Pro Patria-Olbia 1-0

Pro Patria-Olbia 1-0 | 22ª giornata
PRO PATRIA: Mangano, Gatti, Lombardoni, Saporetti, Cottarelli, Nicco, Bertoni, Galli (71′ Colombo), Pizzul (86′ Boffelli), Kolaj (71′ Latte Lath), Parker. A disp.: Greco, Compagnoni, Molinari, Le Noci, Piran, Di Lernia, Ferri, Pisan, Castelli. All.: Ivan Javorcic
OLBIA: Tornaghi, Pisano (63′ Arboleda), Altare, Emerson, Cadili, Pennington (68′ Ladinetti), Giandonato, Lella (68′ Udoh), Biancu (83′ Marigosu), Ragatzu, Cocco. A disp.: Cabras, La Rosa, Secci, Demarcus, Belloni, Doratiotto. All.: Max Canzi
ARBITRO: Gianpiero Mele (Nola). Assistenti: Giorgio Rinaldi (Roma 1) e Giulio Basile (Chieti). Quarto ufficiale: Gioele Iacobellis (Pisa)
MARCATORE: 53′ rig. Kolaj
AMMONITI: Parker, Pennington, Gatti, Altare, Cadili, Arboleda
NOTE: Recupero: 0′ pt; 6′ st. Gara giocata a porte chiuse.
Allo “Speroni” di Busto Arsizio l’Olbia incassa la terza sconfitta consecutiva. La Pro Patria si è dimostrata scaltra e cinica nel cercare e trasformare un calcio di rigore al 53′ di gioco che i bianchi, ancora una volta padrona del gioco, non è poi riuscita a pareggiare. Stesso risultato della gara d’andata quindi, per un’Olbia che ha replicato in questo avvio di girone di ritorno lo stesso percorso segnato in quello di andata. Tre sconfitte su tre, nessuna delle quali meritate, ma tant’è. Il momento, risultati alla mano, non è dei migliori e urge invertire la rotta.
Oggi non sono bastati il genio e la freschezza di Ragatzu, né la riproposizione di Cocco dal primo minuto a scalfire la migliore difesa del torneo. E sulle conclusioni in porta e nelle situazioni più pericolose, il portiere locale Mangano si è sempre fatto trovare presente. L’avvio di gara è stato di marcata impronta bustocca: dopo 15′, pur senza particolare occasioni, i padroni di casa aveva già collezionato cinque corner a fronte dell’undici di Canzi apparso contratto e impreciso.
Con il passare dei minuti, però, l’Olbia guadagna metri e fiducia. Al 22′ Biancu, dopo aver scambiato al limite con Lella, calcia cercando il palo lontano, ma Mangano respinge lateralmente. Sempre Biancu, al 29′, strappa per vie centrali e al limite lascia la palla a Ragatzu che salta due avversari ma viene murato al tiro. Al 36′ è ancora Ragatzu a cercare la conclusione accentrandosi dalla sinistra, Mangano in tuffo respinge però in corner.
Il primo tempo scivola senza ulteriori sussulti, mentre la ripresa si apre con un’Olbia determinata a colpire. Al 48′ Ragatzu innesca un contropiede cercando la collaborazione di Biancu il cui tiro dal limite dell’area si spegne sul fondo. Due minuti dopo è ancora Ragatzu ad andar via alla difesa biancoceleste, ma il passaggio al centro per Cocco è leggermente lungo. Quando, insomma, sembra che i bianchi possano affondare, arriva la doccia gelata: lo sgusciante Kolaj ingaggia un duello fisico con Altare e lo spalla contro spalla si conclude con l’attaccante albanese per terra. Per l’arbitro è calcio di rigore. Lo stesso Kolaj dal dischetto non spreca la generosa concessione del signor Mele e al 53′ fa 1-0.
