DOLOMITI BELLUNESI: Consiglio; Mondonico, Milesi, Gobetti; Saccani, Agosti (st 30’ Mutanda), Burrai, Mazzocco (st 19’ Brugnolo), Mignanelli (st 43’ Tavanti); Clemenza (st 30’ Marconi); Olonisakin (st 43’ Masut) (in panchina: Abati, Scapin, De Paoli, Piazza, Antonello). Allenatore: A. Bonatti.

LUMEZZANE: Drago; Diodato, Moscati, Ndiaye (st 32’ Napolitano), Motta (st 38’ Gallea); Rocca, Paghera, D’Agostino (st 19’ Rolando); Malotti, Ferro (st 19’ Donnarumma), Iori (st 19’ Ghillani) (in panchina: Filigheddu, Bonardi, Caccavo, Alberido, Cantamessa, Serpa, Simoncelli). Allenatore: E. Troise.

ARBITRO: Enrico Eremitaggio di Ancona (assistenti: Luigi Ingenito di Piombino e Filippo Pignatelli di Viareggio; quarto ufficiale: Roberto Lovison di Padova; operatore FVS: Gianfranco Pandolfo di Castelfranco).

NOTE. Spettatori: 600 circa (567 paganti). Angoli: 7-2 per il Lumezzane. Ammoniti: Clemenza, Consiglio, Motta, Mutanda. Recupero: pt 2’; st 5’.

Mancava all’appello la prima vittoria interna? E puntualmente, eccola qui: il primo successo allo stadio “Omero Tognon” di Fontanafredda – e secondo stagionale, dopo quello ottenuto a Crema contro la Pergolettese – prende forma in un dolcissimo “monday night”. E ha un peso specifico di grande valore, visto che il Lumezzane, prima del confronto diretto, aveva solo due punti in meno rispetto ai dolomitici. I quali compiono un bel passo avanti anche a livello di classifica, come testimonia l’attuale decimo posto, in coabitazione con Virtus Verona e Giana Erminio. Ottimo, quindi, il debutto al timone del gruppo di Andrea Bonatti, nuova guida tecnica nominata da appena sette giorni. A decidere è un gol per tempo. E, per la prima volta in questa stagione, la porta rimane inviolata. Insomma, arrivano solo segnali postivi da un “monday night” difficile da dimenticare.

DA ESTERNO A ESTERNO – Senza lo squalificato Barbini, l’infortunato Alcides e i lungodegenti Cossalter e Toci, mister Bonatti offre la prima maglia da titolare a Mazzocco, in una mediana che ritrova pure Agosti, reduce dall’esperienza ai Mondiali Under 20 con la Nazionale australiana, mentre davanti Olonisakin agisce da unica punta, sorretto da Clemenza. Ed è proprio Olonisakin, al 4’, a involarsi verso la porta, su lancio di Mignanelli, e a presentarsi a tu per tu con Drago, abile, anzi, decisivo a respingere in uscita la stoccata a colpo sicuro dell’attaccante nigeriano. Dall’altra parte, invece, ci provano Iori e Rocca, ma entrambi calciano oltre la traversa. Anche se ad andare più vicino al bersaglio è Malotti, col sinistro: brivido per Consiglio. Scampato il pericolo, la Dolomiti Bellunesi si riversa in avanti. E confeziona un’azione di pregevole fattura, ispirata dall’estro di Burrai: da esterno di destra – l’assistman, e velocissimo, Saccani – a esterno di sinistra, Daniele Mignanelli, puntuale all’appuntamento con la deviazione. La rete si gonfia: 1-0.

PERICOLOSI – In avvio di ripresa, il Lumezzane spinge forte alla ricerca del pareggio. E, nel quarto d’ora di partenza, lo sfiora in un paio di circostanze: con Malotti, il cui mancino termina di poco alto, e con Ndiaye sugli sviluppi di un corner. Ma, quando si affacciano nella metà campo avversaria, i dolomitici sanno come rendersi pericolosi: lo sanno soprattutto Olonisakin, bravo a rifinire un pallone che Clemenza capitalizza, con un sinistro sul primo palo: 2-0. Gli ospiti, però, non ci stanno. E reagiscono con uno splendido tiro a effetto del neo entrato Rolando: legno pieno. Nulla, però, può privare la Dolomiti Bellunesi di una meritata vittoria.

Troise: “Momento così, dobbiamo cambiare l’inerzia”

Emanuele Troise è una partita quasi surreale, da commentare per la quantità di gioco prodotto dalla squadra nel primo e nel secondo tempo.

“Ma è un dato di fatto. Veniamo ancora fuori con una sconfitta, dove chiaramente in termini di prestazione, di contenuti, quello che ha prodotto la squadra dal primo minuto questa volta è stato alto. Poi ci ritroviamo a commentare di aver concesso quella prima occasione, probabilmente anche in fuorigioco, e due situazioni dove il primo gol c’è da riconoscere la qualità dell’avversario sia nel cambio di gioco di Burrai, il controllo di Saccani e la chiusura della porta. E il secondo gol è da una rimessa laterale, a cospetto nostro di aver messo l’avversario lì per lunghi tratti e aver portato a casa praticamente nulla. Avremmo meritato, secondo me, almeno di pareggiare la partita e probabilmente sarebbe cambiato tutto. È un momento così dove tocca far leva su una prestazione buona, ma allo stesso tempo facendo autocritica su quella che ancora una volta è stata una fragilità sotto l’aspetto difensivo, a cospetto di quello che abbiamo concesso, e di un’incisività che deve aumentare in termini di realizzazione. Oggi anche sotto l’aspetto di quelle che sono state le situazioni che abbiamo creato, tiri, colpi di testa sui piazzati, sugli sviluppi, poi non raccogliere nemmeno un gol, devi aumentare quella cattiveria per cambiare questa inerzia, ci sono tutti i presupposti e anche stasera i ragazzi l’hanno fatto vedere”.

Una squadra che sta cercando di dare tutto se stessa, nonostante le difficoltà, si è fermato anche De Marino, in difesa Ndiaye rientrava dopo l’infortunio e ha dovuto subito giocare titolare, la società ha rimesso in lista Gallea, Moscati si sta continuando a disimpegnare da centrale difensivo, c’è anche tutto questo dietro a una mancanza di risultati.

“Quando parlo di fragilità difensiva inevitabilmente, senza cercare un alibi, ma è un momento così, perdiamo Pagliari all’inizio settimana, De Marino, Ndiaye ha giocato con un solo allenamento ed è una nota positiva perché è riuscito a fare 65-70 minuti senza problemi. Lo stesso Gallea ci può dare quella soluzione nel momento in cui abbiamo bisogno, e poi la crescita di Diodato che secondo me ha disputato una partita importante, lo stesso Motta a parte qualche situazione dove si deve correggere nella frenesia. Hai parlato di Moscati, parliamo di due o tre situazioni che abbiamo concesso nell’arco di una partita dove ci ha visto dettare ritmi, aggressività, qualità di gioco e quindi dobbiamo portarci questo, sgombrando la testa e fare, ripeto, quella giusta autocritica senza perdere di vista quelle che sono le nostre potenzialità e ancora tante partite davanti che potrebbero permetterci di risollevarci”.