Al termine della partita Triestina-L.R. Vicenza, incontro che ha visto il Lane, sono intervenuti in sala stampa Mister Fabio Gallo, l’attaccante Claudio Morra e il centrocampista biancorosso Armand Rada. Queste le loro dichiarazioni:
di Redazione1 ·

Triestina – LR Vicenza Serie C 1-6
Marcatori: 17′ Morra, 32′ Costa, 35′ Morra, 49′ Rada, 52′ Morra, 58′ Rada, 72′ Voca
Triestina (3-4-2-1): Matosevic; Kosijer, Silvestri, Davis; Vicario (69′ Gningue), Jonsson (86′ Caccioppoli), Voca, Anzolin; Begheldo (39′ Silvestro), D’Urso (69′ Mullin), Faggioli (86′ Kljajic).
A disposizione: Borriello, Neri, Pedicillo, Guillen Gamboa, Okolo, D’Aniello, Davanzo, Ascione.
Allenatore: Giuseppe Marino
LR Vicenza (3-5-2): Massolo; Cuomo, Leverbe (46′ Benassai), Sandon (64′ Golin); Tribuzzi, Zonta, Rada, Vitale (64′ Alessio), Costa (70′ Caferri); Capello (64′ Stuckler), Morra.
A disposizione: Gagno, Bianchi, Carraro, Rauti, Cavion, Vescovi.
Allenatore: Fabio Gallo
Arbitro: Aloise (Voghera)
Assistenti: Recupero (Lecce) e Skura (Jesi)
Quarto uomo: Lovison (Padova)
Operatore FVS: Rizzello (Casarano)
Ammoniti: Benassai (Vi)
Espulsi: Silvestri (Ts) al 26’pt per fallo da ultimo uomo.
Recupero: 2′ e 0′
In barba alla partita senza assilli di classifica, la gara è subito molto vibrante. Morra segna dopo 3′ ma in evidente fuorigioco, dalla parte opposta Anzolin manca il controllo decisivo a tu per tu con Massolo, Vitale dopo aver superato in dribbling Matosevic scheggia il palo da posizione defilata e Faggioli dalla media distanza spedisce di poco alto col destro, tutto questo nei primi sette minuti. Poco dopo il quarto d’ora gli ospiti trovano il vantaggio con una fiammata, Vitale da sinistra crossa basso e trova l’astuto taglio sul primo palo di Morra, che pressoché indisturbato mette in rete da pochi passi. Dieci minuti più tardi episodio pesante per gli alabardati, Matosevic gestisce male una costruzione dal basso con Capello che intercetta e si avvia verso l’area venendo messo giù da Silvestri ai venti metri, il portiere nel frattempo riprende posto tra i pali e per l’arbitro inizialmente è ammonizione, gli ospiti con sorprendente quanto estremo zelo chiamano revisione al monitor e Silvestri viene espulso abbandonando precocemente il campo. Espulsione severa che spiana ulteriormente la strada al Vicenza, che con l’uomo in più ha gioco facile, trovando secondo e terzo gol in rapida successione con Costa e Morra poco dopo la mezz’ora. Dopo una doppia chance in sequenza per Vitale sventata con bravura da Matosevic, a ridosso del recupero anche l’Unione ha una grande occasione con Silvestro, che a tu per tu con Massolo manca l’ultimo controllo facendosi chiudere in extremis da Costa. E’ l’ultimo episodio di una prima frazione pesantemente condizionata dal rosso a Silvestri, che ha di fatto anzitempo chiuso una sfida già di suo molto complessa.
L’avvio di ripresa vede gli ospiti trovare la quarta rete al 4′ con un preciso sinistro di Rada dai venti metri, seguito due minuti più tardi dalla tripletta personale per Morra. La serata peggiora ulteriormente con la sesta rete ospite poco prima del quarto d’ora, favorita da un errato disimpegno difensivo che manda Rada a vincere in area il duello a tu per tu con Matosevic. Per un quarto d’ora la contesa si gioca poco più che al piccolo trotto, l’Unione però con orgoglio muove il proprio tabellino con una splendida rete di Voca poco prima della mezz’ora. Poco dopo Silvestro si invola sulla destra in contropiede liberandosi con un gran numero in area e scaricando un potente destro che Massolo manda in angolo. Mancano dieci minuti al termine e di fatto è questa l’ultima situazione degna di nota di una partita nata con presupposti promettente, ma indirizzata pesantemente dall’espulsione a Silvestri a metà primo tempo.
Primo tempo
3′ Morra si ritrova a tu per tu con Matosevic e segna con un preciso rasoterra, la posizione iniziale dell’attaccante è però in abbondante fuorigioco e la rete viene annullata.
