Serie C Girone A, Vicenza – Caldiero 2-1

L.R. Vicenza: Confente, Laezzq, Leverbe, Sandon, Talarico (30st Zonta), Carraro, Ronaldo (35st Rossi), Beghetto, Della Morte (30st Capone), Rauti, Morra (35st Ferrari). All. Vecchi.
Calcio Caldiero Terme: Giacomel, Gattoni, Filiciotto (30st Cisse), Fasan (40st Lanzi), Palegatti, Pelamatti (12st Parodi), Gecchele, Florio (12st Marras), Gobetti, Scappini (12st Zerbato), Cazzadori. All.Soave.
Arbitro: Giorgio Vergaro di Bari
Assistenti: Alessandro Cassano, Ilario Montanelli.
Quarto Uomo: Michele Maccorin.
Reti: 40 p.t. Morra, 42 p.t. Rauti, 43 s.t. Marras
Ammoniti: Carraro (VI), Ronaldo (VI)
Recuperi: 2pt, 5st.
Partita storica per il Calcio Caldiero Terme allo stadio Romeo Menti contro il L.R. Vicenza. Stadio delle grandi occasioni a spingere la formazione di casa impegnata nella rincorsa al vertice. Il Caldiero impegnato nella bagarre play-out è molto solido in avvio. I ritmi non sono particolarmente vorticosi. Il Vicenza attacca soprattutto sulla sinistra. Al 9′ cross di Beghetto verso Morra che viene anticipato dall’uscita di Giacomel. Il portiere gialloverde subisce fallo e si riparte con un calcio di punizione. Al 13′ respinta di Gecchele che arriva sul piattone di Beghetto. La conclusione viene facilmente parata da Giacomel. Il Vicenza crea il primo grosso brivido della partita al 25′: pasticcio difensivo con il Vicenza che recupera palla al limite dell’area. Della Morte carica la conclusione ma Giacomel resiste. Il Caldiero al primo vero break va vicinissimo al gol del vantaggio. Fasan scappa via sul lato sinistro. La percussione arriva quasi a destinazione ma il tiro scappa via finendo addirittura in fallo laterale. Al 32′ prosegue il momento positivo del Caldiero. Cazzadori in pressione su Leverbe recupera il pallone e sguscia via ma l’azione si perde per un fallo proprio di Cazzadori. Al 35′ ancora scorribanda del Caldiero con Florio e Cazzadori. L’attaccante riceve palla in ottima posizione ma Carraro lo ferma fallosamente evitando un grosso pericolo al Vicenza. Sulla punizione Fasan colpisce la barriera. Nel momento migliore del Caldiero il Vicenza trova la fiammata del vantaggio. Dalla sinistra Beghetto pennella per l’incornata di Morra che sigla il gol dell’1 a 0. Il Vicenza un istante dopo firma anche il raddoppio. Giocata di classe di Della Morte per disorientare Gobetti, il numero 99 del Vicenza serve a Rauti una palla con il contagiri che vale il 2 a 0. La reazione gialloverde si manifesta nel recupero con il tiro strozzato di Florio su assist di Pelamatti. Il primo tempo si chiude 2 a 0. La ripresa si apre senza cambi. Al 6′ cross interessante dalla destra di Florio, ma Scappini manca la deviazione di testa. Al 9′ sugli sviluppi di calcio d’angolo, Talarico si coordina dal limite ma il tiro finisce a lato. Al 14′ il Caldiero lamenta un possibile contatto dentro l’area. Cazzadori finisce giù nel duello con Laezza ma l’arbitro lascia proseguire. Dall’altra parte accelerazione fulminea di Rauti che però spara sull’esterno della rete di Giacomel. Al 22′ girata di Carraro su calcio d’angolo di Ronaldo: il pallone vicentino termina la sua corsa sopra la traversa. Al 28′ il Vicenza insiste per vie centrali. Della Morte dentro l’area trova l’angolo giusto ma Giacomel è reattivo e devia in corner con l’aiuto di Pelagatti. Al 35′ nuova occasione Vicenza: cross da destra di Zonta su cui Morra non arriva di testa. La palla finisce a Capone che ci prova di prima, ma manda la palla sul fondo. Al 43′ della ripresa il guizzo gialloverde che riapre il match. Lanzi appena entrato accomoda la sfera per Marras. Il numero 11 gialloverde manda la sfera all’angolino per il gol del 2 a 1. Nel finale il Caldiero è generoso ma il risultato non cambia. Finisce 2 a 1.
Le dichiarazioni di mister Stefano Vecchi, Nicola Rauti e Andrea Beghetto, al termine della gara contro il Caldiero Terme.
