Recupero Serie D, Union Feltre-Legnago Sospesa al 63′ per “impraticabilità del campo”.
Union Feltre-Legnago verrà recuperata mercoledì 22 novembre alle ore 18 e si disputerà presso gli impianti sportivi del Boscherai, Pedavena.

Cronaca
Sospesa al 63′ per “impraticabilità del campo”.
Non staremo qua a perder tempo con tattiche, cronache, dettagli: tutto ciò che la partita aveva vissuto nei suoi 63′ di gioco è stato invalidato e cancellato dalla decisione del direttore di gara, signor Matteo Pierobon di Castelfranco Veneto, per l’occasione coadiuvato dai sigg.Collavo e Carraretto, entrambi di Treviso. L’Union Feltre conduceva 2-1, risultato con cui s’era andati al riposo, fissato dal colpo di testa di Tanasa al 21′, da quello di Peinado al 24′, dal rigore trasformato da Madiotto e procurato da Cossalter al 41′. Tutto inutile, come mai fosse successo.
Di calcio, chi più chi meno, ne abbiamo tutti vissuto, visto, giocato, seguito tanto. A Feltre pioveva largamente dalle 9 circa di stamane. Al fischio d’inizio, il manto dello “Zugni Tauro” era inevitabilmente pesante, ma aveva drenato magnificamente: non v’erano di fatto ristagni d’acqua neppur minimi. Durante la gara ha continuato a piovere, ora con maggiore intensità, ora più debolmente. Tra intervallo ed inizio di ripresa, è caduta una quantità d’acqua notevole, e la metacampo a sud s’è fatta pesante, questo sì. In alcune sue zone il pallone faticava a rimbalzare regolarmente. Ma parliamo di una metacampo, e, giusto ribadirlo, nemmeno intera. Il calcio, chi più chi meno, lo conosciamo: ci sono stagioni ed aree geografiche in cui condizioni meteo come quelle odierne sono di fatto all’ordine del giorno. L’arbitro è di Castelfranco, ad un tiro di schioppo da qui. Conosce pertanto le nostre stagioni, i nostri impianti, i nostri manti erbosi, che, a volte, basta guardarsi attorno, da dicembre a marzo tanto erbosi non sono. Eppure, al 63′, ha iniziato a dubitare, sciorinando la tipica gestualità: sollevamento del pallone, scodellamento, osservazione dell’effetto che fa. Ci ha messo cinque minuti di orologio, la fascia verso l’ospedale, poi in mezzo, quindi l’area di Borrelli, infine la fascia ovest. Triplice fischio: si rigioca a data da destinarsi, E SI RIGIOCA DAL PRIMO MINUTO. Così dice il regolamento, qua non siamo in serie A, dove, se una squadra è in vantaggio al 63′ o al 22′ o al 94′ ha il sacrosanto diritto di ripartire esattamente da quel vantaggio. Qui no. Non si poteva portarla a termine, ha detto l’arbitro. E si cancella tutto.
Interviste
Mauro Broche De Menech, dirigente accompagnatore della nostra Prima Squadra, di calcio ne ha giocato tanto, e nel calcio è da qualche lustro. Stenta a contenere l’amarezza: “Per me l’arbitro è stato condizionato, nel prendere questa decisione. L’arbitro ed il guardalinee dalla nostra parte, verso le panchine. Sono stati condizionati dalle proteste della panchina del Legnago, dei giocatori in campo e di quelli fuori”. Mauro, avevi mai vissuto una partita come questa, giocata dal 1′ sotto la pioggia su un fondo più che buono e sospesa al 63′? “No, assolutamente no. Abbiamo portato in fondo partite in condizioni ben peggiori di queste. La decisione di oggi è una decisione che ci rattrista”.
Arriva Pagan. Mister, a Lignano contro il Cjarlins era molto peggio rispetto ad oggi! “A Lignano abbiamo giocato a palla a nuoto, qui s’è giocato a calcio, certo su un campo che via via diveniva più lento, ma a calcio! La cosa clamorosa è che l’arbitro, dopo aver fatto tutto il giro ed essere arrivato davanti alla nostra panchina, aveva deciso di riprendere il gioco! Poi il guardalinee di fronte alla panchina del Legnago ha detto qualcosa, si capiva dalla postura e dalla gestualità che non aveva intenzione di proseguire…” Da quando decide un guardalinee? “Non è la prima volta in questo campionato che ci troviamo guardalinee particolari… oggi il campo, in altri casi un rigore… loro cercano di essere collaborativi, poi è l’arbitro che dev’essere bravo, che deve avere la personalità per decidere. Ma ti dirò, che oggi il direttore di gara abbia difettato in personalità, non è ciò che più mi spiace. Mi dispiace invece vedere una squadra che chiede categoricamente di non giocare! Io, di mio, non lo farei mai, io gioco e l’arbitro decide, non sono io che vado là a dirgli ‘devi rinviare la partita’! Oggi questa scelta gli è stata richiesta, tanto richiesta da altri, ed è questo a non piacermi. Tutti noi che eravamo in campo, giocatori, dirigenti, allenatori, abbiamo visto tante partite in condizioni ben peggiori di queste. La gente dovrebbe baciarlo, un fondo come quello dello “Zugni Tauro”… Su un campo così, questa partita va chiusa e basta! Dopo, se sei bravo, vinci, se lo sei un po’ di meno, pareggi, se sei scarso, perdi! Punto”. Cosa t’era parso, oggi, della reazione della tua squadra? “Eravamo contenti, era la risposta che volevamo da noi stessi. Nel primo tempo, quando il campo era praticamente perfetto, credo si sia vista una sola squadra. Poi, stavamo comunque facendo bene, il che non significa che avremmo vinto, ovviamente: c’era mezz’ora con una squadra di fronte a noi che spingeva, che stava vivendo una fase positiva… io, fossi stato in loro, non avrei chiesto la sospensione con tutta quella veemenza… Ma va bene, rigiocheremo. E quel giorno, facile ci saranno animi diversi”.