La risposta dell’Olbia non si fa comunque attendere: al 55′ Emerson chiama Mangano all’intervento su un calcio di punizione insidioso. Al 60′, invece, un brutto ed evidente fallo da tergo di Pizzul su Pisano all’altezza del centrocampo costringe il capitano ad abbandonare il terreno di gioco. Il direttore di gara, tra lo stupore generale, non ritiene necessario sanzionare l’intervento. L’Olbia, malgrado tutto (ci sarebbe anche da commentare un probabile fallo di mano in area della Pro Patria), non perde la testa e continua a macinare gioco e occasioni.
Le occasioni più pericolose capitano sulla testa di Altare: al 67′, da due passi, manda fuori di un soffio; all’85’ stacca più in alto di tutti ma la palla finisce alta sulla traversa. All’87’, infine, l’ultima occasione nitida per l’Olbia: Emerson ci prova dalla distanza, sulla palla smorzata si avventa Ragatzu ma il tocco di sinistro ravvicinato termina sull’esterno della rete. Nei sei minuti di recupero c’è spazio per qualche ripartenza della Pro Patria e per un grande bagaglio di disappunto per un’Olbia che esce sconfitta, ancora una volta, senza aver subito tiri in porta.
LA PARTITA
15′ – Angolo di Bertoni, colpi di testa di Gatti, Tornaghi si distende e blocca.
19′ – Ancora Gatti. Questa volta con il destro. Prima sulla barriera, poi di poco fuori.
21′ – Destro a girare di Biancu, bravo Mangano che non si fa sorprendere e respinge.
34′ – Dribbling e destro di Ragatzu, Mangano neutralizza in due tempi.
35′ – Conclusione insidiosa di Lella dai 20 metri. Mangano ancora bravo a respingere in corner.
47′ – Tentativo da lontano di Biancu. Pallone fuori.
53′ – GOL DELLA PRO PATRIA! Kolaj steso in area da Altare. Calcio di rigore. Dal dischetto lo stesso Kolaj spiazza Tornaghi. 1 – 0.
67′ – Punizione di Emerson, colpo di testa ravvicinato di Altare. Palla a lato di un soffio.
79′ – Sinistro di controbalzo di Pizzul. Palla alta.
85′ – Grande giocata di Latte Lath che ne salta due e calcia con il destro all’angolino. Tornaghi riesce a bloccare.
87′ – Brivido per la Pro Patria. Tiro di Emerson deviato. Ragatzu arriva prima di Mangano, ma calcia sull’esterno della rete.
94′ – Sinistro rasoterra di Latte Lath. Tornaghi smanaccia in angolo.
95′ – Altra grande bordata di Latte Lath. Deviazione decisiva e palla alta di poco.
Le parole di Max Canzi
C’è tanta delusione nelle dichiarazioni che mister Max Canzi rilascia a caldo dopo la sconfitta maturata questo pomeriggio sul campo della Pro Patria. Un rigore, apparso ai più fortemente dubbio, ha premiato i padroni di casa contro un’Olbia che non hai mai subito l’avversario e ha invece esibito un calcio propositivo.
“Abbiamo fatto la partita dall’inizio alla fine” è il primo commento del tecnico “ma torniamo a casa con zero punti e, per la seconda volta consecutiva, con una sconfitta senza aver subito tiri porta dell’avversario. È strano dover sottolineare come ultimamente non stia girando bene con le direzioni di gara che hanno condizionato pesantemente le ultime tre gare“.
Canzi prosegue: “Abbiamo ancora gli stessi punti in classifica dell’andata ed è evidente che non va bene. Così come evidentemente non basti giocare bene, anche se nemmeno oggi posso rimproverare ai ragazzi di aver sbagliato qualcosa. Stiamo creando gioco e occasioni, continueremo quindi a lavorare sulla strada maestra per migliorare ulteriormente“.
In chiusura una parola per capitan Pisano, uscito dal campo dopo la durissima entrata di Pizzul: “Nelle prossime ore valuteremo le sue condizioni. La botta è stata durissima e speriamo non sia niente di grave, anche se il dolore è molto forte“.
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