2-2.
In Sardegna, l’Olbia torna con il secondo pareggio stagionale e il quinto punto colto in trasferta. Sabato 27, al Nespoli, sarà battaglia con il Pontedera.
TABELLINO
Olbia-Teramo 2-2 | 15ª giornata
TERAMO: Agostino, Hadziosmanovic, Piacentini, Bellucci, Ndrecka (67’ Lombardo), Mungo, Arrigoni, Fiorani (83’ Montaperto), Malotti [67’ Birligea (83’ Pinto)], Bernardotto, Rosso. A disp.: Tozzo, Perucchini, Soprano, Surricchio, Rillo, Furlan, Di Dio. All.: Federico Guidi.
OLBIA: Van der Want, Pisano (78’ Pinna S.), Brignani, Emerson, Travaglini, Lella (88’ Occhioni), Chierico, Palesi, Biancu (88’ Demarcus), Ragatzu (88’ Mancini), Udoh (78’ La Rosa). A disp.: Tornaghi, Renault, Boccia. All.: Ivan Moretto.
ARBITRO: Marco Emmanuele (Pisa). Assistenti: Sergiu Petrica Filip (Torino) e Antonino Junior Palla (Catania). Quarto ufficiale: Sebastian Petrov (Roma 1).
MARCATORI: 11’, 63’ Ragatzu, 17’ Bernardotto (T), 69’ Birligea (T)
AMMONITI: 31’ Rosso (T), 66’ Mungo (T), 84’ Pinto (T), 90’ Mancini
NOTE: Recupero 0’ pt, 3’ st.
Canzi: “È stata una partita aperta”
Vedere la propria squadra dalla tribuna e non poter incidere. È stata una partita diversa dal solito per Max Canzi quella pareggiata dalla sua Olbia sul campo del Teramo, ma alla fine il 2-2 – apparso il risultato più giusto – consente ai bianchi di tornare in Sardegna con un punto in più in classifica: “Di certo – premette Canzi – seguire la squadra da lontano è stata una brutta sensazione, ma devo dire che i ragazzi hanno interpretato al sfida per come l’avevamo preparata, consapevoli che il Teramo avrebbe proposto tanto ma anche concesso degli spazi“.
Le due squadre sono sembrate equivalersi: “È stata una partita combattuta e giocata a viso aperto, si poteva vincere come si poteva anche perdere. È chiaro che brucia non essere riusciti a tenere i vantaggi e nel finale non essere riuscita a capitalizzare l’occasione capitata sulla testa di Palesi. Nemmeno sul 2-2 ci siamo accontentati, ci abbiamo provato fino alla fine, forse anche troppo. Ripartiamo con un punto in più in classifica e guardiamo già alla prossima sfida“.
L’analisi scivola anche sugli episodi. In occasione del primo gol subito, la squadra si è fatta sorprendere: “Da un lato – spiega Canzi – denota la mentalità di un gruppo che gioca per vincere, dall’altra però è un peccato perché abbiamo preso gol su una ripartenza dall’area avversaria“.
Il tabellino finale dice che l’Olbia ha aspettato fino al 78′ per operare le prime sostituzioni: “Sì, forse i cambi sono stati tardivi. Avevamo alcuni giocatori stanchi e questo ci ha portato a temporeggiare un po’ troppo prima di fare le scelte“.
In chiusura, menzione speciale per Ragatzu, ‘spronato’ dal tecnico alla vigilia e oggi decisivo con due reti: “Daniele è un giocatore eccezionale“.




