Serie C, Vicenza-Teramo 1-0

Vicenza (4-3-3): Valentini, Malomo, Cescenzi, Milesi, Beruatto, Bangu (68′ Giraudo), Romizi, Alimi, De Giorgio (81′ Lanini), Ferrari (68′ Comi), Giacomelli (68′ Di Molfetta). A disp. Fortunato, Magri, Turi, Salifu, Tassi. All. Colombo.
Teramo (4-3-3): Calore, Ventola, Caidi, Speranza, Sales, Varas (86′ Paolucci), De Grazia, Ilari (76′ Graziano), Bacio Terracino (70′ Soumaré), Foggia (86′ Fratangelo), Tulli (76′ Altobelli). A disp. Lewandowski, Paolucci, Milillo, Pietrantonio, Fratangelo, Diallo, Faggioli, Mancini. All. Asta.
Reti: 85′ Comi (rig.)
Arbitro: Daniele De Santis della sezione di Lecce.
Assistenti: Sig. Patric Lenarduzzi della sezione di Merano, Sig. Federico Polo-Grillo della sezione di Pordenone.
Note: Ammonizioni: Bangu (V), De Grazia, Caidi (T). Espulsioni: Graziano all’88’. Angoli: 5-2. Recuperi: 0′ pt, 5′ st. Abbonati: 6.123. Paganti: 673.
Il Vicenza parte forte, con la punizione di Beruatto e il palo di Ferrari, inframmezzati da un sospetto calcio di rigore negato a Foggia. Ancora Ferrari va vicino al vantaggio angolando troppo a tu per tu con Calore.
Inizio ripresa appannaggio del Diavolo con la girata di Foggia da pochi passi disinnescata da Valentini e la successiva conclusione di Tulli che sfiora il palo. Ancora Foggia protagonista con un tiro in torsione da ottima posizione deviato in angolo da Valentini. A cinque minuti dalla fine il rigore di Comi per il vantaggio veneto, prima dell’espulsione di Graziano.
Queste alcune dichiarazioni rilasciate dal tecnico Alberto Colombo nel post partita di Vicenza-Teramo.
“…E’ stata una partita dai due volti, un buon Vicenza nel primo tempo, un Vicenza in difficoltà nella ripresa. Probabilmente ha inciso la condizione, soprattutto in mezzo al campo abbiamo fatto più fatica e poi dobbiamo saper gestire meglio certe situazioni e il possesso palla. Per quello quando mi si dice che siamo i favoriti non mi va di mettere le mani avanti, ma ritengo che abbiamo ancora tanto da lavorare e da crescere, dobbiamo capire se possediamo le qualità per competere per un certo obiettivo o dei difetti da limare con il lavoro…”.
“…Se finiva tre a zero per noi nel primo tempo non c’era probabilmente nulla da dire. Nel secondo tempo abbiamo sofferto quanto il Teramo nel primo, pertanto il risultato più giusto sarebbe stato il pareggio contando la mole di gioco; se guardo alle occasioni il Vicenza ne ha avute di limpidissime e lì c’è mancato quello che si definisce cinismo. Sono soddisfatto a metà, ho visto la squadra per buoni tratti nel primo tempo giocare come vorrei, i movimenti e i tempi erano giusti. Questo lasso di tempo deve essere portato ai novanta minuti. Il Vicenza non è la squadra da battere ma ci piacerebbe diventarlo. Il Teramo ha una squadra giovane, molto interessante e che darà fastidio…”.
“…Nella ripresa ci siamo abbassati e siamo andati in difficoltà anche nell’uno contro uno. Più siamo bassi e più facciamo fatica perché non abbiamo la capacità di attaccare i trenta, quaranta metri. Diventa comunque difficile giocare contro avversari che si abbassano e la pazienza è la virtù dei forti. Dobbiamo usare il possesso con il duplice obiettivo di trovare gli spazi e di stancare l’avversario per poter recuperare. Non è comunque facile attuare sempre un giro palla veloce, anche se dovrà diventare un fattore di crescita su cui lavorare…”
Questo il commento post-partita rilasciato nella sala stampa del “Menti” dal tecnico Asta: «Il calcio è questo. Due settimane fa esultavamo al 94′, oggi a pochi minuti dalla fine perdiamo su un rigore da rivedere, dopo uno evidente negatoci nel primo tempo. Affrontavamo una squadra importante, dotata di singoli di categoria superiore: abbiamo sofferto un po’ in tre circostanze nel primo tempo e magari potevano andare in vantaggio. Nel secondo tempo le occasioni le abbiamo create noi, mentre loro oltre ad un tiro da trenta metri non hanno creato alcunchè. Peccato, quindi, per la beffa finale. Loro erano calati molto fisicamente, commettevano qualche errore in più, si vedeva che noi riuscivamo a ripartire molto più facilmente e potevamo fargli male. Non cambia nulla a livello di obiettivi, mi spiace per il morale del gruppo. Pensiamo, ora, al Ravenna».