5′ Una sponda aerea di Faggioli manda in porta Anzolin, che non controlla però bene a seguire e viene anticipato in uscita bassa da Massolo.
6′ Vitale scappa in profondità e in posizione defilata in area supera in dribbling Matosevic, mandando sul palo esterno col mancino.
7′ Faggioli sgomita con successo vincendo il duello con Leverbe ai venticinque metri, destro improvviso e potente che si perde di poco alto sopra la traversa.
17′ Gol Vicenza: cross basso da sinistra di Vitale, Morra taglia sul primo palo e tocca in rete sottomisura.
26′ La Triestina resta in dieci per un rosso a Silvestri dopo revisione al monitor, difensore inizialmente ammonito per aver atterrato Capello ai venti metri dopo una brutta gestione dal basso di Matosevic, rientrato nel frattempo tra i pali con un ulteriore difensore in area. Sanzione decisamente troppo severa.
32′ Gol Vicenza: Capello in mischia si gira in area e calcia sporco col destro, Costa sul secondo palo sbuca alle spalle di Vicario e mette in rete da due passi.
35′ Gol Vicenza: Morra indirizza in rete con un destro acrobatico un cross proveniente dalla destra, rete di pregevole fattura.
43′ Vitale ci prova due volte in rapida sequenza su cross di Costa da sinistra, Matosevic sfodera due grandi interventi respingendo d’istinto.
44′ Jonsson manda Silvestro a tu per tu con Massolo, il laterale sbaglia però l’ultimo controllo facendosi rimontare in extremis da Costa, che in scivolata con affanno sbroglia.
Secondo tempo
49′ Gol Vicenza: Rada dai venti metri trova spazio per calciare col sinistro, trovando nel traffico l’angolo basso alla sinistra di Matosevic.
52′ Gol Vicenza: Morra a tu per tu con Matosevic indirizza con precisione il destro in diagonale poco dopo essere entrato in area.
58′ Gol Vicenza: Rada ruba palla su un errato disimpegno difensivo, presentandosi a tu per tu con Matosevic e superandolo con un sinistro rasoterra in diagonale.
72′ GOL TRIESTINA: Gran numero di Voca sul lato corto di destra, dribbling a superare due giocatore e perfetto interno mancino che colpisce il palo lontano insaccandosi in rete.
79′ Contropiede che vede involarsi Silvestro sulla destra, doppio passo in area a superare Golin e potente destro messo in angolo da Massolo.
Al termine della partita Triestina-L.R. Vicenza, incontro che ha visto il Lane, sono intervenuti in sala stampa Mister Fabio Gallo, l’attaccante Claudio Morra e il centrocampista biancorosso Armand Rada. Queste le loro dichiarazioni:
Al termine della partita Triestina-LR Vicenza, è intervenuto in sala stampa Giuseppe Marino.
Marino
“Voglio iniziare ringraziando l’ambiente perché non è stato un anno facile ma abbiamo avuto il supporto della gente, del tifo e per questo devo dire grazie. Quest’ultima partita non deve assolutamente cancellare quanto di buono è stato fatto, di certo non siamo scesi in campo per chiudere il campionato in questo modo, però purtroppo affrontavamo una squadra che ha vinto il campionato un paio di mesi prima che finisse e che andava affrontata in un determinato modo. Noi l’abbiamo presa sotto ritmo poi l’episodio del rosso ha cambiato la partita, per loro come per noi era un derby quindi hanno fatto la partita per giocarla e per vincerla, siamo stati noi ad averla interpretata in maniera sbagliata e questo non doveva accadere.
Tengo però a fare questa precisazione, non voglio assolutamente che la gente ci condanni per non aver onorato la maglia, questa è una cosa che non permetto perché questo è un gruppo che avrebbe potuto tirare i remi in barca a gennaio, non l’ha fatto e ai punti oggi si sarebbe guadagnato il diritto di giocarsi la salvezza ai playout, con tutte le difficoltà che tutti sappiamo sono state affrontate. Deve restare questo, ovviamente brucia perdere e farlo in questo modo, ma sinceramente non me la sento di dare responsabilità a questa squadra. Si può dire che si sarebbe dovuta affrontare la partita in un altro modo, che loro non avrebbero dovuto chiedere l’espulsione, è giusto quello che i nostri avversari hanno fatto anche se non so se io avrei fatto lo stesso, ma ognuno interpreta il calcio a modo suo e reputo giusto tutto. Dobbiamo fare mea culpa e prendere serate come questa come opportunità di crescita, parlo anche per il sottoscritto, imparando che nulla è scontato e che non si deve mollare niente, dando sempre tutto fino alla fine. Questo è l’insegnamento arrivato oggi da una grande squadra alla quale faccio i complimenti per aver vinto con merito da tempo il campionato.
