Serie C Girone C, Foggia – Crotone 0-3

Foggia – Crotone 0-3
FOGGIA: Borbei; Buttaro, Minelli, Olivieri; Valietti (45’pt Morelli), Garofalo, Oliva (1’st Pellegrino), Panico (30’st Agnelli); Winkelmann (1’st Ilicic), D’Amico; Sylla (40’st Bevilacqua). A disp.: Perucchini, Magro, Staver, Castaldi, Pazienza. All. Rossi
CROTONE: Merelli; Andreoni, Berra, Di Pasquale (35’st Cargnelutti), Guerra; Sandri, Vinicius; Zunno (35’st Cocetta), Gomez (17’st Perlingieri), Maggio (17’st Piovanello); Murano. A disp.: Sala, Martino, Leo, Stronati, Marazzotti, Groppelli, Calvano, Cocetta, Vrenna, Bruno. All. Longo
ARBITRO: Di Loreto di Terni
MARCATORI: 22’pt Zunno (C), 36’pt Berra (C), 7’st Murano (C)
AMMONITI: Valietti (F), Sylla (F), Di Pasquale (C), Pellegrino (F), Zunno (C), Gallo (C)
ESPULSI: 18’st Vinicius (C)
SPETTATORI: 3.997
Perdere col Crotone ci può stare, dipende dai modi. Il Foggia sceglie il peggiore, offrendo una prestazione per povertà tecnica e bruttezza seconda soltanto a quella di Catania. Non ci sono alibi, se non un dato di fatto incontrovertibile, la povertà tecnica della formazione di Rossi, venuta fuori in maniera fragorosa non appena il livello delle avversarie è salito. Non un bel segnale in vista delle prossime gare. Può sorridere, invece, mister Longo, che cementa la posizione nelle zone alte della classifica e la crescita di una squadra sempre più a sua immagine e somiglianza. E che può godere dei migliori Zunno e Murano, ex rossoneri non troppo rimpianti (soprattutto il secondo), totalmente rinati ed entrambi a segno nello 0-3 finale.
PRIMO TEMPO – Gaetano, Michele, Samuele e Samuel avrebbero meritato di più. Da una cornice di pubblico decente (e non i poco più di 1300 spettatori presenti) a una prestazione vagamente dignitosa. Nulla di tutto ciò si è visto allo Zac. Alla fine della prima frazione, il risultato sorride al Crotone, che con un po’ più di precisione nell’ultimo atto avrebbe potuto anche beneficiare di un punteggio più rotondo. Quella di Longo è squadra vera, con una identità di gioco ben definita e riconoscibile, e se uno spartito di qualità lo fai interpretare a musicisti di talento, la sinfonia non può che essere delle più gradevoli. Chissà quanta invidia prova Delio Rossi, che come a Caravaggio pensa di opporsi all’avversario mettendosi anche a specchio. Sì, perché l’iniziale 3-4-2-1 appare piuttosto fluido, specie quando Winkelmann e Panico si allineano ai due mediani, mentre Olivieri scivola sulla corsia mancina (con Valietti sul fronte opposto) generando qualcosa di simile a un 4-4-1-1. Ma sono dettagli che contano relativamente di fronte al divario tecnico che emerge sin dalle prime battute. Alla squadra di Longo non serve neppure sforzarsi di produrre azioni avvolgenti per certificare il proprio dominio. Il Crotone fa male – e tanto – sulle corsie dove imperversano l’ex Zunno a destra e il peperino Maggio a sinistra. Il mismatch con i dirimpettai è subito evidente, fino a diventare a tratti clamoroso. Al 6’ l’altro ex Murano potrebbe già sbloccarla raccogliendo un preciso traversone dalla destra di Zunno, ma non inquadra la porta. Al 14’ altra azione sulla destra, Andreoni pesca ancora Murano che incoccia bene, ma trova il palo. Sono avvisi che preannunciano guai seri. Anche perché, come al solito, il Foggia è pressoché nullo in proiezione offensiva: gli esterni latitano, così come il rientrante D’Amico, che la vede poco e quaglia ancora meno. Mettici poi le disattenzioni difensive, come la lettura accidentata di Olivieri e Panico che si fanno sorprendere da un banale lancio lungo di Di Pasquale, aprendo la strada al diagonale vincente di Zunno. La reazione del Foggia si consuma tutta in un tiro dal limite di Garofalo, che una deviazione costringe l’assonnato Merelli al tuffo. Solo una parentesi, visto che al 35’ arriva anche il bis, e che bis sugli sviluppi di un angolo. Sandri pennella al centro, Berra si inventa una splendida rovesciata che sorprende un non irreprensibile Borbei. 0-2 e partita praticamente chiusa. La totale confusione in casa rossonera è certificata anche dalla scelta di togliere l’acciaccato Valietti al 45’, spendendo inutilmente uno slot.
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