VIRTUS VERONA-DOLOMITI BELLUNESI 1-1

GOL: pt 18’ Mancini; st 12’ Cemenza.

VIRTUS VERONA: Sibi; Bassi, Toffanin, Munaretti; Patanè (st 39’ Saiani), Cuel (st 26’ Pagliuca), Fanini, Bulevardi (st 10’ Zarpellon), Amadio (st 26’ Daffara); Mancini (st 10’ Muhameti), Fabbro (in panchina: Peroni, Scardigno, Cielo, Lodovici, Fiorin, Mlakar, Filippi, Viviani, Iaquinta, Odogwu). Allenatore: L. Fresco.

DOLOMITI BELLUNESI: Consiglio; Barbini, Mondonico (st 39’ Tavanti), Gobetti (st 1’ Saccani); Alcides, Brugnolo, Burrai, Clemenza (st 48’ Casanova), Mignanelli (st 1’ De Paoli); Olonisakin, Marconi (st 26’ Mutanda) (in panchina: Abati, Masut, Piazza). Allenatore: A. Comi (squalificato N. Zanini).

ARBITRO: Gerardo Simone Caruso di Viterbo (assistenti: Mattia Morotti di Bergamo e Giovanni Battista Citarda di Palermo; quarto ufficiale: Davide Cerea di Bergamo; operatore FVS: Stefano Petarlin di Vicenza).

NOTE. Spettatori: 456 paganti. Angoli: 6-2 per la Dolomiti Bellunesi. Ammoniti: Gobetti, Burrai, Fanini, Mignanelli, Fabbro, Mancini. Recupero: pt 3’; st 5’.

La Dolomiti Bellunesi muove la classifica per la quarta volta nell’arco di cinque giornate. A conferma che, in questo campionato di C, il gruppo di Nicola Zanini ha delle frecce in faretra molto interessanti da scoccare. Pur essendo all’esordio in terza serie. Al “Gavagnin-Nocini”, i dolomitici rimediano allo svantaggio iniziale e, alla fine, possono quasi recriminare per il singolo punto. Perché uno dei migliori in assoluto è il portiere della Virtus Verona, Sheikh Sibi, piegato solo dal sinistro di un Clemenza che dimostra, una volta di più, di essere un fuoriclasse: dal suo piede viene sradicato il pallone che condurrà al vantaggio rossoblù. Ma ancora dal suo piede, e dalla sua leadership, parte la riscossa dolomitica: sotto forma del gol che vale l’1-1 (il secondo in fila e terzo in generale) e di una serie di giocate d’alta scuola. Due, infine, i debutti: quelli di Tavanti e Casanova.

BRIO E DINAMISMO – Nell’ormai classico 3-5-2, Barbini in difesa, Alcides sulla corsia di destra e Clemenza in mediana ritrovano una maglia da titolare, mentre le chiavi di un attacco orfano di Toci, e anche d Scapin, spettano a Marconi, reduce dalla rete segnata all’Alcione, e a Olonisakin, chiamato a portare brio e dinamismo fra le linee avversarie. E il nigeriano riesce subito nell’intento, se è vero che, in avvio, sguscia tra due difensori e si presenta davanti a Sibi, ma il portiere originario del Gambia chiude tutto in uscita. E, poco più tardi, neutralizza senza problemi un destro di Clemenza. Attorno al quarto d’ora, però, sale in cattedra Tommaso Mancini. Il quale prima sfiora il bersaglio con bel colpo di testa e, poi sfrutta un assist di Fabbro: lucida il destro e infila la sfera nell’angolino basso, alla destra dell’incolpevole Consiglio. La reazione dolomitica? C’è. E si manifesta attraverso un velenoso sinistro di Mignanelli e, soprattutto, una sortita offensiva di Barbini: ben imbeccato da Alcides, da ottima posizione, il difensore di scuola genoana non riesce a trovare la porta.

STOCCATA DEVIATA – Durante l’intervallo, rimangono negli spogliatoi Gobetti e Mignanelli, entrambi ammoniti, e al loro posto entrano Saccani e De Paoli: due cambi di stampo offensivo. Non a caso, i dolomitici partono subito all’attacco e sfiorano il pari con un’incornata di Olonisakin, su cui Sibi si supera, in tuffo. Ma il meritato 1-1 si concretizza al dodicesimo giro di lancette, quando Clemenza lascia partire un gran sinistro da fuori: la stoccata è deviata da un difensore. E la rete si gonfia: tutto in equilibrio. E, al 25’, lo stesso Clemenza sfiora il palo col mancino. La Dolomiti Bellunesi ci prova fino al triplice fischio, ma è ancora Sibi a risultare decisivo su Burrai e Olonisakin. Altro giro, altro punto. E appuntamento al prossimo derby veneto: giovedì 25, allo stadio “Tognon” di Fontanafredda, contro il Vicenza.

L’ANALISI – A commentare l’andamento del match è il vice allenatore, Alessandro Comi: «La partita è stata affrontata bene, con le nostre idee. Siamo stati bravi a recuperare in un secondo tempo di grande intensità. In virtù della pressione condotta dai nostri “braccetti”, abbiamo  schiacciato per alcuni i tratti i nostri avversari nella loro metà campo. In generale, abbiamo subìto poco: dobbiamo stare tranquilli, continuare a lavorare e migliorare negli ultimi metri. Lo spirito è quello giusto: non molliamo mai. E un po’ dispiace aver portato a casa “solo” un pari».