Mister Vecchi: “Stavamo proprio pensando che solo prima dall’inizio del campionato eravamo così vicini al Padova, perché già alla fine della prima giornata eravamo a -2 (ride, ndr). Abbiamo fatto una gara importante, sapendo del loro risultato, siamo partiti spingendo molto. Abbiamo sofferto un attimo, poi l’abbiamo quasi chiusa, abbiamo fatto un secondo tempo gestendo bene, forse anche troppo, perché potevamo provare a essere un po’ più incisivi, anche se abbiamo avuto buone occasioni anche nel secondo tempo. Il nostro lo abbiamo fatto. Abbiamo sempre detto che il campionato era ancora lungo, ci sono ancora 5 partite, ancora tanti punti. Di certo, anche loro ora devono pensare di vincerle tutte, come abbiamo fatto sempre noi fin dall’inizio.
Terzo goal avrebbe evitato l’ansia finale? Il calcio è strano, in 3 minuti rischi di buttare via una stagione, invece non ci siamo tirati indietro e abbiamo portato a termine la partita; anche questo è un segnale di forza. Oggi eravamo un po’ in emergenza, perché la partita a Lecco, c’è costata un po’ di problemini vari come a De Col, Cuomo, Zonta.
Beghetto? È un ragazzo che, non a caso, ha fatto categorie importanti. Non mi andava di buttarlo dentro e magari rischiare di bruciarlo prima, ho pensato che oggi potesse essere per lui il momento giusto. Ha dato risposte importanti. Quando qualcuno arriva a gennaio, non si ha mai il tempo di sperimentare perché si è sempre in partita e l’allenamento è diverso.
Squadra sembra stare bene fisicamente? Siamo arrivati a questa gara con qualche acciacco. Però, grazie alla tecnologia vediamo che durante gli allenamenti e le partite, il livello fisico si sta addirittura alzando: non dobbiamo calare, ma mantenere questo ritmo, perché stiamo bene
Padova? Io sono abbastanza equilibrato, lo ero a -10, lo sono a -1, lavoro e vado in campo per fare il massimo e, al tempo stesso, penso di aver trasmesso questa cosa ai giocatori. Anche loro, nonostante a volte portino in campo il peso dell’ansia del risultato e della gara da vincere, sono sempre stati molto bravi. Dobbiamo continuare così, avendo recuperato tre punti oggi, c’è grande entusiasmo, dobbiamo alimentarlo ma rimanendo sempre concentrati sulle nostre consapevolezze, ovvero di essere una squadra forte.
Pesa giocare di nuovo in trasferta? Beh non ci sono alternative (ride, ndr). Questa settimana cambiamo strategia, andremo ad allenarci tre volte sul campo sintetico di Monticello Conte Otto, abbiamo bisogno di lavorare su questi terreni che sono diversi dal nostro. Però il sintetico favorisce la qualità, dobbiamo giocare meglio. Però andare ad allenarsi lì, ci potrà aiutare. Più che altro è una questione di abitudine.
Cuomo? Non c’è una lesione muscolare ma ha un’infiammazione tendinea e dovrebbe rientrare la prossima settimana. De Col ieri ha avuto il classico colpo della strega, una ricaduta del problema che ha avuto a Lecco, per il quale era stato sostituito. Rolfini valuteremo”.
Rauti: “Il morale è sicuramente alto, sapevamo l’importanza della partita, al di là del risultato del Padova, però non ci nascondiamo, sapevamo che contava soltanto un risultato e l’abbiamo portata a casa. Alla fine hanno fatto un gran gol, stiamo vedendo sicuramente che in questa parte finale del campionato, tutti giocano con un obiettivo e quindi diventano tutte partite difficili, non solo per noi. Sono tre punti molto importanti.
5 minuti per dare la svolta nel primo tempo? Siamo partiti anche bene, poi dopo c’è stato un momento di frenesia che analizzeremo, poi l’abbiamo sbloccata e nel secondo tempo c’era bisogno di fare quel terzo gol che abbiamo provato a fare in più occasioni. Non siamo stati forse lucidi o bravi, però alla fine quello che conta erano i tre punti.
Giocare a tutto campo? Come caratteristiche sono un generoso, sia in fase difensiva che in fase offensiva. Oggi ho avuto delle buone situazioni di ripartenza, probabilmente dovevo gestire meglio a volte il pallone tra le linee, cosa che spesso magari faccio meglio, rispetto ad oggi. La mia prestazione non è stata come in molte altre partite, dove però non avevo trovato il gol, però alla fine oggi mi prendo quello che sono riuscito a prendermi e sono felice.