Nella riunione tecnica prepartita solitamente ai ragazzi scrivo sempre una frase motivazionale, oggi ho scritto per loro una citazione di Nelson Mandela che diceva ‘non voglio essere ricordato per le mie vittorie ma per tutte le volte che sono caduto e mi sono rialzato’. Questo è stato il nostro anno e così a prescindere da oggi dobbiamo finirlo. Questo, pur in mezzo alle difficoltà, è stato per me un percorso di crescita, perché non sono arrivato in prima squadra in situazioni di tranquillità. La prima volta subentrando a Santoni nella trasferta di Trento, quest’anno non ne parliamo proprio, ogni subentro è arrivato in momenti di grande difficoltà, ma considero Trieste la mia madre calcistica e la porterò sempre nel cuore. C’è il rammarico di non aver visto lo stadio pieno ma questa è anche una nostra responsabilità, perché la gente si affeziona quando si fa bene, quando si vince e si portano i risultati, il calcio ce lo insegna.
Quest’anno è iniziato in un determinato modo ma vedere i tifosi alla fine di questa stagione applaudirci, apprezzando quanto abbiamo fatto, è stato un segno di riconoscenza e sarò sempre grato alla gente di Trieste, a chi mi ha e ci ha supportato, ai tantissimi messaggi arrivati anche in forma privata, in un anno così difficile mi hanno dato la forza per andare avanti. Posso solo augurare il meglio a questa città, a questa squadra, a questo club, perché non merita assolutamente una categoria come la D. Quest’estate siamo partiti senza ritiro, subito con una gara di Coppa Italia, senza mai sfigurare lungo tutto l’arco della stagione se non in tre occasioni, penso a Renate, ad Arzignano e ad oggi. Per come era stata prospettata l’annata, l’esonero di Tesser era sembrato un sinonimo di resa, inutile nascondersi, da gennaio in poi va via Attilio e oltre a lui Ionita, Crnigoj, Gündüz, Moretti, è finita. Invece noi da lì abbiamo iniziato a fare punti rafforzando un’identità, con risultati che oggi ci avrebbero permesso di giocarci gli spareggi salvezza, questo significa tanto.
Abbiamo prodotto tanto in questi mesi, la terza squadra per possesso palla, la quarta più prolifica del 2026, esprimendo un buon calcio con personalità e questo non è stato facile, facendo parallelamente a tutto questo esordire sei o sette ragazzi, cosa credo mai capitata nella storia della Triestina. Ragazzi che non vengono da un percorso di costruzione durato anni come accade in altre realtà più strutturate, ma da esperienze durate qualche mese, chi più chi meno. Farli esordire in un campionato come questo non è affatto facile, la differenza con una Primavera 3 è veramente grande, ma è stato fatto con piacere ed anche bene, vista la media punti che ci ha permesso di tenere fino alla fine in campo una squadra viva. Questo grazie ai risultati, perché si può parlare di empatia, di gruppo, di gestione, ma se non fai risultati in un’annata come questa inizia la depressione, la rassegnazione, noi invece abbiamo fatto risultati e non è stato affatto facile, portando la barca in porto e imbarcando acqua purtroppo proprio alla fine, cosa che non avrei certo voluto. Fa molto male a tutti noi e non lo meritavamo, ma l’approccio sbagliato di oggi non deve assolutamente infangare quanto di buono è stato fatto, ed è stato tanto.
Il mio futuro? Non è una cosa di mia competenza, il mio augurio è che chiunque sarà qui dovrà sentirsi responsabile e metterci il cuore. Ho conosciuto i magazzinieri, lo staff medico, tutte le persone che lavorano quotidianamente per il club, queste sono persone parte di una piazza che merita tutto tranne che una categoria come la D. E’ una realtà che merita massimo rispetto, massimo attaccamento, non è retorica per un saluto finale. Ho vissuto qui nella massima difficoltà e necessaria praticità, solo chi ha vissuto tutto questo accanto a me e a noi, sa i sacrifici che sono stati fatti, da me e non solo. Sulla propria pelle, nei confronti della propria famiglia, sentivo di poter provare a fare qualcosa di importante per questa città. Ci ho provato fino alla fine, non ci sono riuscito e sarà il mio più grande rammarico, ma se guardo i punti non ho nulla da imputare a me stesso così come ai ragazzi perché ribadisco ancora una volta, senza quella enorme penalità oggi ci giocheremmo i playout”.
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