Serie C, Livorno-Olbia 2-1

Battuti, ma con la schiena dritta e a testa altissima. L’Olbia gioca una partita di testa e cuore al “Picchi”, uscendo sconfitta per 2-1 al termine di una battaglia giocata alla pari contro il Livorno. I bianchi hanno spaventato la capolista, rischiando raramente in difesa, gestendo con maturità il possesso palla e offendendo con pericolosità e imprevedibilità la retroguardia amaranto. Una prova maiuscola che impreziosisce il percorso di crescita della squadra, malgrado il risultato finale non premi i ragazzi di Mereu per quanto avrebbero meritato.
PRIMO TEMPO. La partenza non è certo di quelle forsennate. Le due squadre si studiano, manovrano, ma non affondano e il primo quarto d’ora è tutto appannaggio della più classica delle fasi di studio. A interrompere la riflessione bipartisan ci pensa Maiorino, che al 18’ incorna in area un cross di Valiani mandando alto. Il Livorno aumenta i giri sui motori laterali con Franco e Doumbia, ma le imbucate delle ali amaranto trovano sempre attente la retroguardia olbiese, che brilla per personalità e pulizia con gli interventi di Leverbe e Dametto. L’Olbia è tutt’altro che intimorita e lo dimostra subito con Piredda, che al 21’ raccoglie al limite e calcia di sinistro non trovando lo specchio. I bianchi giocano e attendono, dosando in maniera sapiente la leva del gas. Al 34’ Biancu va vicino al gol dopo un gran lavoro di Ogunseye, poi al 39’ Leverbe si sgancia in contropiede e il pallone, passato per i piedi di Ogunseye prima e Ragatzu poi, torna al transalpino che, accompagnata l’azione, di testa insacca l’assist del numero dieci portando l’Olbia in vantaggio. Il gol galvanizza i bianchi, ma stimola anche la reazione labronica che, sul finire di frazione, si concretizza sulla destra: Aresti salva con una grande parata su Vantaggiato ma nulla può sul tap-in di Valiani. E si va al riposo sull’1-1.
SECONDO TEMPO. Nella ripresa l’equilibrio continua a regnare sovrano. La squadra di Sottil attacca con i suoi quattro tenori, l’Olbia si oppone con ordine e solidità e tesse la sua fitta ragnatela di passaggi e ricerca della profondità. Al 54′ arriva lo squillo di Piredda che calcia col mancino trovando un Mazzoni attento in accartocciamento. Murilo, per il Livorno, risponde con un diagonale fuori misura al 59′, di fatto l’unica conclusione verso la porta dei padroni di casa che cercano in maniera confusa di rompere le maglie biancolbiesi. Ragatzu è una costante spina nel fianco sulla sinistra e, con Piredda, confeziona i pericoli maggiori. Al 74′ proprio Piredda si beve l’avversario in un fazzoletto di terra e crossa con potenza verso il centro trovando la respinta di Gasbarro. Nelle battute finali il Livorno, spinto dalla forza dei 6000 del “Picchi”, ci prova con più insistenza e, con una buona dose di fortuna, passa. All’80’ Aresti è prodigioso sul tiro ravvicinato del venezuelano Ponce, che, cinque minuti dopo, impatta un traversone dalla sinistra con la pancia mandando la palla in rete: 2-1. Nei concitati minuti finali l’Olbia si riversa in attacco per riprendersi quanto guadagnato con merito ma, malgrado il Livorno venga messo alle corde, non riesce a tradurre in pareggio il tiro di Pinna alto sulla traversa, un calcio di rigore non concesso dopo un atterramento di Ragatzu in area e un’incredibile serie di rimpalli e tentativi aerei a porta sguarnita nell’ultimo giro di lancette del recupero.
