Pontedera-Olbia 2-1

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Pontedera-Olbia 2-1 | 20ª giornata
PONTEDERA: Sarri, Matteucci, Piana, Risaliti, Perretta, Catanese (85′ Benedetti), Caponi, Barba, Milani, Semprini (72′ Stanzani), Magrassi. A disp.: Angeletti, Di Furia, Regoli, Pretato, Vaccaro, Giani, Benassai, Rovai, Nero, Bardini. All.: Ivan Maraia
OLBIA: Tornaghi, Pisano (78′ Arboleda), Altare, Emerson, Cadili, Pennington (78′ Marigosu), Ladinetti, Lella (64′ Cocco), Biancu, Ragatzu, Udoh (78′ Doratiotto). A disp.: Van der Want, Barone, Secci, La Rosa, Demarcus, Occhioni, Belloni. All.: Max Canzi
ARBITRO: Carlo Rinaldi (Bassano del Grappa). Assistenti: Fabio Dell’Arciprete (Vasto) e Giacomo Monaco (Termoli). Quarto ufficiale: Stefano Peletti (Crema)
MARCATORI: 9′ Udoh, 24′ Milani (P), 51′ Magrassi (P)
AMMONITI: Risaliti (P), Catanese (P), Semprini (P), Ladinetti, Doratiotto, Perretta (P)
NOTE: Recupero: 1′ pt, 3′ st. Gara giocata a porte chiuse.
Un’Olbia volenterosa cede a un modesto Pontedera nella prima gara del girone di ritorno. Ai bianchi di mister Canzi non basta infatti condurre il gioco per l’intera durata della gara né passare in vantaggio dopo 9′ a coronamento di una splendida azione in verticale. La squadra locale, che quando vede bianco, evidentemente, si trasforma nel più cinico degli avversari, riesce prima a pareggiare con un tiro da fuori area e poi a vincere con il più facile dei colpi di testa. A conti fatti, tutto quello che gli uomini di Maraia riescono a produrre basta e avanza per portare a casa i tre punti. Anche perché quando il direttore di gara e il suo assistente non ravvisano un fallo di mano evidentissimo in area granata, si capisce che probabilmente proprio non è giornata.
Un peccato, davvero un peccato per l’Olbia che anche al “Mannucci” esibisce una brillante condizione atletica e un gioco piacevole ed efficace. Al 9′, la rete di Udoh è propriamente da manuale: Emerson verticalizza per Ladinetti che a sua volta lancia il numero nove nello spazio, questi brucia la marcatura e chiude con un delizioso diagonale vincente. Sembra essere il preludio a un’altra giornata di gloria, anche perché dall’altra parte la manovra arruffata e meccanica del Pontedera non sembra poter impensierire. Biancu giostra tra le linee e quando scatta sono dolori: al 15′ un suo strappo innesca un contropiede che Risaliti può fermare solo con le cattive. Sul punto di battuta vanno Ragatzu ed Emerson, batte il primo e la palla fa la barba al palo.
L’Olbia è in controllo, ma il Pontedera in agguato. E così, al 24′, una palla ben lavorata da Magrassi al limite dell’area arriva sui piedi di Milani che, elusa l’opposizione di Ladinetti, calcia forte e angolato dove Tornaghi non può arrivare: 1-1. Il Pontedera pareggia quindi al primo tiro in porta, ma l’Olbia non si scompone e dopo averci provato con Cadili al volo dalla distanza (palla fuori di un metro), ha la più ghiotta delle occasioni con Ragatzu al 42′: su suggerimento di Biancu, l’attaccante squarcia la difesa amaranto ma trova un superlativo Sarri in uscita che devia in angolo il suo tiro.
