
Serie C Girone A, Arzignano Valchiampo – Dolomiti Bellunesi 2-2
GOL: pt 12’ Mignanelli, 45’ Toniolo; st 35’ Minesso, 45’ Clemenza su rigore.
ARZIGNANO VALCHIAMPO: Manfrin, Lakti, Lanzi (st 23’ Minesso), Mattioli, Cariolato (st 23’ Boffelli), Moretti, Castegnaro (st 23’ Bianchi), Toniolo, Bernardi, Boccia, Coppola (panchina: Nespola, Invaso, Damiani, Antoniazzi, Valentini). Allenatore: D. Di Donato.
DOLOMITI BELLUNESI: Consiglio; Barbini (st 20’ Cossalter), Milesi, Gobetti; Saccani, Burrai, Agosti (st 20’ Brugnolo), Mignanelli (st 50’ Antonello), Alcides (st 39’ Olonisakin); Clemenza (st 50’ Tavanti), Marconi (in panchina: Zecchin, De Paoli, Piazza, Casanova). Allenatore: A. Bonatti.
ARBITRO: Gioele Iacobellis di Pisa (assistenti: Usman Ghani Arshad di Bergamo e Simone Ambrosino di Nichelino; quarto ufficiale: Andrea Mazzer di Conegliano; operatore FVS: Giovanni Boato di Padova).
NOTE. Spettatori: 578. Angoli: 7-4 per l’Arzignano. Ammoniti: Coppola, Clemenza, Bianchi, Boffelli. Recupero: pt 1′; st 7′.
Un punto ad alto tasso adrenalinico: è quello che la Dolomiti Bellunesi raccoglie allo stadio “Dal Molin”, nella tana dell’Arzignano Valchiampo. Dopo due sconfitte di fila, il quinto pari stagionale muove la classifica e, soprattutto, rispecchia il carattere di una squadra che, una volta incassata la rimonta in circostanze rocambolesche, ha la forza di rialzare la testa. E di ristabilire l’equilibrio, grazie a un “dieci” a cui scorre il sangue nelle vene: Luca Clemenza, glaciale dal dischetto al minuto 90. E Mignanelli, una volta archiviato il turno di squalifica, bagna il suo rientro con la rete del momentaneo vantaggio, ispirata dall’assist-man Marconi. A proposito di attaccanti decisivi, è Olonisakin a procurare il penalty del definitivo 2-2: alla “freccia” nigeriana bastano meno di 5’ per lasciare un’impronta determinante sullo scontro diretto in terra vicentina.
FUORI “MONDO” – Mister Bonatti deve rinunciare a Mazzocco e Masut a centrocampo, Toci e Scapin in attacco. In più, come se non fosse già abbastanza, è costretto ad alzare bandiera bianca anche uno dei perni della difesa: Davide Mondonico. Così, nel cuore della retroguardia a tre, ritrova posto Milesi. E in mediana, Mignanelli non calpesta le solite zolle, lungo la corsia di sinistra (su cui sgomma Alcides), ma agisce più centralmente. Davanti, invece, il punto di riferimento è Marconi, con Clemenza chiamato a legare i reparti e a cucire trame di gioco.
ARREMBANTE – L’inizio dei dolomitici è arrembante. Basti pensare che, al 6’, Alcides obbliga Manfrin a un intervento con i pugni, su un gran destro da fuori, mentre al 12’ Clemenza spalanca un corridoio più che invitante per Marconi, abile a involarsi verso la porta e ancor più bravo, e altruista, a servire Mignanelli. Il quale non ha difficoltà ad appoggiare la sfera nel sacco. Ma l’Arzignano non ci mette molto a reagire. E per Consiglio c’è del lavoro da sbrigare: in primis, per “disinnescare” un tiro velenoso, da posizione defilata, di Lanzi. Quindi sulla volée di Moretti, che sfrutta un cross dalla destra e calcia a colpo sicuro: l’estremo difensore di scuola Genoa, però, devia d’istinto sopra la traversa. E si rende protagonista di una parata strepitosa. Solo che i padroni di casa collezionano corner: saranno ben sei. E sull’ultimo, allo scadere, impacchettano l’1-1 con un colpo di testa di Toniolo, autore del classico gol dell’ex.