È stato un pomeriggio di grande calcio, in uno stadio e con un pubblico che ha dimostrato di valere ben altre categorie. Impreziosito dalla presenza di una encomiabile rappresentanza olbiese, che ha spinto, senza sosta, i bianchi verso la ricerca della grande impresa. Per quanto fatto vedere in campo, a Dametto e compagni, non possono che andare dei convinti applausi. Fragorosi quanto quelli che il “Picchi” ha tributato ai tifosi bianchi nel momento in cui sono stati esposti due striscioni in ricordo delle alluvioni che hanno colpito le due città a distanza di circa quattro anni l’una dall’altra.
Livorno-Olbia, oggi, è stata anche questa bella e toccante pagina di solidarietà.
TABELLINO
Livorno-Olbia | 15ª giornata
LIVORNO: Mazzoni, Morelli (75’ Pedrelli), Gonnelli, Gasbarro, Franco, Luci, Giandonato (66’ Montini), Doumbia (56’ Murilo), Maiorino (56’ Perez), Valiani, Vantaggiato (75’ Ponce). A disp.: Pulidori, Borghese, Hadziosmanovic, Marchi, Pedrelli, Zhikov, Baumgartner, Gemmi, Montini, Ponce. All.: Andrea Sottil
OLBIA: Aresti, Pinna, Dametto, Leverbe (81’ Iotti), Cotali, Feola, Muroni, Piredda, Biancu (62’ Senesi), Ragatzu, Ogunseye. A disp.: Van der Want, Idrissi, Manca, Pisano, Pennington, Marongiu, Vispo, Arras. All.: Bernardo Mereu
ARBITRO: Fabio Schirru di Nichelino. Assistenti: Francesco Biava (Vercelli) e Salvatore Marco Dibenedetto (Barletta)
MARCATORI: 39’ Leverbe (O), 45’ Valiani, 84’ Ponce
AMMONITI: 42’ Cotali (O), 44’ Luci (L), 64’ Giandonato (L), 71’ Valiani (L), 74’ Leverbe (O), 89’ Montini (L)
NOTE: Spettatori: 5789. Recupero: 1’ pt, 5’ st
Mereu: “Avremmo meritato il pari”
Al termine della sfida del “Picchi” che ha visto l’Olbia cedere ma non demeritare al cospetto della capolista Livorno, le parole di mister Mereu sono velate da un leggero dispiacere per aver giocato alla pari di una squadra costruita per il salto di categoria e non essere riusciti a fare risultato. “Abbiamo giocato un’ottima partita contro una squadra più esperta e credo che se fossimo qua a commentare un pareggio nessuno avrebbe potuto dire dire che sarebbe stato immeritato. È indubbio che dispiace tanto uscire con una sconfitta da uno stadio del genere dopo aver tenuto testa per 90′ alla capolista del girone. Nel primo tempo abbiamo sfiorato il gol con Biancu e poi siamo passati in vantaggio: se avessimo chiuso la frazione sull’1-0 forse sarebbe andata diversamente. Nella ripresa abbiamo tenuto bene il campo e gestito le loro ripartenze, subendo solo nel finale un gol abbastanza fortutito. La storia, ad ogni modo, non si fa né con i se né con i forse. Complimenti e merito al Livorno che ha vinto, ma mi permetto di dire che i miei ragazzi oggi escono dal campo con qualcosa in più dell’onore delle armi”.
Leverbe: “Giocato con cuore”
Una prova superlativa fatta di anticipi, intercetti e senso della posizione. A ciò si aggiunga il gol, il primo per l’Olbia e il primo in carriera, che per poco non consentiva ai bianchi di tornare a casa con un (meritato) pareggio sul campo della capolista: “Sicuramente l’1-1 sarebbe stato il risultato più giusto” ha commentato in sala stampa Maxime Leverbe al termine della partita. “La nostra prova di squadra è stata ottima, aver giocato in un contesto del genere con così tanti tifosi e contro una squadra di grande livello ci farà crescere. Oggi abbiamo messo il cuore in campo, peccato davvero per come è andata a finire”. Sul finale di gara il cambio dovuto ai crampi: “Ero stanco perché, come tutti i miei compagni, non mi sono risparmiato. Non ho voluto rischiare di perdere la marcatura sulle palle in profondità e ho chiesto al mister di essere sostituito”.