Bella azione nel goal? Della Morte ha fatto l’80%, non per togliermi dei meriti che anche io ho avuto, ma lui ha fatto veramente una grande giocata col tacco all’inizio, una giocata da giocatore forte. Poi dopo io ho fatto proseguire la sua corsa e poi dopo è stato bravo e lucido nel trovarmi dentro, dove anche io sono stato bravo nel ripropormi ed è stato veramente un gran goal. Lo devo ringraziare, l’ho già ringraziato personalmente, ho provato dopo a cercare di fargli trovare il goal anche a lui, è stato sfortunato ma sono convinto che lo troverà presto.
Scendere dall’altalena della casa-trasferta? Assolutamente sì, l’avete già detto, non c’è bisogno di rispondere.
Differenza di atteggiamento quando si gioca in casa? È un dilemma che ci poniamo anche noi, sappiamo che è una cosa veramente sottile. A volte, effettivamente, ci sono delle condizioni non facili come invece ci sono qui, rispetto al gioco che cerchiamo di proporre. Poi ci sono anche gli avversari che sicuramente sono abbastanza rinvigoriti nel giocare contro il Vicenza, in casa loro, e danno probabilmente qualcosa di più. Magari gli avversari si intimoriscono quando giocano qui, non lo so, è un pensiero. Sicuramente in questa parte finale dobbiamo fare quello che ci siamo detti prima, sia in casa che in trasferta, lo sappiamo anche noi che dobbiamo lavorare per portare a casa anche quelle vittorie”.
Beghetto: “Sicuramente è stata un’emozione partire da titolare, in questo stadio che per me è importante. Poi, ovviamente, il mio pensiero era riuscire a mangiare punti al Padova e quindi ho cercato di fare il massimo. Sapevamo che l’obiettivo era partire forte subito, ci abbiamo provato, poi comunque abbiamo visto che non è mai semplice con nessuna squadra, perché se andiamo a vedere la classifica loro sono molto indietro, però anche oggi hanno dimostrato a sprazzi di fare buon calcio, quindi siamo stati bravi a tenere botta e poi a passare in vantaggio, a fare subito il secondo gol, che è stato importante alla fine.
Come è stato questo periodo senza giocare? Quando sono arrivato sapevo che sarei venuto in un posto dove c’erano già giocatori forti, nel mio ruolo c’è il capitano Costa, quindi io sono venuto qua, ho cercato di adattarmi subito alle dinamiche, di mettermi a disposizione del mister, che poi è lui che fa le scelte. Io sono qui per dare una mano e non per rubare il posto a nessuno, l’importante adesso per tutti è l’obiettivo finale, quindi sicuramente c’è voglia di dimostrare, di giocare, però so dove sono, so cosa ci stiamo giocando e quindi va bene così.
Ho messo tanti palloni in mezzo? È una delle mie caratteristiche crossare per i compagni, fortunatamente qui mi sento a mio agio, anche nella posizione in campo e quindi avendo una squadra forte diventa tutto più semplice, hai più possibilità di crossare, più possibilità di avere palloni giocabili, più soluzioni quando si ha palla. Diventa sempre tutto più facile, bisogna essere comunque bravi e farsi trovare pronti.
Papà? Non l’ho ancora sentito. Non era allo stadio.
Morale? Siamo contenti della vittoria, un pensiero mio personale è quello di non esaltarci, come non ci siamo buttati giù nei momenti difficili. È ancora nelle mani del Padova, perché se il Padova fa un filotto di vittorie, noi possiamo anche fare un filotto ma finiscono a +1 loro. Noi dobbiamo solamente non sbagliare le partite, perché abbiamo visto che magari abbiamo sbagliato il primo tempo con l’Atalanta, però poi l’abbiamo recuperata, quindi abbiamo dato dei segnali, secondo me. E quel punto, il punto di Lecco con magari una prestazione un po’ sottotono, ma in un campo difficile e sapevo cosa ci avrebbe aspettato, per me è stato un buon punto. Come terreno, per le dinamiche di gioco completamente diverse. Quindi, io non mi soffermo sulla singola partita ma cerco di andare sempre a vedere alla lunga. Non mancano tante partite, però non è nelle nostre mani, dobbiamo solamente fare il nostro lavoro e vedere cosa succede.
Menti oggi? A prescindere da quello che è il mio passato familiare, questo è un stadio bellissimo, c’è calore. Sì, avete detto una volta c’era la Serie A, quella un po’ più vera, con giocatori veramente forti, c’era un altro ambiente, altre dinamiche, però questo è comunque uno stadio che nemmeno in B si trova. Meritano categorie nettamente superiori, quindi come ho detto prima, dobbiamo fare il nostro per cercare di portarli via da questa categoria”.




