Serie C Girone A, Vicenza – Dolomiti Bellunesi 0-0

Serie C Girone A, Vicenza – Dolomiti Bellunesi 0-0
L.R. VICENZA: Gagno; Vescovi, Leverbe, Sandon, Tribuzzi (st 12’ Caferri), Cavion (st 12’ Vitale), Carraro, Pellizzari, Talarico (st 28’ Alessio), Rauti (st 19’ Capello), Morra (st 19’ Stuckler) (panchina: Basso, Massolo, Golin, Cappelletti, Benassai, Zonta, Rada). Allenatore: F. Gallo.
DOLOMITI BELLUNESI: Consiglio; Alcides (st 10’ Trabucchi), Pittino, Gobetti; Lattanzio, Brugnolo, Mignanelli, Migliardi; Clemenza; Petito (st 22’ Cossalter), Vacca (st 22’ Olonisakin) (in panchina: Zecchin, Masut, Mondonico, Saccani, Agosti, Casanova, Tavanti, Marconi). Allenatore: A. Bonatti.
ARBITRO: Giorgio Di Cicco di Lanciano (assistenti: Carmine De Vito di Napoli e Ilario Montanelli di Lecco; quarto ufficiale: Davide Cerea di Bergamo; operatore FVS: Thomas Storgato di Castelfranco Veneto).
NOTE. Spettatori: 10.130. Angoli: 13-0 per il Vicenza. Ammoniti: Cavion, Alcides, Migliardi, Carraro, Gobetti, Brugnolo, Olonisakin. Espulso: st 43’ Vitale per aver fermato una chiara occasione da rete. Recupero: pt 1’; st 8’.
Più che un pareggio, un’impresa. Al “Romeo Menti”, la Dolomiti Bellunesi rallenta la corsa del Lanerossi Vicenza: una squadra che viaggia a velocità supersonica, tanto da aver già accumulato 16 punti sulla più diretta fra le inseguitrici. No, non è un punto qualsiasi, quello strappato in casa della capolista del girone A di Serie C Sky Wifi. Perché i biancorossi arrivavano all’appuntamento con un percorso interno semplicemente impeccabile: 12 recite, 12 successi. E perché rimanere in equilibrio contro una compagine programmata per vincere richiede personalità, attenzione e sacrificio. Mignanelli – capitano per una sera – e compagni hanno il merito di interpretare il confronto con ordine e lucidità, senza lasciarsi schiacciare dal peso del contesto. Sanno soffrire quando necessario, tengono la linea e rispondono colpo su colpo, dimostrando di poter reggere l’urto anche nei momenti di maggiore pressione dei padroni di casa. Il Vicenza spinge, come da copione, ma trova davanti a sé un collettivo compatto, concentrato e determinatissimo. Così, minuto dopo minuto, il pareggio prende forma in maniera progressiva. E si concretizza al termine di un match intenso e combattuto. È l’ottavo segno X di questa annata: di gran lunga il più significativo. Un risultato che va oltre la classifica e restituisce la fotografia di un gruppo capace di esaltarsi pure nelle sfide più complicate.
ROTAZIONI – Sono all’orizzonte tre impegni in otto giorni e mister Bonatti non può non tenerne conto. Anche perché, dopo il mercato invernale, la rosa è più profonda. E le rotazioni più ampie. A questo proposito, cinque dei sei innesti di metà stagione trovano posto nell’undici partenza. Compreso l’ultimo arrivato: l’esterno Migliardi. Nel complesso, rispetto al confronto con la Virtus Verona, cambiano ben sei pedine della scacchiera. E sei sono gli Under, sul rettangolo verde, dal primo minuto.
SUPER CONSIGLIO – I biancorossi piantano subito le tende nella metà campo avversaria. E, al 5’, Consiglio è chiamato a sfoderare un grande intervento per disinnescare il mancino di Rauti, mentre al 20’ il portierone di scuola Genoa dice no anche a Morra. Lo stesso Morra, a metà frazione, sfiorerà la traversa. E farà gonfiare la rete: quella esterna, però. Ma la Dolomiti Bellunesi non si limita a respingere gli attacchi della capolista. Quando può, riparte. Come allo scadere, quando Clemenza apre per Vacca, che a sua volta serve Mgnanelli, ma Gagno, in uscita, è provvidenziale.
L’IMPATTO DI OLONISAKIN – Il copione della ripresa è simile. Simile, non uguale. Perché il gruppo di mister Bonatti cresce ulteriormente di rendimento. Tanto è vero che il primo brivido, dopo l’intervallo, arriva solo alla mezz’ora, quando il neo entrato Alessio non inquadra il bersaglio da buona posizione. E poco più tardi, lo stesso Alessia manda la sfera fuori di poco. Ma il finale è dei dolomitici. Anche perché i cambi hanno uno splendido impatto. Un esempio? Taiwo Olonisakin. L’attaccante nigeriano si invola verso la porta e viene steso da Vitale: rosso diretto e recupero in superiorità numerica. Con un sottilissimo velo di rammarico per la deviazione alta di un soffio di Marconi. Il punto del “Menti” può diventare il simbolo della stagione dolomitica.




