In esclusiva ai nostri microfoni il capitano del Cesena Salvatore Caturano: l’attaccante campano classe 1990 ha ripercorso le tappe principali della sua carriera, soffermandosi sulla stagione dei romagnoli e sulla lotta playoff
VINCENZO BELLINO
Un bel caratterino, come ha dichiarato lui stesso in esclusiva ai nostri microfoni, ma qualità tecniche e forza fisica da vendere. A Melfi è esploso, capocannoniere del Girone C di Serie C insieme ad Eusepi, a Lecce ha confermato il suo fiuto del gol, a Cesena ha trovato finalmente la sua dimensione. Salvatore Caturano, capitano del Cavallucciomarino, suona la carica in vista della prossima sfida dei playoff di Serie C contro il Monopoli. Padova e Reggiana sono le squadre favorite sulla carta, ma gli spareggi promozione sono da sempre un terno al lotto, può succedere di tutto e allora perchè non crederci: “Arrivati a questo punto nulla è impossibile, il Cesena punta alla Serie B“.
Salvatore Caturano (Cesena)
3 luglio 1990, da Scampia al professionismo: il mestiere del calciatore era destino
Sei nato il 3 luglio 1990, il giorno della semifinale mondiale persa dall’Italia contro l’Argentina: era destino che dovessi fare il calciatore?
“Me lo diceva sempre mio padre che ha giocato a livelli amatoriali e ha trasmesso questa passione a me e mio fratello. Sono cresciuto in una famiglia di calciatori, mio fratello ha giocato a calcio fino a 20 anni, poi ha smesso per una questione mentale, di testa. Io sono stato più forte di lui, ho proseguito. Il pallone era d’obbligo in famiglia, sia in casa, sia fuori quando andavamo a fare le scampagnate”.