NUOVA LINFA – Anche nella ripresa, l’approccio è corretto. E Manfrin è costretto a salvare due volte nell’arco di pochi secondi: su un tiro-cross di Agosti e, soprattutto, sull’incornata di Alcides. Nella circostanza, oltre al portiere gialloceleste, è provvidenziale ancora Toniolo, che in anticipo nega a Barbini il tap-in vincente. Risponde pure l’Arzignano con Mattioli (Consiglio blocca sicuro) e Lakti, il cui tiro termina fuori di poco. Bonatti, allora, cala sul tavolo due carte come Brugnolo e Cossalter. E proprio Thomas – col sinistro, dopo aver superato un avversario con un’elegante finta – obbliga Manfrin a superarsi. Ma nel finale succede di tutto: mancano 10’, quando una carambola, sul rinvio di Milesi, permette a Minesso di ritrovarsi a tu per tu con Consiglio. E di segnare il gol del ribaltone. I dolomitici, comunque, non arretrano di un centimetro. E trovano nuova linfa da Olonisakin, atterrato in area da Coppola: è rigore. E, dagli undici metri, Clemenza non sbaglia. Proprio come avvenuto nel “monday night” con la Triestina, sempre nei minuti conclusivi. Il pareggio è tanto prezioso, quanto meritato.
L’ANALISI – «Sono dispiaciuto – analizza mister Andrea Bonatti – perché abbiamo preso un brutto gol all’ultimo secondo del primo tempo. E uno ancor più brutto nella ripresa. Nonostante le difficoltà, con tanti giovani e all’interno di un evidente percorso di crescita, è chiaro che certi errori possono compromettere la prestazione. Dobbiamo fare meglio, anche se in termini di spirito e atteggiamento potevamo essere premiati col bottino pieno. Abbiamo tenuto botta, ma siamo mancati nei piccoli dettagli. E questa inerzia va cambiata».
Un pareggio per 2-2, in trasferta e in cui compare un gol dell’ex. Sembra il remake della prima giornata di campionato, contro l’AlbinoLeffe a Zanica, dove andò a segno Sebastiano Svidercoschi. E invece è la sintesi di un copione molto simile, come quello che si è sviluppato allo stadio “Tommaso Dal Molin”: la casa dell’Arzignano Valchiampo. E di Francesco Toniolo, a bersaglio di testa, sugli sviluppi di un corner.
ALTRUISMO – In una sfida caratterizzata dall’imprevedibilità, la Dolomiti Bellunesi ha raccolto diverse indicazioni interessanti: a cominciare dalla prestazione a tutto tondo di Giacomo Marconi. Di solito, quando si presenta a tu per tu col portiere, un attaccante è orientato a concludere e a cercare la rete. Ma Jack è un ragazzo che dà del “tu” dell’altruismo. E, nel momento in cui ha visto Mignanelli, ben piazzato in area di rigore, non ci ha pensato due volte e lo ha servito per il comodo – seppur momentaneo – vantaggio dolomitico: «Per come si era messa la partita, è un punto importante – ha spiegato proprio il centravanti di scuola Parma -. Grazie al rigore di Clemenza, siamo riusciti a ottenere un pareggio che ha il suo peso. È stata una partita difficile, come ci aspettavamo. In questo senso, dobbiamo migliorare nella gestione delle varie fasi del match». A cominciare dai finali di primo tempo: «Ci era già successo contro il Cittadella di subire gol a ridosso dell’intervallo ed è ricapitato ad Arzignano. È necessario essere più precisi, attenti e anche più “cattivi” in determinate situazioni».
AIUTARE LA SQUADRA – Marconi e compagni sono pronti a voltare pagina: «Dovremo lavorare in settimana per far sì che certi errori non si ripetano. Ora abbiamo sei giorni di allenamento in vista del prossimo impegno: giocheremo in casa e andremo a caccia dei tre punti, perché servono davvero». Alla serata del ventenne, reduce dall’esperienza di Perugia, è mancata solo la soddisfazione personale di aggiungere il proprio nome sul tabellino dei marcatori. Ma è un dettaglio, se è vero che Giacomo è stato uno dei migliori in assoluto: «Credo di aver fatto bene a tratti. Devo migliorare e aiutare la squadra il più possibile: qualche pallone che non sono riuscito a tenere ci ha indotto a rincorrere e ad arretrare».
VERSO LA SFIDA CON LA GIANA – La Dolomiti Bellunesi tornerà ad affacciarsi sul rettangolo verde domenica 30 novembre (ore 17.30), allo stadio “Tognon” di Fontanafredda, dove andrà in scena il faccia a faccia con la Giana Erminio: «Prepareremo la sfida esattamente come quella che ci siamo lasciati alle spalle – conclude Marconi -. Attraverso il lavoro sul campo e seguendo le indicazioni del mister. C’è grande disponibilità da parte di tutti e sono convinto che, nel prossimo scontro diretto, riusciremo a dare vita a una bella prova».