Nella ripresa si parte con gli stessi effettivi e l’Olbia prende subito in mano il pallino del gioco, andando al tiro con Biancu. Al 51‘, però, il Pontedera mette il naso fuori e passa al secondo affondo: Catanese crossa dalla sinistra e Magrassi, lasciato solo in area, non deve far altro che mettere la testa per il gol che vale il 2-1. L’ingenuità difensiva è evidente, tuttavia i bianchi non si scompongono e tornano a spingere in cerca del pareggio soprattutto sulla fascia destra. Prima Udoh lavora un gran pallone che Benassai riesce a liberare in area, poi Pisano al 58′ mette dentro con il sinistro un pallone che Pennington manca d’un niente.
L’ingresso di Cocco al 64′ inaugura la girandola di cambi dell’ultima mezz’ora di gara. Canzi vara quindi un tridente spurio e proprio l’attaccante, al 68′, si avvita su un cross dalla sinistra con un colpo di testa che finisce sul fondo. L’Olbia continua a premere sull’acceleratore e a comprimere il Pontedera nella propria metà campo, ma la muraglia granata eretta da Maraia riesce a reggere l’urto seppur con evidente affanno. Si spinge prevalentemente sulle fasce, da dove gli esterni bianchi producono una grande quantità di cross sbrogliata alla bene e meglio dai locali. Fino a quando, all’81′, Doratiotto va sul fondo e crossa un pallone che viene, con piena evidenza, respinto dall’avversario con un braccio. L’arbitro e il suo assistente non ravvedono il fallo e concedono il corner.
I minuti finali sono nel segno di Altare. All’84’ sbaglia il retropassaggio per Tornaghi mandando Magrassi a concludere a porta vuota prima di ricomparire in scivolata alle spalle della punta per contrastare il tiro. Poi, al 91′, si fionda in area granata e va alla conclusione trovando la decisiva opposizione di un difensore. È l’ultima emozione di una gara che l’Olbia ha dominato e perso per ingenuità.
Sabato, al Nespoli, l’occasione per il riscatto contro l’Alessandria.
“Le ingenuità costano care”
È un Max Canzi visibilmente contrariato quello che si presenta in sala stampa al ‘Mannucci’ per commentare la sconfitta per 2-1 della sua Olbia che a Pontedera vede così interrotta la striscia di otto risultati utili consecutivi: “Sì, quando si perde è normale che ci sia rammarico. Oggi abbiamo provato e siamo riusciti per larghi tratti a fare la partita. A un certo punto, però, la gara si è messa sui binari più congeniali all’idea di calcio del Pontedera e non siamo riusciti a trovare il colpo del pareggio che avremmo certamente meritato. Inutile però recriminare, il calcio è questo“.
L’Olbia è apparsa padrona del campo, ma ha pagato care le ingenuità difensive: “Dopo un ottimo primo tempo, riconosco che nella ripresa siamo stati meno compatti del solito. A un certo punto abbiamo smesso di giocare per come avevamo preparato la partita ed è prevalso l’istinto nei singoli di provare a risolvere la partita da soli. Questo però è uno sport di squadra“. Sui gol subiti il giudizio del tecnico è netto: “Il primo è stato abbastanza casuale, nel senso che nasce da un grande spunto di Milani. Sul secondo, invece, non abbiamo marcato in area commettendo un errore ciclopico. Arrabbiato? Sì, molto, perché in stagione abbiamo subito troppi gol simili e perché in settimana avevano lavorato proprio su questo aspetto“.
Altrettanto contrariato per il risultato finale, Giorgio Altare non nasconde il disappunto per la sconfitta maturata nel pomeriggio: “Un vero peccato. Avevamo approcciato la gara nel modo giusto, sbloccandola subito con un gran gol. In alcuni frangenti siamo stati però troppo superficiali e attendisti contro un avversario che sappiamo essere molto ostico e abile sulle palle lunghe. Il secondo gol? Probabilmente io potevo fare meglio, è una situazione di gioco che ci ha visto subire anche altre volte. Serve maggiore attenzione e continueremo a lavorarci su in allenamento. Adesso ci rimbocchiamo le maniche e da martedì si inizia a pedalare per rimediare nella prossima sfida“.
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